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    18
    lug.
    2012

    Nostalgia del Pci?

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    pci

    Continua l’effetto “yo-yo” di Berlusconi: nel vuoto della politica di programmi e di bisogni lui fa penzolare qualcosa, una rotellina che luccica quel tanto da richiamare l’attenzione. Si apre il dibattito, si ignora il vuoto, l’Italia sprofonda in quel medesimo cratere e Silviuccio dopo aver visto neppure troppo di nascosto “l’effetto che fa” lascia o ritira lo spago, secondo effetti e convenienza. E’ successo tante volte, è risuccesso con l’intervista alla “Bild” in cui riesumava (“ma per scherzo”…) Forza Italia. Solo “yo-yo” sul piano della comunicazione, e invece nella sostanza il testamento di un Paese in quel vuoto ignorato che ci inghiotte. Non ho capito se gli altri, tutti gli altri, vicini o lontani al Caimano oggi a scartamento elettorale ridotto, ci facciano o ci siano, credano davvero a quello che dicono commentando le uscite del Nostro oppure siano costretti a recitare una parte, in questo palcoscenico del “come se” che è la politica contemporanea. In una “empasse” recitativa in cui solo Grillo sembra un impasto di web, carne e sangue, mi domando se Bersani non potrebbe a questo punto rilanciare il PCI, in una perfetta equazione del “come eravamo” con il Forza Italia di Berlusconi. Forse a sinistra si parlerebbe di qualcosa, certo alla memoria, ma di qualcosa che è stato reale, in qualunque significato del sostantivo da abbinare all’aggettivo.

    Quando più di vent’anni fa Achille Occhetto promosse la svolta della Bolognina e venne cambiato il nome del partito da PCI  in PDS, scrissi che forse bisognava seguire Borges e lasciare lo stesso nome, Partito Comunista Italiano, cambiandogli però i connotati. In  un suo celebre scritto, il Grande cieco argentino faceva scrivere a un suo personaggio coetaneo di inizio secolo XX, Pierre Menard, alcune parti del Don Chisciotte di Cervantes. Non erano simili, o copiate, erano proprio “le stesse”. Il bello veniva dalla spiegazione che riassumo borgesianamente per sommi capi. Questi capitoli del Chisciotte “sembravano” gli stessi dell’immortale autore spagnolo, ma venivano tre secoli dopo. Quindi, come potevano “essere” davvero gli stessi? Temperie cambiata, lettori cambiati, contesto cambiato ecc.: rimaneva il testo come denominatore comune, cioè capitoli identici, ma bagnati in un altro mare. Fate finta che non sia una forzatura e utilizzate un metodo analogo per il PCI di vent’anni fa, e magari di oggi. Come poteva essere uguale a quello di prima dopo il crollo del muro di Berlino solo perché continuava a chiamarsi così? Come per il Chisciotte di Menard identico, così per lo storico nome del PCI: chi avrebbe potuto pensare che lo stesso nome rappresentasse lo stesso partito, ovviamente cambiato dalla storia (e negli anni di Tangentopoli dalla cronaca almeno per gli altri assai giudiziaria)? Invece s’è cambiato il nome, evviva il nuovo, mentre si sono mantenute le magagne del vecchio partito, incrementate dalla necessità di sistemare i “quadri” in esubero come un’autentica e sempre più faticosa agenzia di collocamento. E tutto il dibattito interno da anni sfiata in questioni nominalistiche, come ad esempio i vari nomi in ditta del partito da allora, o le battaglie lessicali sulla Festa Democratica, il Democratic Party, la Festa de “l’Unità”, la festa dell’unità ecc.

    Mentre sbiadiscono o sono già del tutto sbiadite le memorie di una “base” che  per anni non ha più saputo che fare del proprio volontariato politico mentre tutto il resto cambiava. E adesso pencola in quel vuoto pneumatico rotto da litigi terminologici o da reazioni a Berlusconi, che paradossalmente il Pd se non esistesse dovrebbe inventare per non giocare a squash con se stesso. Non sono mai stato iscritto, non l’ho votato tanto spesso, l’ho criticato a volte con un eccesso di emotività “patrimoniale” considerandolo un denominatore culturale e ambientale e non solo politico-partitico: non vorrei ora passare per un nostalgico… Ma allora c’erano passione e ideologia, pasolinianamente intese, o anche solo fede e fiducia. E oggi? Dove ti giri è tutta una rincorsa al vecchio, e l’uomo nuovo di gramsciana memoria sembra morto e sepolto. Ma sì, se resuscita Forza Italia tanto vale ritirar fuori anche il Pci: magari i sondaggi…

