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    Home > articoli > Petizione risarcimento infortuni e morti sul lavoro
    27
    lug.
    2012

    Petizione risarcimento infortuni e morti sul lavoro

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    morti_sul_lavoro

    Riceviamo & Pubblichiamo

    Venga rivisto il testo unico 1124/1965 che regola il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro

    L’assegno di rimborso UNA TANTUM  di spese funerarie, di euro 1936, 80 consegnato dall’Inail a Paola Armellini, la madre di Matteo, l’operaio morto il 5 Marzo 2012, schiacciato sotto il crollo del palco per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, suona come un “pugno nello stomaco”. E’ vero che la vita di una persona non ha prezzo, ma risarcire la famiglia con una cifra assurda è davvero una presa in giro, l’ennesima umiliazione! L’Inail ci tiene a precisare che “non poteva dare di più” e che questi soldi non sono un risarcimento, ma “il contributo per le spese per il funerale”.

    La si può mettere come si pare, fatto sta che la vita di Matteo Armellini è stata valutata dall’Inail solo euro 1936,80!

    L’articolo 85 del Testo unico 1124/1965 prevede che hanno diritto alla “rendita a superstite, in caso di infortuni mortali, coniugi e figli e, se assenti, gli ascendenti viventi e a carico del defunto, che contribuiva quindi al loro mantenimento”.

    Visto che Matteo Armellini non aveva nè moglie, nè dei figli e che non contribuiva al mantenimento dei suoi genitori, la sua famiglia non ha diritto ad una rendita mensile.
    In questi giorni ho letto di tanta indignazione a livello politico, peccato però, che come spesso, anzi, sarebbe meglio dire, come sempre accade in Italia, questa indignazione non si è tradotta in dei fatti concreti.

    Nè il Governo Monti, nè la maggioranza che l’appoggia (Pdl, Pd,Udc), ha detto  una sola parola,  sul fatto che andrebbe profondamente modificato il testo unico 1124 del 30 giugno 1965, che regola l’indennizzo e il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro a cui l’Inail è tenuto.

    Neanche il Ministro Fornero, che ha detto più volte che “la sicurezza sul lavoro sarà centrale nel lavoro del governo e nel suo impegno personale, ha detto nulla.
    Inoltre, che il “tesoretto” Inail, derivante dagli avanzi di bilancio annuale, che è depositato presso un conto infruttifero del Ministero del Tesoro, che ammonta a ben 18,5 miliardi di euro, venga utilizzato dallo Stato Italiano per ripianare i debiti, lo trovo una cosa scandalosa, una vergogna!

    Chiedo quindi al Governo Monti,  che sia rivisto quanto prima il DPR  1124/1965 “Testo unico assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali” e l’utilizzo del “tesoretto” Inail, i cui soldi dovrebbero essere usati per tutelare meglio gli infortunati sul lavoro, per aumentare le rendite “da fame” agli invalidi sul lavoro e per aumentare le rendite ai familiari delle vittime del lavoro.

    Perché la vita di un operaio, non venga più valutata solo euro 1936,80 euro.
    Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze

    N.B Chi vuole aderire alla petizione, invii un’email di adesione a: bazzoni_m@tin.it indicando nominativo, azienda, qualifica e città.

    Postato da Redazione
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    GINO CARPENTIERO .
    27/07/2012 alle 22:18
    Sono pienamente d'accordo con Marco Bazzoni. La cifra stanziata dall'INAIL è davvero vergognosa, così come è vergognoso che il tesoretto dell'INAIL venga usato per ripianare il debito. Gino Carpentiero - Medicina Democratica

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