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    24
    lug.
    2012

    Stanno nel pallone

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    Il mercato del Milan legato alle elezioni, la Juve alle decisioni su Conte. I Viola ai Della Valle

    C’era una volta la Selezione del Reader’s Digest, un mensile assai ricco di temi tra cui una rubrica che suonava all’incirca così: “Sono il fegato di Pierluigi”, oppure “Sono il cervello di Mario”, o ancora “Sono il malleolo di Angelino”. E si raccontava il corpo umano in prima persona. Ebbene, mi piacerebbe leggere qualcosa del genere oggi, tra calcio e politica elettoralistica, una specie di “Sono il cuore di un tifoso milanista”, riferito a che cosa pensino adesso che Silvio (“Sono il portafoglio di…”) vende e non compra e addirittura liquida campioni. Oggi che il tifo rossonero rumoreggia e celebra sardonicamente funerali del club pluridecorato internazionalmente, e intravede un futuro in entrata solo nell’ipotesi di elezioni in autunno, dopo un’eventuale sveltina legislativa per le modalità di voto.

    Si, avete letto bene: un Berlusconi inopinatamente costretto alla “sobrietà” anche dal punto di vista del Milan potrebbe essere tentato a reinvestire denaro in nomi altisonanti in vista di elezioni anticipate. Di qui la mia curiosità in veste “Reader’s Digest”: nel tifoso milanista non appiattito sul centrodestra del Nostro (ce ne sono, ce ne sono) prevarrebbe l’istinto civico o il tifo pallonaro? Per dire, come siamo ridotti… E se qui si impastano rotondolatria e partitolalia, nel caso dei campioni d’Italia della Juve il pasticcio è invece ancora tra legalità (anche solo sportiva) e risultati del campo: sto parlando ovviamente dell’effetto-Conte, sul piano dei singoli il caso più scabroso per la Procura Federale chiamata a deferire una simpatica congrega nello scandalo di Scommetto-poli, sulla traccia delle indagini delle Procure di Cremona e Bari. Anche solo soppesando ciò che si è letto sulla stampa, abitualmente “protezionista”, la vicenda Conte in qualità di allenatore del Siena nella stagione 2010-2011, con relativa promozione in A, non torna proprio. Diciamo alla Mischa Auer che “puzza”. Innocente come una mammola a strisce di bianco su bianco (dal Siena alla Juve)? Distratto Mister che ha omesso le relative denunce su partite combinate per scommetterci sopra? Complice del losco “affaire”, peraltro in linea con la maggior parte del pallone contemporaneo?

    La prima ipotesi sembrerebbe armonizzarsi con il mantra juventino del “abbiamo già dato”, riferito al buio di Calciopoli illuminato solo in parte. Come a dire “non era neppure il nostro allenatore, dovremmo pagare per eventuali reati commessi altrove? Perderemmo il tecnico in campionato e in Champions”, dopo che l’azzardato Agnelli aveva rinnovato contratti e fiducia leggermente in anticipo (anche qui, consueti ritardi della giustizia sportiva…)? Anche perché in caso di “omessa denuncia” Conte se la potrebbe cavare con un lieve patteggiamento, che però lo sputtanerebbe irrimediabilmente (ma davvero? Ma figurati, in un Paese in cui chi ha la fedina immacolata è sospetto quantomeno di “inadeguatezza professionale”…). Se invece risultasse l’ipotesi peggiore, apriti cielo juventino. Regolatevi voi dunque sulle previsioni del caso.

    Nel frattempo la stagione del campo è cominciata, e le squadre più interessanti sono proprio Juve, Napoli, Inter e Roma, per motivi diversi tra loro, grazie a De Laurentiis, Stramaccioni e Zeman. Alla Juventus già rinforzata manca uno Jovetic, che la Fiorentina dei Della Valle bros. non vede l’ora di vendere a caro prezzo per far cassa. Ormai del tutto ridimensionato per la diversificazione degli investimenti del suo proprietario marchigiano, il club farebbe benissimo a vendere, se non è in grado di seguire né il modello Berlusconi (vedi sopra…) né il modello Pozzo che all’Udinese fa i soldi e la Champions con vivai e osservatori in tutto il mondo. Solo che dopo aver ceduto Behrami, amatissimo dai tifosi e in grande spolvero nelle gigantografie del nuovo sponsor solo due settimane fa, forse gli abbonati si aspetterebbero rinforzi: per intenderci, se parte Jovetic ma arrivano Marrone, Poli e Quagliarella allora Della Valle D. avrebbe investito sul futuro. Altrimenti sta facendo cassa. E basta. Non si usi Montella come parafulmine annunciato, dopo Mihajlovic e Delio Rossi. Prenda esempio dal Berlusca, che quando vuole vende, e vende bene. La cessione di Ibra è stata fenomenale, mentre il corrucciatissimo svedese da bravo animale mitologico passava dagli insulti all’onirico “Il Paris S.G. è sempre stato il mio sogno”.

    Tanto paga lo sceicco, e lo paga 90 volte quel che incamera il Presidente Hollande … Si è stagliata, in questa come in altre trattative, la corpulenta figura del suo procuratore, Mino Raiola, di cui ormai i giornali tessono l’epopea. Il web è prodigo di notizie contrastanti su di lui, età esatta compresa. Lui afferma di avere la maturità classica, tutti ne registrano burocraticamente le affermazioni.