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    Doriano .
    20/07/2012 alle 00:51
    Nadal non partecipa alla olimpiade..una vena in meno da bucare..a proposito come vanno le ripetute " d'altro tempi" del " dottor Zeman..???? D
    Doriano .
    20/07/2012 alle 00:46
    Nicola mi..netti cita eraclinton...
    Doriano .
    20/07/2012 alle 00:35
    Rozzi Bindi ma quando CAZZO ti dimetti? Non e' una questione morale definire i gay delle patacche da icelenrare in burocratiche leggi sugli accoppiamenti di fatto...e blablabla..sei una persona senza cuore..una merda! Come tutti i burocrati del vaticano
    Doriano .
    20/07/2012 alle 00:31
    Grazie budda per la tenerezza e il disincanto!
    buddhazen .
    19/07/2012 alle 08:31
    Sin dall'inizio del suo articolo mi è tornata in mente una canzone di Battisti-Mogol.Rafforzata da Borges che cita Cervantes,e dalle ''trite verità'' di Gramsci citato da lei enpassant.Scrivo di seguito il testo della canzone il cui titolo lascio dedurre. ''La fossa del leone è ancora realtà uscirne è impossibile per noi è uno slogan falsità Il nostro caro angelo si ciba di radici e poi lui dorme nei cespugli sotto gli alberi ma schiavo non sarà mai Gli specchi per le allodole inutilmente a terra balenano ormai come prostitute che nella notte vendono un gaio un cesto d'amore che amor non è mai Paura e alienazione e non quello che dici tu le rughe han troppi secoli oramai truccarle non si può più il nostro caro angelo è giovane lo sai le reti il volo aperto gli precludono ma non rinuncia mai cattedrali oscurano le bianche ali bianche non sembran più Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano traccianti luminose gli additano il blu.''
    Doriano .
    18/07/2012 alle 22:55
    Leonardo fa il favore al Palermo, e alle milanesi..e tra poco a qualche altra squadra italiana..ma viene deriso..e' un " pagliaccio"...uno " stronzo che non capisce nulla di tattika"...un altro milanista addirittura lo definisce un " gay di destra che vota al centro"...altri poi.." e che ci vuole coi soldi so bravi tutti"..quando Berlusconi aveva i finanziamenti occulti della fininvest poteva spendere e spandere ma non era " reato finanziario" ..Moratti ha gettato nel cesso mille millibar senza mai vincere un CAZZO..ora la solo per Leonardo vale la logica del piu,spendi e piu sei scemo???Di pancia..come direbbe. GAD e la sua preferita
    Doriano .
    18/07/2012 alle 22:48
    Napolitano si scuda..non vorrei essere nei suoi panni..se oggi si venisse a sapere di un politico che si rese protagonista in persona di custodire verità scomode e per poi poterle usare come ricatto per diventare presidente della repubblica..mamma che tristezza..Severino fai che non sia così Severino salvaci tu!!!!
    esmeralda .
    18/07/2012 alle 22:28
    suggestivo il riferimento alla trovata di Borges, che, d'altra parte,come rielaborata dallo scritto, ricorda Eraclito col suo aforisma sul non poter immergersi due volte nell'acqua di uno stesso fiume. Forse la memoria storica come l'esperienza è come dare il pettine in mano ad ad un calvo...il mondo cambia a velocità pazzesca e forse bisognerebbe prima pensare al futuro già presente, molto più ampio e complicato perché globale e collegato-intrecciato per tutti, e per tutti o quasi con problemi enormi, che sembrano irrisolvibili e poi forse la memoria storica particolare, (nazionale o parziale)verrà voglia di recuperarla, tramite il sentimento della nostalgia....intendo dire che forse non è il caso più di procedere in sequenza -prima ora poi-...se non conosco il prima non posso fare un passo perchè non so dove voglio andare... forse bisogna oggi seguire la logica non contigua, ma associativa a seconda dell'utilità- necessità, dell'ipertesto, che non è diacronica... L'ho buttata lì così..è un pezzetto che ci penso...
      buddhazen .
      19/07/2012 alle 08:45
      Vedo,leggendo il commento di Esmeralda che ci sono anche Aristofanei in contrapposizione agli Aristotelei,e se Esmeralda continuasse nelle sue ricerche di ''interdipendenza'' noterebbe che l'anatra è già fuori.
        esmeralda .
        19/07/2012 alle 10:59
        nel senso che solo l'unico che noi siamo si può salvare dalla palude? se è così sono d'accordo, altrimenti non saprei... Roland Barthes scriveva: "La storia e' isterica: essa prende forma solo se la si guarda, e per guardarla bisogna esserne esclusi". oppure Montale La storia non si snoda come una catena di anelli ininterrotta. In ogni caso molti anelli non tengono. La storia non contiene il prima e il dopo, nulla che in lei borbotti a lento fuoco. La storia non è prodotta da chi la pensa e neppure da chi l'ignora. La storia non si fa strada, si ostina, detesta il poco a poco, non procede né recede, si sposta di binario e la sua direzione non è nell'orario. La storia non giustifica e non deplora, la storia non è intrinseca perché è fuori. La storia non somministra carezze o colpi di frusta. La storia non è magistra di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve a farla più vera e più giusta. La storia non è poi la devastante ruspa che si dice. Lascia sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli. C'è chi sopravvive. La storia è anche benevola: distrugge quanto più può: se esagerasse, certo sarebbe meglio, ma la storia è a corto di notizie, non compie tutte le sue vendette. La storia gratta il fondo come una rete a strascico con qualche strappo e più di un pesce sfugge. Qualche volta s'incontra l'ectoplasma d'uno scampato e non sembra particolarmente felice. Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato. Gli altri, nel sacco, si credono più liberi di lui. certo lo scampato non è "il nosto caro angelo"...ma uno che è fuori a "sua insaputa", cioè ancora dentro!
