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    18
    set.
    2012

    Come sfondare (e fondere) le panchine

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    terzagiornatacampionato

    Bailamme sulle panchine, e non soltanto per la crisi generale nel Paese più vecchio del mondo dove ai giardinetti è tutta una gara. Le panchine in questione sono quelle calcistiche e a giudicare da ciò che sta succedendo già alla terza giornata di campionato forse è opportuno aggiungere un sinonimo ad “allenatore, tecnico, Mister” ecc. Pensavo magari a “fusibile”. Di qui la dizione anche radiotelevisiva “in panchina per – che so – il Milan va il fusibile Allegri…”. Ma che cos’è questo “fusibile”? Ecco qua: “Il fusibile è uno degli elementi elettronici fondamentale alla protezione di un circuito. Il principio di funzionamento è molto semplice: quando per qualche motivo in un circuito passa più corrente di quella per cui è stato progettato, il fusibile brucia interrompendo il flusso di corrente”. In altre parole, il fusibile si guasta per evitare che si guastino componenti più costosi.

    Fusibili ne esistono di forme, aspetto e utilizzi molto diversi fra loro: per apparecchi elettrici, per auto, per usi casalinghi e industriali. Quello che interessa a noi è quello che troviamo comunemente in molti apparecchi elettrici ed è costituito da un tubo di vetro tappato con due pezzi di metallo collegati da un filo sottilissimo, che è quello che fonde, in questo caso si vede a occhio nudo quando è bruciato. Questo tipo di fusibile viene comunemente detto ‘tubo’ ”. Come capirete immediatamente siamo agli “allenatori del tubo”: applicate la spiegazione di cui sopra al business calcistico e al suo processo di produzione e il risultato è sotto i vostri occhi. Troppo spesso si cacciano gli allenatori perché non si può far altro, perché il mercato dei giocatori per allargato che sia ha delle finestre che si chiudono, perché cacciarne uno non servirà a educarne cento, ma significa dare in pasto alla piazza e alla critica qualcosa, perché troppi presidenti giocano con il calcio in campo come se tutto fosse un album di figurine e non una complicata fornace di uomini, per fortunati che siano quelli che arrivano in cima a una piramide oggi in grandissima sofferenza.

    Allenatori del tubo, fusibili per elettricisti in capo che li fanno fondere per evitare guai maggiori, e pazienza se assai di rado è davvero così. Prendete Zamparini , proprietario del Palermo, all’esonero numero 50 con Sannino. Se il subentrante Gasperini dovesse partire piano, richiamerebbero Sannino su una panchina troppo stretta per due e troppo larga per un’idea di calcio che non è né ludica né industriale. Prendete Berlusconi, che al contrario intendendosene assai di più (di calcio, di politica stravince Zamparini…) ne ha strapazzati molti ma licenziati pochi (l’ultimo, Terim una decina d’anni fa): adesso vorrebbe eliminare Allegri che comunque uno scudetto gliel’ha fatto vincere, sia pure con Ibra. Forse doveva vendere Allegri e tenere Ibra, allora… Ma Ibra non è un fusibile, è un intiero circuito a sé, e quindi adesso che il Milan è impoverito non resta che il “tubo” per una squadra che non gioca un tubo.

    Prendete Moratti, che di allenatori “fusibili” se ne intende: adesso sembra aver fatto una scelta ponderata con il Guardiola alla vaccinara, Stramaccioni, che non mostrerà (per ora) miracoli di spettacolo, ma insomma, pare destinato a far punti e a far crescere una squadra giovane che si è alleggerita di marpioni e contrattoni. Peccato che il medesimo Stramaccioni ne azzecca una e ne approfitta subito per intemerate del tipo “Prima di parlare dell’Inter come di una provinciale sciacquatevi la bocca”, azzardando reazioni del tubo: giocare da provinciale è una caratteristica che da certi punti di vista ha fatto grande il Milan di Capello e l’anno scorso la Juve di Conte.

