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    28
    ago.
    2012

    E’ ricominciato il campionato: risultati, arbitri, polemiche, scandali fuori campo

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    juventus

    Epifenomenologia della Juventus

    E’ ricominciato tutto all’insegna della Juventus e della sua epifenomenologia: risultati, arbitri, polemiche, scandali fuori campo, esattamente come avevamo lasciato il campionato in maggio. Vediamo perché, dopo aver gettato l’occhio sulle maggiori sorprese della prima giornata e sulla novità planetaria dei due “giudici d’area di rigore”, che si aggiungono alla terna solita per comporre una cinquina che promette una tombola. Nel senso di caduta… E’ sotto i riflettori la liquefazione milanista, non tanto per il risultato negativo quanto per l’inconsistenza tecnico-tattica-agonistica della squadra di Berlusconi, di cui per inciso facevano lieve orrore anche le maglie, a strisce bolognesi con il nero al posto del blu… Ho scritto “squadra di Berlusconi” perché è difficile parlare di una formazione allenata da Allegri sottoposta a una sorta di spending reviuw ultramontiana, dove si è venduto senza impostare una politica differente, di giovani talenti, di vivaio interno, di recupero di prestiti ecc.

    Come è possibile che negli ultimi tre mesi oltre a vendere (e hanno fatto benissimo, anche i campioni hanno un prezzo), il club non abbia pianificato un percorso diverso, assai meno oneroso economicamente e più di prospettiva? E’ vero, il calcio si gioca con i calciatori e il loro livello fa (farebbe) la differenza: ma ho usato il condizionale perché i giocatori non sono macchine e possono rendere di più o di meno secondo la linearità di un progetto tattico e societario. Esattamente quello che manca al Berlusca della spending reviuw pallonara (e temo non solo nel calcio…). Esattamente il contrario di quello che stanno tirando fuori i Della Valle bros. a Firenze, con investimenti mirati, poche frottole, meno foulards e un progetto che non si bei della sua onomatopeia. Giocare bene a calcio per riprendersi la tifoseria, un piano banalissimo e vincente, che possa riportare il glorioso club in alto a competere con… l’Udinese. Non è una presa per i fondelli, giacchè l’Udinese è da anni prima societariamente e poi come squadra a livelli invidiabili, vendendo come e più del Milan di oggi.

    E la nuova cinquina “giudiziaria”? Pare che a Torino l’uomo deputato abbia visto bene nel caso della punizione di Pirlo, entrata il giusto per la convalida. Chapeau. Pare che invece abbia visto male l’assistente di linea sul fuorigioco propedeutico al rigore (così come è accaduto su vari campi, in primis a Roma, ma anche a Pescara, Palermo, Bergamo… Solo che a Roma è andato tutto sotto la voce “legittima (in)difesa di Zeman” mentre altrove si sono favoriti al solito i club più “pesanti”), poi sbagliato da Vidal. Non sono sicuro che si risolvano dubbi e polemiche con quattro occhi in più. Perché così facendo spargendo la responsabilità della cinquina si favorisce una minore responsabilità del singolo, cioè dell’arbitro. E non mi convince. Una classe arbitrale che non goda della fiducia di (quasi) nessuno, o ne goda solo stagionalmente quando le cose vanno bene a chi comanda in campo e fuori, resta una categoria costruita come “target”, come bersaglio di tutto il mondo pallonaro, indotto mediatico compreso. Sarebbe molto più seria una revisione globale di tutta la giustizia sportiva, di cui i fischietti schierati a cinquina sono i terminali. Vorrei essere certo che sbagliano e basta, come può accadere a chiunque, ma non su commissione, non sempre a favore dei club più potenti/ricchi/influenti, non perché non abbastanza preparati, non perché confezionati “a casta” dalla Federcalcio per potere essere comunque controllati avendo la carriera pilotata come contropartita.

    E questo ci rimanda all’epifenomenologia della Juventus. Certo che sembra tutto svolgersi all’ombra o ancor meglio alla penombra di quel bianco/nero, in una tinta diffusa ormai grigia per tutto e tutti. La Juventus incarna da sempre il potere, ha il record di vittorie, è avvezza agnellisticamente al Paradiso Rotondolatrico ma è affondata anche nell’Inferno del Dio Pallone (citazione d’obbligo per il defunto Villon con gli scarpini, Carlo Petrini…). E’ un fenomenale contenitore di potere, emozioni, accadimenti: si ritiene in credito per il pasticcio di Calciopoli perché già da allora la stessa giustizia sportiva di ora ne ha fatto strame(secondo la sentenza penale di primo grado i campionati in questione sono stati tutti regolari, secondo l’accusatore “interno” Palazzi l’Inter prescritta non era poi meglio…), si ritiene vittima sacrificale di Scommettopoli per la squalifica di Conte, che la condiziona ma senza colpe: giacché fosse andato al Milan il tecnico sospeso sarebbe stata la stessa cosa.