          buddhazen .
          19/07/2012 alle 11:52
          :) semplifichiamo? Diciamo che c'è una storia tracciata su un piano Euclideo,ed è quella che ci appartiene.O meglio che appartiene all'uomo sociale,inserito in un sistema collettivo.Poi c'è la storia quantistica,alla quale nessuno sfugge,e dove l'ego viene rimosso.Illusoria,ma tremendamente concreta,l'una. Assoluta e unica,ma sfuggelvole l'altra, a causa dei retaggi falsi(compreso quello del linguaggio)che ci inducono a un perpetuo autoprogrammamento. La bilancia taoistica comunque provvederà a riequilibrare il ''tutto''. Causa ed effetto si ripercuotono all'infinito,aver coscienza di questo è il punto di base per riflettere sull'interdipendenza assoluta. Più Pirandello che Montale. La base è sempre anarchica,è sempre un foglio bianco. I punti neri impressi sopra non ne scalfiscono l'essenza. Luna il foglio,dito i punti. A parte queste divagazioni,sento che anche lei ha come un senso di nausea,non so lei ma io lo ho per il dito.
            esmeralda .
            19/07/2012 alle 15:37
            ha intuito Buddhazen...l'ultima frase è proprio azzeccata! a parte i tanti quantismi e i tot taoismi riequilibratori la cui comprensione( somma zero?) forse, ma non è detto,mi sfugge....la nausea per il dito è proprio reale! E poi guardi che Montale e Pirandello si abbeverano alla medesima fonte, quella di Pegaso, ancora non del tutto disseccata al loro tempo, benché già in parte offuscata dell'"arido vero"-Leopardi- maestro di entrambi( pur non dichiarato da Eugenio)....tre genii comunque,che pur analizzando acutamente la rete sociale in cui erano contenuti,come prodotti contigui, maglie inserite nel tessuto totale- in modo armoniosamente disarmonico- se ne liberarono,librandosi al di fuori e liberi vivono nella mente di chi li ama, sentendosene immodestamente affini....rendendo abitabile l'universo anche ai differenti...è d'accordo?
            buddhazen .
            19/07/2012 alle 20:21
            Ero d'accordo con lei sin dal suo primo commento.L'empatia è stata immediata. Dicevo più Pirandello,ma per me chiaramente. Ho sempre amato gli introspettivi assoluti e da quando ho cominciato a studiare le filosofie vediche ho riscontrato che l'introspezione, se spinta fino ai confini più ''profondi''sfocia...dall'altra parte,dove appunto c'è l'assoluto,il nirvana,la fine dei concetti. Non più filosofia,ma koan.
            esmeralda .
            20/07/2012 alle 02:35
            Bz, empatico amico degli antipodi...posso chiamarla così? che bisogno c'era di accostarsi alle vediche o ayurvediche teorie? per seguire una moda? non poteva arrivarci da sé con le proprie risorse? non bastava auscultarsi nel proprio intimo? il nirvana koan sarebbe allora fruibile soltanto da chi ha mezzi intellettuali e dunque non sarebbe equo né equilibrato nemmeno col Tao riequilibratore, a me pare... empatici sogni...non esotici né antipodici.....
    Doriano .
    18/07/2012 alle 16:22
    Berlusconi non ha capito una cosa..che siamo noi che stiamo facendo un favore a lui se da 15 anni siamo costretti a votarlo come sempre perché dalla tra parte ce il vuoto... Lui se ne strafotte dei consigli, dei pareri, degli altri...fa come CAZZO vuole e guai a contraddirlo...ma si ricordi ogni tanto di dire grazie a quegli ebbe ti che ogni volta per non vomitare nella cabina sono costretti a votarlo..altro che presidente siamo con te...
    Doriano .
    18/07/2012 alle 16:14
    La serracchiani quali idee ha per l'Italia, la madame bovaro dei noantri?? Cosa pensano di fare questi grandi rottamatori de PD che di giorno vanno coi piu forti al potere e di notte si lasciano andare a sogni proibiti di libertà morali da conquistare? Parlano di giorno di Europa, di tasse e blablablablabla..di notte di gay e panini al formaggio blablablano..ma pensano di fottere gli italiani come fa Rocco soffrii mei suoi film etti? .
    Doriano .
    18/07/2012 alle 16:09
    Grandiosi quelli di SKY sport..tifavano come matti il loro compare Winning dimenticando che al tour ce anche un italiano che va forte..ma a loro cosa interessa? Hanno tifato i giornalisti sempre con il portafoglio e mai col cuore...
    Doriano .
    18/07/2012 alle 15:46
    Galliani si mette a sfottere i tifosi e ora anche i giornalisti il signor ferrajolo cosa intende fare al riguardo? Si metterà sdraiato come sempre quando la critica la fanno i democristiani

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