• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > “Per uscire dalla crisi occorre aumentare lo spr...
    26
    lug.
    2012

    “Per uscire dalla crisi occorre aumentare lo spread della conoscenza”

    Condividi su:   Stampa
    Il culo e lo stivale

    Recensione del libro Il culo e lo stivale di Oliviero Beha, a cura di Anna Rubinetto per Libreriamo

    Passare dalla “pace incivile” di oggi al “rimbalzo dell’essenziale”, ovvero uscire dalla crisi abbandonando il superfluo e recuperando un’etica condivisa.  E’ questa l’unica via d’uscita secondo Oliviero Beha, giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico italiano, intervistato da Libreriamo (www.libreriamo.it) per parlare d’attualità e del suo ultimo libro “Il culo e lo stivale” (Chiarelettere), nel quale analizza i fatti che hanno portato dal secondo dopoguerra ad oggi all’attuale situazione italiana. Secondo il giornalista, il rilancio del Bel Paese passa dalla riscoperta della cultura popolare… e dalle donne, le uniche, secondo Beha, dalle quali può partire un cambiamento.

    L’autore spiega la scelta del titolo “Il culo e lo stivale” per il suo ultimo libro. “Il “culo” è un termine simbolo per l’Italia, un vocabolo sdoganato a ogni livello e in ogni situazione pubblica e privata. Ci sono diverse espressioni in cui la parola è contenuta, come leccare il culo (diventata non più un’esternazione volgare ma il distinto di un’epoca), cul de sac, il vicolo cieco in cui ci troviamo oggi,  che ben testimoniano quanto questo termine sia oggi d’attualità.”

    Nel libro, Beha analizza la storia d’Italia dal secondo dopoguerra in avanti. La sua ultima opera ripercorrere i principali fatti che secondo l’autore hanno portato alla situazione attuale di crisi. “Nel mio libro racconto come dal dopoguerra ad oggi si sia arrivati alla crisi: parlo di politici che non si assumono le proprie responsabilità; dell’azzeramento del contenuto ideale, ideologico e programmatico della politica; del berlusconismo, la tendenza che negli ultimi venti anni ha portato la società italiana a rifugiarsi nel consumismo, a discapito della cultura popolare. Nel libro parlo della tv italiana, che lavora più in funzione degli ascolti e della pubblicità, non producendo più idee, e dello sfaldamento di valori che riguarda anche le “agenzie di formazione” come la famiglia e la scuola. Oggi assistiamo ad una “pace incivile”, con l’economia che si è mangiata la politica e la cultura che viene considerata un pretesto di nicchia”.

    Oliviero Beha cerca, inoltre, di dare indicazioni su come, a suo parere, si può uscire da questa crisi. “Nel mio libro cerco, comunque, di rispondere al seguente interrogativo cruciale: quale può essere il terreno comune su cui far rinascere l’Italia.La crisi di oggi non è soltanto economica. Oggi impera un sapere/non sapere. Occorre un “ribalzo dell’essenziale”, dobbiamo riprendere la strada da dove l’abbiamo smarrita nel dopoguerra, cambiare mentalità, riabituarci a distinguere tra il necessario e il superfluo. Occorre creare un’etica condivisa che ispiri i comportamenti, ritrovare radici oggi invisibili, perché un paese senza memoria  è un paese senza identità. Bisognerebbe creare il “partito che non c’è” con rappresentanza dal basso, trasparenza, controlli, programmi basicamente chiarissimi. In tutto questo, credo che le donne abbiano un ruolo fondamentale: se ci sarà un cambiamento generale sul pianeta, esso non potrà prescindere dalle donne”.

    Famoso per il suo stile e la sua vena polemica ma costruttiva, Beha spiega cosa intende lui per provocazione. “Alla lettera è un “chiamare prima” o “chiamare fuori”, insomma un modo per intessere una comunicazione diversa e nel caso migliore più vera, più autentica. Nel linguaggio corrente è diventato tutt’altro, ma personalmente mi rifaccio all’etimo, e a una necessità psicologica ed etica : non provoco tanto per farlo, mi viene naturalmente e culturalmente, spero che sia un sintomo di libertà o di voglia di”.

    Infine, un commento sul perché l’Italia non è un paese per lettori, specificando come crisi economica e crisi culturale non siano necessariamente interdipendenti. “Tutto il mio libro è incentrato sull’imbarbarimento culturale che è stato parallelo al consumismo e all’arricchimento degli ultimi vent’anni, fasullo a quanto si sta vedendo. E lo spread che mi interessa di più è come scrivo quello del pensiero. Sulla non lettura degli italiani il discorso può essere assai più lungo e l’ho fatto in altri miei libri”.

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook