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    31
    ago.
    2012

    Solidarietà al giornalista Antonio Mazzeo

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    Riceviamo & Pubblichiamo

    Catania, 28 agosto 2012 / Falcone, un nome importante, soprattutto dopo 20 anni da quel 23 maggio. Antonio Mazzeo ha avuto il merito di ricordarci che esiste anche un piccolo paesino in provincia di Messina. Dimenticato, Falcone è solo un punto tra le bellezze del Mar Tirreno, a due passi da Tindari, Oliveri, dalle sue coste si vedono le isole Eolie. Di Falcone si parla poco perché è deturpato dal cemento e dalle speculazioni: da anni la mafia ne invade il territorio, dominandolo e trasformando in affari anche le opere di bonifica che dovrebbero salvaguardare il territorio.

    «E’ successo nel 2008, tonnellate di cemento sono state versate con i fondi per evitare l’alluvione del torrente Feliciotto» scrive Mazzeo, chiamando in causa la storia di mafia di questo piccolo paese di tremila anime. E la mafia di Barcellona Pozzo di Gotto, che con il cemento versato in quello che poteva essere un angolo di paradiso, ha fatto degli ottimi affari. E la giunta comunale del paesino, ha deciso di querelarlo perché, denunciando i mali di quel paese di cui non parla mai nessuno, ne avrebbe «diffamato il nome».

    Non ha bisogno certo di sostegno morale uno come Mazzeo che sui temi della pace e dei diritti umani e sulla criminalità mafiosa ha realizzato saggi e inchieste sempre documentate con dovizia di particolari e cura dei dettagli.

    Tuttavia, non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per quanto sta accadendo: un’amministrazione comunale che non ha nulla di cui vergognarsi avrebbe dovuto farsi carico delle denunzie di un giornalista documentato come Mazzeo istituendo, ad esempio, una commissione consiliare d’inchiesta, chiedendo con forza alla Magistratura di fare luce sui fatti raccontati… Si è preferito invece ricorrere allo strumento della “querela per diffamazione” che nel nostro paese viene spesso usato non per ottenere rimedio a un torto subito, ma per intimorire con lo spauracchio del risarcimento danni chi cerca di raccontare la verità.

    Siamo solidali ad Antonio Mazzeo. E in un certo senso siamo quasi contenti per lui che sia stato querelato: quale migliore occasione per verificare se quanto è stato scritto sulla cittadina della provincia di Messina onori o meno la libertà d’informazione?

    CittàInsieme
    Email. info@cittainsieme.it

     

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