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    14
    lug.
    2012

    REFERENDUM abrogazione parziale indennità parlamentare. Nessuno dice nulla.

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    Riceviamo & Pubblichiamo

    C'è un referendum di cui i media non parlano, di cui il mondo politico non parla (e come poteva essere altrimenti), ed è quello dell'abrogazione parziale dell'indennità parlamentare: http://www.unionepopolare.eu/

    Un referendum di civiltà, considerando che mentre la maggior parte degli italiani, in questi mesi sta facendo enormi sacrifici, la casta politica è riuscita nell'impresa di non tagliarsi neanche un euro di indennità parlamentare.
    E' una vergogna!!!

    Probabilmente in pochi o nessuno sa, che per questo referendum è possibile firmare nel proprio Comune di residenza, ma solo fino al 30 Luglio 2012 (il 31 Luglio le firme dovranno essere consegnate a Roma).
    Per adesso sono state raccolte 200 mila firme e considerando che i mezzi d'informazione hanno detto poco o nulla di questo referendum non è poco.
    Solo che per essere valido, devono essere raccolte almeno 500 mila firme.
    Io credo sia giusto parlarne.

    Va anche detto, che il Comitato Promotore non riceve neanche un centesimo di finanziamento pubblico, quindi stanno provvedendo in proprio alle spese della campagna referendaria. Spero che qualche blog, sito web, darà spazio a questa importante iniziativa. Cmq , diffondete a più non posso questa iniziativa, invitando i vostri amici, colleghi a firmare  e a far firmare il referendum.

    Saluti.
    Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico-Firenze

    LA LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DEL REFERENDUM
    Proposta di referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art.75 della

    Con  l’abrogazione della disposizione di cui all’ 2 della legge 1265, n. 1261, ai Parlamentari non verrà più corrisposta la “diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Resta comunque ferma la corresponsione dell’indennità disciplinata dall’Art 1 della predetta legge.

    La scelta di non proporre l'abrogazione dell'art. 1 della legge nasce dall"esigenza di non incorrere nel rischio  incostituzionalità del referendum. Va infatti rammentato che l' art.96 della costituzione recita : "i membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge".

    Ne deriva che l'abrogazione della norma che attua il dettato Costituzionale ( appunto L'art. uno della legge 1265) lascerebbe un vuoto normativo in una materia coperta da disciplina costituzionale.

    L'abrogazione dell' art 2, che prevede l'erogazione di una diaria a titolo di rimborso spese, non mette a rischio la legittimità costituzionale del referendum.

    Peraltro va osservato che quest'ultima norma prevede un "rimborso spese" in cifra fissa uguale per tutti e senza l'obbligo di dimostrarne l'effettiva spesa. La stessa cosa  prevista per cosiddetti rimborsi elettorali: un vero e proprio ossimoro molto lucroso.

    Al di la delle considerazioni politiche e morali a sostegno della proposta, merita di essere preso in considerazione anche il dato del significativo beneficio che deriverebbe alle disastrate casse dello stato.

    L'indennità infatti costa ben 48.000 euro all'anno per ciascun parlamentare: quasi un raddoppio dell'indennità di cui all'art.1.

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    Postato da Redazione
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