    Ebbene, in due parole: la epifenomenologia della Juventus regge così bene il proscenio perché contiene l’intiero movimento calcistico nazionale, con gioie e dolori, orgoglio e nequizie, e non è invece contenuta in esso. Un calcio ingiusto, mal guidato, con la giustizia sportiva (dall’alto ai terminali, leggi gli arbitri) che fa mappa con tutto il potere pallonaro, politico sportivo e non, di cui solitamente non si parla per non gettare ombre sul giocattolo che emotivamente ci cattura lo stesso, malgrado gli scandali e gli scempi “giudiziari”. Un calcio “colpevole” sul piano della lealtà sportiva, sia nei giudicati che nei giudici che non godono di alcuna autonomia e dipendono direttamente o indirettamente dall’esecutivo calcistico. A sua volta sensibile all’esecutivo del Coni che lo sovrintende. La Juve era abituata bene, troppo bene. Dopo la retrocessione continua a bere amari calici ma si guarda bene dal chiedere con tutta la forza di cui dispone una rigenerazione complessiva. Quella no, per carità, sarebbe troppo anche per loro…

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    Dante, di Lima-Perù .
    31/08/2012 alle 01:43
    Conte al Milan non sarebbe stato neanche indagato per i ridicoli motivi spiegati da Palazzi e, sopratutto, perché il vero potere calcistico italiano - almeno dalla seconda repubblica in poi - l'incarna il Milan protesso dall'uomo più potente del Paese e dal vero capo della Lega Serie A. Purtroppo per Conte, allena alla squadra di un club che negli ultimi 6 anni è stato più volte indagata (anche per motivi ridicoli, ma indagata) che nei 109 anni precedenti e per ciò è stato mediaticamente condannato per il grave delito di "non potere non sapere" prima del verdetto della vostra perfetta giustizia sportiva...
    ros .
    28/08/2012 alle 22:55
    Non è vero che per Conte sarebbe stata la stessa cosa se fosse andato al Milan. Conte è stato colpito solo perchè è bravissimo ed è della Juventus. In qualunque altra squadra, compreso il Siena, sarebbe stato risparmiato. Si è voluta punire la Juventus per il suo revanscismo su Calciopoli cercando di separarla dal suo uomo in più. Lo scopo di questa operazione fondata sulla menzogna e sulla corruzione è quello di separare i destini di Conte e della Juventus perchè si teme che con Conte la Juve possa aprire un ciclo. In merito a Novara-Siena si è ipotizzato il coinvolgimento di Conte sebbene lo stesso avesse portato i suoi giocatori a Novara 2 giorni prima per testare il sintetico, li avesse fatti allenare a mezzogiorno per farli abituare all'orario di quella partita, avesse fatto un discorso particolarmente suggestivo (confermmato da tutti ) per meglio caricarli, avesse fatto entrare 2 attaccanti non appena il Novara era pervenuto al 2-2 e avesse incitato i suoi fino al recupero come si può verificare al minuto 9'35" della radiocronaca rai di Tarcisio Mazzeo (su You tube.In presenza di tutti questi indizi e della testimonianza di tutti i giocatori come si è potuto pensare che fosse d'accordo per il pari? Chi glielo faceva fare di andare a Novara 2 giorni prima e di fare tutte le altre cose che ho nominato. Eppure quel tale ha avuto il coraggio di accusarlo e ha fatto lo stesso con l'altra partita.Come si può credere ad uno così quando parla di una persona che evidentemente odia? Gentile Beha, legga gli straordinari articoli di Antonio Corsa nel suo sito omonimo sulle tante libertà che si sono presi i giudici sportivi contro poveri cristi come Drascek, Vitiello, Sestu, Gheller, Terzi. La giustizia della federcalcio deve essere azzerata. Non ha alcuna attinenza con il diritto e il processo. Questo processo è stato una vergogna gigantesca. Debbo ammettere che da lei mi sarei aspettato qualcosa in più. Ormai la bandiera del garantismo, dei diritti, della dignità delle persone qualunque sia la maglia che indossano è in appalto a noi juventini da tastiera. Ma voi giornalisti non dovreste fare anche questo? Quello che hanno fatto ai ragazzi citati e ad Antonio Conte è davvero infame. Guardi la conferenza di Conte su you tube senza audio e vedrà una persona onesta,indignata e sconvolta. La saluto.

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