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    17
    set.
    2012

    C’era una volta la Fiat

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    Frabbrica Italia

    Chi si ricorda della famosa formula economico-politica degli Agnelli “Quel che va bene per la Fiat va bene per l’Italia”? Quante generazioni sono state fottute con tale assioma? E il paesaggio italiano è stato o non è stato deformato da tutto ciò? E chi ne parla oggi? In ballo non c’è solo il lavoro di decine di migliaia di persone, e già basterebbe, bensì l’identità di un Paese intiero.

    (.o.b.)

    1- NESSUNO CHE SI SIA FATTO UNA SEMPLICE DOMANDA: PERCHÉ MARPIONNE CAMBIA IL CAPO DEL PERSONALE ALLA VIGILIA DELL’AUTUNNO? FORSE STA PER CAMBIARE LA LINEA DEL LINGOTTO E NON SI PUÒ MANDARE DAI SINDACATI IL CAPETTO VECCHIO, QUEL REBAUDENGO CHE AVEVA FATTO QUALCHE (MINIMA) PROMESSA? LA RISPOSTA È ARRIVATA: FABBRICA ITALIA E I 20 MILIARDI PROMESSI SONO IL SOLITO GIOCO DI PRESTIGIO DEL FURBETTO COL PULLOVERINO. YACHT ELKANN VEDE IL PROPRIO FUTURO A PARIGI E I DIVIDENDI NEGLI USA. ‘’LA STAMPA’’ E LA JUVE SERVONO SOLO A COPRIRSI LA FUGA CON I POLITICI E CON IL POPOLINO. UN ALTRO “MANAGER” DIVENTERÀ RICCO METTENDO SUL LASTRICO PERSONE E FAMIGLIE. AUGURI A ‘STO DE BIASI E AI 25MILA DIPENDENTI FIAT IN ITALIA - 2- “LA STAMPA” DI MARIOPIO CALABRESI USA FASSINO PER AVERE NOTIZIE DAI SUOI PADRONCINI: “HO PARLATO CON MARCHIONNE ED ELKANN DIECI GIORNI FA, MI HANNO DATO RASSICURAZIONI”. POI UNO SI DOMANDA PERCHÉ IL PD HA UN SERIO PROBLEMA DI ROTTAMAZIONE
    Dagospia.com

    a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS (Special Guest: Dj Patriot)
    La settimana scorsa, la Fiat ha cambiato il cosiddetto “Responsabile delle risorse umane”. Si chiama Pietro De Biasi, ha 48 anni, ha mosso i suoi primi passi in Alitalia e ha fatto tutta la sua carriera nel gruppo Riva, quelli dell’Ilva. Lo sappiamo perché abbiamo letto sui principali giornali le solite agiografie, ma nessuno che si sia fatto una semplice domanda: perché Marchionne cambia il capo del personale alla vigilia dell’autunno?

    Forse sta per cambiare la linea del Lingotto e non si può mandare dai sindacati il capetto vecchio, quel Rebaudengo che aveva fatto qualche (minima) promessa? La risposta è arrivata nel giro di pochi giorni: Fabbrica Italia e i 20 miliardi promessi sono il solito gioco di prestigio del Furbetto col pulloverino. Yacht Elkann vede il proprio futuro a Parigi e i dividendi negli Usa. La Stampa e la Juve servono solo a coprirsi la fuga con i politici e con il popolino. Un altro “manager” diventerà ricco mettendo sul lastrico persone e famiglie. Auguri a ‘sto De Biasi e ai 25mila dipendenti Fiat in Italia.

    La Repubblica degli Illuminati titola a tutta prima: “Fornero: che cosa chiedo alla Fiat”. Un “passi” a vita per il paddock di Monza? No: “Marchionne ha le date, aspetto che il telefono squilli”. Il governo ritiene ‘inaccettabile’ uno stop alla produzione negli stabilimenti italiani. La strategia del Lingotto: cassa integrazione o chiusure” (pp.1-3).
    “I sindacati a Fiat: le fabbriche non si toccano. Angeletti (Uil): “Marchionne deve investire”. Bonanni (Cisl): “Torino spieghi le strategie”. Camusso all’attacco” (Giornale, p. 18). La Stampa di Mariopio Calabresi usa Piero Fassino per avere notizie dai suoi padroncini: “Fiat non vuole creare choc”. Fassino: ho parlato con Marchionne ed Elkann dieci giorni fa, mi hanno dato rassicurazioni” (p. 8). Poi uno si domanda perché il Pd ha un serio problema di rottamazione.

    Il Corriere di don Flebuccio de Bortoli mena il can per l’aia alla grandissima: titolo in prima pagina su “I numeri dei ritardi italiani” (ma si riferiva alle estrazioni del Lotto?) e due pagine di sedicente “inchiesta” su produttività e salari. E la Fiat? Due colonnine basse a pagina 5 con la foto di Angelico Angeletti. Perfino il Messaggero e il Secolo XIX, per dire due giornali che non insistono su aree Fiat (Cassino a parte), dedicano una pagina al Lingotto in fuga. Il fatto è che, a parte prendersi la pubblicità, nessun direttore e nessun giornalaio ci ha mai creduto davvero a Fabbrica Italia.

    Postato da Redazione
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