    Personalmente ne ho un ricordo romanzesco. Era l’estate del 1998 (o ’99?), quando mi imbarcai su un aeretto privato con un alto dirigente della Fiorentina di Cecchi Gori, quella meravigliosamente catenacciara di Trapattoni, Batistuta ed Edmundo campione d’inverno e liquefatta in Primavera perché in gennaio il laureato allo zafferano non volle comprare i gemelli De Boer. La missione era visionare a Maastricht, in un incontro agostano di B olandese, un centrale difensivo risultato poi modesto e scartato all’istante, anche grazie alla mia consulenza (mi ricordo che se non sbaglio l’AZ Alkmaar aveva piuttosto un portiere gigantesco e agilissimo, ventenne, quello sì…). Tale difensore era rappresentato in un bar di Maastricht da un tarchiato in difficoltà con la lingua (italiana), più a suo agio con un inglese gesticolato. Venne immediatamente ribattezzato “Mazzancolla” per quel suo modo di muoversi, tra corpo e braccia. Era Raiola, ma tu dimmi… All’epoca più addentro a bar e ristoranti che calciatori. Doveva comprare lui direttamente, Berlusconi, magari candidandolo… Forse fa ancora in tempo, se si vota prima del previsto: nella degregorizzazione parlamentare, chi noterebbe la differenza?

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    salvatore romano .
    24/07/2012 alle 21:41
    Buonasera.Il mese scorso è stata pubblicata un'intercettazione a dir poco imbarazzante tra tale Mensurati e lo zingaro Ilievski.Se non ricordo male questo signore,Mensurati,scrisse il libro nero del calcio;sapeva tutto sul cosiddetto sistema arbitrale moggiano,tutto in anteprima.A a distanza di 6 anni lo ritrovo a cinguettare con un latitante.L'intercettazione l'ho letta e bisognerebbe che qualcuno facesse qualche domanda del tipo "Perchè diceva che quel nome non le interessava?"...Questi discorsi li ho già sentiti anche per Calciopoli quando "qualcuno" disse "L'Inter non ci interessa".Allora è chiaro che qui ci troviamo di fronte dei personaggi che invece di fare informazione mistificano e pontificano.Vanno in televisione a dire minchiate per coprire le loro vere nefandezze da ladri patentati.Ladri perchè rubano la verità,per coprire altrettante malefatte di quei potentati che li finanziano.Ultimamente il nome in auge è quello di Conte tiranto in ballo da un certo Carobbio,ondivago nelle sue dichiarazioni e portato ad esempio da gente come Mensurati.Tutta la deposizione di questo "pentito" puzza più di una discarica anche perchè il grosso dello scandalo è completamente scomparso.Si parla di partite truccate e le sanzioni del tribuno Palazzi si sono limitate a pochi punti di penalizzazione;sbaglio o una partita truccata è un illecito e quindi si applica la retrocessione?E le partite di serie A che fine hanno fatto?Tra un anno i beoti italiani si ricorderanno solo di Buffon e Conte(tra l'altro neanche indagati) e andranno dietro alla giustizia sportiva la prima associazione a delinquere del paese e saranno pronti a seguire quello che scrivono e dicono i giornalisti.Se devo essere sincero penso che peggio della classe politica ci sia quella dei giornalisti che invece di fare il loro mestiere fanno tutt'altro...
    fierobianconero .
    24/07/2012 alle 18:21
    Niente da fare, anche Lei cade nella facile trappola demagogica. Ne convengo : l'oSSO è troppo succulento per lasciarlo ai consueti untorelli rosaimbrattanti. La conduzione agogica del Suo articolo è francamente imbarazzante... Ovviamente, nulla conta il fatto che più di 70 testimonianze giurate provino l'innocenza di Conte. Nulla conta il fatto che PIPPO PIPPO (a proprosito: nulla da dire sulla scambio di amorosi sensi instauratosi tra il pentititssimo e la procura..? Ci richiama alla mente l'epopea di " gianni il bello"...) sia davvero uno strano personaggio, con una memoria ondivaga, intermittente, a scoppio ritardato. Nulla conta il fatto che nessuna norma del CGS attribuisca l'onere della prova all'accusato. L'osso è succulento, ne convengo. Ma si rassegni: non siamo più nel 2006. Stavolta la farsa non passerà. PS A quando un Suo pezzo sulle mancate scuse in ordine alle vergognose paginate di articoli dedicate alle "scommesse di Buffon" ??
      Redazione .
      25/07/2012 alle 01:24
      Con quale occhio mi risponde, quello bianco o quello nero?E su, forza,un po' di decenza dopo quello che ho detto e scritto dal 2006.Almeno tolga fiero e metta fiera... o.b.
        fierobianconero .
        25/07/2012 alle 06:52
        Caro Beha, sa benissimo quanto abbia apprezzato il Suo coraggio dopo il 2006... Ma proprio per questo il Suo ultimo fondo, appare, ai miei occhi (peraltro nè bianchi nè neri, solo aperti)ancor più incomprensibile. Andiamo, ma coem si fa...?! come un Galdi qualunque...!! Con stima.

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