    È evidente che pure in un campionato così raffazzonato tecnicamente la pressione sale, e la corrente elettrica rischia sempre di bruciare qualcuno: chi, se non il Mister di turno? E sulla bocca di tutti in questo senso oggi ci sono soprattutto, nel bene e nel male, i due nuovi (in senso proprio l’uno, mediato l’altro) sederi da panchina capitolina, Petkovic e Zeman. Il primo, competente e avventuriero ma finora poco o nulla mediatico, l’hanno trattato da “tubo” durante tutto il precampionato, perché non ne vinceva una che fosse una.

    Dimenticano i tifosi perché troppo spesso ciechi e i critici perché troppo spesso tifosi e gratinati di una commovente incompetenza, che mentre non arrivavano i risultati che non contavano cresceva la forma e l’armonia tecnico-tattica della squadra. Quindi la Lazio sulle tracce di ottimi campionati precedenti si avviava a diventare farfalla, grazie soprattutto ai due fenomeni Hernanes e Klose. Al secondo, Zeman, ceko contro i ciechi, gliel’avevano promesse in tanti. Alla prima aveva pareggiato in extremis contro il Catania che (visto anche a Firenze) è una signora squadra, atta a coprire il campo come poche, e i mugugni erano stati costretti a soprassedere in attesa di tempi migliori (per i “nemici”, cioè quasi tutti) nel senso di peggiori (per Zeman). Adesso è partito il “crucifige”. Mettiamoci d’accordo. Discutere Zeman è sacrosanto, tirargliela perché è un Catone anti-calcio maleodorante è una forma grave di correità con il malcostume. È come accusare Simone Farina, il denunciante delle scommesse dei mesi scorsi, oggi punito dall’omertà e lasciato a casa da tutto il calcio professionistico, di non essere Maicon. Certo che non è Maicon, ma lo stanno estromettendo dall’ambiente perché se ne è dissociato prima di tutto eticamente. Quindi è il marcio che preme contro i disturbatori Zeman-Farina, camuffando la pressione da disistima tecnica. E per fortuna che c’è gente come il senatore Ventura, o l’enfant-prodige Montella, che ancora ispirano calcio buono a vedersi e a tifarsi.

    Postato da Redazione
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    Maralefed .
    24/09/2012 alle 08:09
    Incredibile!!! Che Zeman assurga a martire del calcio italiano, lui che si è contraddistinto solo, e dico solo, per essere il portavoce della ANTIJUVENTINITA' istituzionalizzata (tanto che, guarda caso, anche il romanista Petrucci è con lui) suona veramente come una falla nella sua mente perspicace, dott.Beha! Mi pare che il processo di Napoli abbia ampiamente dimostrato quanto quest'uomo abbia in odio Moggi e la Juve. Si è presentato in tribunale cercando in tutti i modi di buttare fango su Moggi perdendosi tra i sentito dire e le "sue teorie" non suffragate dal ben che minimo straccio di prova, e rimediando solo delle magre figure davanti alla corte; come quando nel ricostruire la sua "brillante" carriera tarpata dal cattivo Moggi arriva a sostenere che, in pratica, Ferlaino e Corbelli, per fare un favore a Moggi, avrebbero concluso tra Zeman e il Napoli un contratto di 2,5 miliardi (netti!!!) per poi farlo cacciare!! Non parliamo poi dell'autografo posto sulla maglia di un tifoso con scritto in caratteri cubitali "JUVE TI ODIO" Toh!.. ecco che, puntuale viene affibbiato a Zdenek Zeman il premio “Avversari sì, nemici mai” ... premio nell'ambito di manifestazione calcistiche amatoriali incentrate sul fair play, ... All'incontro in Campidoglio erano presenti il sindaco Alemanno e...badaben badaben.. il presidente del Coni Gianni Petrucci!!! Riguardo a Petkovic nulla da dire. Persona squisita, cuore grande, Signore del calcio. Troppo per il calcio italiano!!!
    francesco .
    20/09/2012 alle 20:37
    La vittima però non è Zeman, che addirittura ha Petrucci che lo appoggia mediaticamente insieme a tutti i giornalisti che lo adorano per la sua anti-juventinità (palese)...dicevo, il martire del calcio italiano è Antonio Conte, il calcio chiuso in una gabbia. Metaforica ma non tanto...

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