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    19
    lug.
    2012

    Come gli americani vedono l’Italia

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    Tema dell’undicesima serata di TABULARASA l’Italia com’è vista dagli americani

    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 18 LUG – Come è vista l’Italia dagli americani e che impatto hanno le vicende del Bel Paese all’estero? La crisi economica, la politica, Berlusconi “croce e delizia per i quotidiani stranieri”, le storie di mafia sono sempre state al centro dell’attenzione della cronaca estera e a parlare del ruolo dei media americani dal dopoguerra ad oggi, a “Tabularasa – La frontiera”, ci hanno pensato ieri sera alla “Luna Ribelle”, Rachel Donadio, responsabile della redazione italiana del New York Times, Sylvia Poggioli, corrispondente per tutta l’Europa della radio nazionale americana (NPR), Federigo Argentieri, docente presso la John Cabot University of Rome e Philip Pullella, caposervizio della Reuter in Italia.

    Pungolati dagli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, i protagonisti dell’undicesima serata del contest hanno raccontato l’Italia, “un paese per gli stranieri oggettivamente bello dalle preziose ricchezze naturali, architettoniche, paesaggistiche ed unico per la sua cucina ma alquanto strano da capire”. “Spiegare l’Italia ai ventenni americani è una cosa difficile: la conoscenza di questo Paese è molto rudimentale ed è un mistero senza fine – afferma Argentieri – Partiamo dai partiti politici: sono un’impresa edile, non passa giorno che sui giornali non si legga di costruzione o creazione dei partiti. Ma cosa costruiscono? Questa è la prima differenza schiacciante tra l’Italia e gli altri paesi europei come la Grecia e la Spagna che, pur essendo in condizioni peggiori, hanno partiti fermi, partiti che esistono da anni. Il loro panorama politico è visibile non è sfuggente come il nostro: le cose da loro sono semplificate mentre in Italia non sono mai come appaiono, bisogna sempre grattare, togliere una copertura per capire come sono realmente i fatti”.

    Eppure le vicende italiane non “attirano” solo la stampa straniera e il caso Calipari, funzionario del Sismi ucciso a Baghdad il 4 marzo 2005, subito dopo aver liberato la giornalista del “Manifesto”, Giuliana Sgrena, negli Stati Uniti creò un forte movimento dell’opinione pubblica americana. “La stampa americana – aggiunge Argentieri – ha un ruolo fondamentale sull’evoluzione delle vicende italiane e raggiunge il suo culmine quando decide che non deve guardare in faccia a nessuno anche se in gioco ci sono delle vite. Per esempio, i media americani hanno fatto il punto sull’eredità dei quasi vent’anni di regno Berlusconi, sui comportamenti eccentrici che lo hanno reso famoso in tutto il mondo e sul futuro rappresentato dal suo probabile successore Mario Monti. I media italiani non lo hanno fatto. Perché? L’Italia ha due aggravanti di complicazioni: quelle del sistema politico e il sistema delle corporazioni o caste. Io ho avuto 1000 studenti e almeno 250 per vari motivi avrebbero avuto piacere a rimanere in Italia ma dopo un anno di ricerca lavoro non è rimasto nemmeno uno perché non ci sono opportunità. E questa è una cosa estremamente triste”. “Chiedo ai vostri politici cos’è più forte il clientelismo italiano o l’unione europea? Vi assicuro che ho una collezione di risposte”.

    La stampa americana – conclude la Poggioli – nasce come servizio pubblico a differenza di quella italiana al servizio di un politico. L’americano vuole l’imparzialità della notizia mentre l’italiano non vuole essere informato sui fatti ma rassicurato“. (ANSA).

    Postato da Redazione
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    Max .
    19/07/2012 alle 17:30
    Il commento finale della Poggioli esemplifica bene l'idea che certi popoli superiori hanno di certe esotiche popolazioni sottosviluppate governate da mezzani al loro servizio: degli sciocchi gonzi in cerca di rassicurazione!
    freeskipper .
    19/07/2012 alle 15:43
    Ecco dove va a finire il canone rai! Quando si apprendono certi fatti, quando si sente parlare di certe retribuzioni - senza voler entrare nel merito di capacità e professionalità indubiamente elevate e fuori discussione - viene, sempre e comunque, il volta stomaco! Ma evidentemente non è vero che siamo il paese con il debito pubblico più pesante del mondo. Non è vero che siamo in recessione. Non è vero che siamo il paese con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Insomma, non è vero che i soldi sono finiti! O meglio è vero, ma fino ad un certo punto: soltanto per chi campa di pensione e sta a busta paga!!! Se è vero, come è vero, che l'ex numero uno di Wind, Luigi Gubitosi, incassa la nomina a Direttore Generale della Rai, con uno stipendio a dir poco “stellare” da 650 mila euro l’anno e contratto a tempo indeterminato!!! In tempi di crisi, di precariato, di cassa integrazione, di riforma del mercato del lavoro, insomma in un momento in cui si chiede al Paese di tirare la cinghia, un simile compenso sembra a dir poco "inopportuno" e di "cattivo gusto"! Comunque questo è il segnale che Viale Mazzini, tra pacchi e paccotti, spot e spottini, programmi inguardabili e tg di parte, lancia ai suoi tele-abbonati fregandosene della - a questo punto presunta - crisi economica del paese ed in barba a qualsiasi tetto per gli stipendi dei manager pubblici!

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