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    05
    ago.
    2012

    Conoscevate questa bruttissima storia?

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    michele_barillaro

    Lo strano caso del giudice Barillaro
    dal blog www.beppegrillo.it

    Il 25 luglio 2012 un camion si scontra frontalmente con una Land Cruiser che si dirige verso Otijwarongo in Namibia. I tre occupanti dell’auto muoiono sul colpo, tra loro c’è il giudice Michele Barillaro. Il conducente del camion si salva. Qualche settimana prima, il 9 luglio, il ministero dell’Interno aveva tolto la scorta a Barillaro, gip presso il tribunale di Firenze. In seguito, il 16 luglio, Barillaro aveva ricevuto delle minacce contenute in una lettera recapitata all’Adnkronos. Una lettera non firmata e non rivendicata, scritta in rosso: “Compagni!!!! BARILLARO senza SCORTA Senza PIU’ celerini che lo guardano come un bambino idiota: CHE REGALO!! Grazie ai neri burocrati suoi degni compari che l’hanno giustiziato con le loro mani!! Ladro di stato era ora! Fascista e impunito!! Gli scrivani del popolo diventano giustizieri della storia I Compagni lo manderanno a far compagnia a un altro fascista vent’anni dopo via d’amelio BARILLARO è il nostro regalo di compleanno”. A chi gli chiese se aveva paura delle minacce, Barillaro rispose con un sorriso.

    Chi era Barillaro? E’ stato consigliere applicato alla Corte d’Assise d’Appello di Caltanisetta dove ha redatto la sentenza nel processo Borsellino ter sulla strage di via D’Amelio e la sentenza nel processo a Totò Riina e altri per l’attentato all’Addaura contro Giovanni Falcone. Per la sua attività gli fu assegnato il premio internazionale “Rosario Livatino“. Su Borsellino disse “Ora tutti lo osannano, ma a quei tempi era stato lasciato solo“. A Firenze, Barillaro si era occupato del pericolo degli anarco insurrezionalisti, ma soprattutto delle infiltrazioni mafiose e delle loro relazioni con l’enorme riciclaggio verso la Cina, che denunciò pubblicamente. L’11 luglio la Guardia di Finanza eseguì 111 perquisizioni sequestrando 47 milioni di euro in un’operazione sul trasferimento di soldi dall’Italia alla Cina. L’operazione, firmata da Barillaro, era la terza del genere.

    Per il flusso di denaro illegale, in totale, sono stati scoperti 4,5 miliardi di euro, 24 persone arrestate e 581 denunciate. Numeri pazzeschi per un giudice a cui era stata tolta la scorta. Il 25 luglio, lo stesso giorno della morte di Barillaro, Ingroia veniva ufficialmente trasferito in Guatemala, il giorno successivo moriva Loris D’Ambrosio di infarto fulminante senza che ne fosse disposta l’autopsia. Spariva così il custode delle suppliche di Mancino, imputato al processo di Palermo per i collegamenti mafia – Stato. Ingroia si guardi dai camion. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

    Postato da Redazione
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    homofaber .
    06/08/2012 alle 22:49
    Riporto il commento da me postato sul blog di Grillo, integralmente. "Non ho notizie, dettagli e retroscena minimi (e credo pochi ne abbiano) per sostenere l'eventuale omicidio di Barillaro, però la sua casualità suggestiona e invita all'approfondimento. La Namibia è terra povera e scarsamente popolata, dove ci si può muovere senza troppi controlli e da tempo ha abbandonato le sue inclinazioni marxiste; le indagini di Barillaro hanno rischiosamente toccato personaggi istituzionali ed entità supreme della criminalità organizzata, di frequente associate al sodalizio Stato-mafia; ma l'aspetto più equivoco è il puntuale annuncio dell'assassinio, attribuitosi una matrice estremista in tempi troppo vicini all'incidente e in modi pubblici troppo tempestivi per non insinuare dubbi di autenticità (è stata data una paternità; facilmente associabile qualora sopravvenissero elementi e prove appuranti l'omicidio anzichè l'incidente). Comunque sia, di assolutamente certo, v'è la pericolosità della destinazione assegnata ad Ingroia, quanto meno per la tragicità della nuova sede (in casa Onu o di chicchessia, comunque in quell'inferno). La Repubblica delle Banane, controllata da sempre dalla Chiquita Brands o United Fruit, è uno dei Paesi più corrotti e filocomandati del globo. In Guatemala (dove appunto esiste una gigantesca piantagione di banane e quindi dove si accentrano colossali interessi economici) sono spesso accaduti eventi drammatici e alquanto strani, atti terroristici non di frange estremistiche, ribelli o rivoluzionarie, bensi di Governo, di Potere. La Cia, in quelle lande, organizzò uno scientifico colpo di Stato - a braccetto con i paperoni delle banane - spacciando il regime dell'epoca di Arbenz (che aveva promesso al popolo l'affrancamento dai padroni americani) come una minaccia comunista al Gigante yankee (figuriamoci, il Guatemala era e resta una pulce ammaestrata). Tra l'altro, l'uomo in campo di quell'operazione terroristica griffata Eisenhower, fu l'attivissimo e prezioso Hunt: successivamente coinvolto nel fallito assalto a Cuba e persino nell'assassinio di Kennedy. Ricordo questo solo per far capire che in Guatemala, i 'lavori sporchi' avvengono da sempre; e sempre a vantaggio dei poteri forti e non dei ribelli o rivoluzionari. Quindi, un'eventuale e scongiurabile trappola (tocchiamo tutto il 'ferro' possibile), avrebbe lì contesto ideale, sperimentato da decenni di obbrobri. Con Barillaro o al di là di Barillaro, Ingroia è comunque avvisato. E uomo avvisato, mezzo devitalizzato è...".

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