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    04
    set.
    2012

    Gli indignati del Campionato degenerato

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    20120902_striscione_zeman

    La mutazione del calcio italiano (in peggio, a giudizio di tutti e a prova di tifo) sta diventando molto interessante. E non parlo degli scandali fuori campo, degli arbitraggi, dei terreni da beach-soccer alla napoletana, ecc., di cui sappiamo. No. Parlo del rapporto che c’è tra il calcio giocato e il contenitore-calcio: da sempre le partite, belle o brutte che fossero, coinvolgendo emotivamente milioni di persone specie davanti alla tv erano servite da straordinaria arma di distrazione di massa. Nel doppio uso strumentale di distrarre dal sistema-Paese fatiscente (versione aggiornata del solito “oppio”) e di non far incentrare l’attenzione del consumatore pallonaro sulle nequizie del sistema rotondolatrico. Negli ultimi anni la successione incredibile di scandali interni al calcio e commisurati allo sfaldamento italiano complessivo sembrava aver destato un minimo di indignazione all’interno dell’ambiente pallonaro: di qui la versione politicizzata del “che schifo, il calcio è come tutto il resto” e quella ipercalcistizzata del “se è così, non vado più allo stadio”.

    Il tutto ovviamente fino a quando l’arbitro non rifischiava l’inizio della partita successiva della squadra del cuore (e del fegato) del tifoso ritratto “nello stadio della maturità” di cui ho grossolanamente tracciato l’identikit. Dunque indignazione contro tifo, con massiccia prevalenza del secondo. Mi sembra che ultimamente – ed è questa la mutazione profonda che avremmo sotto gli occhi se non prendo abbagli – si stia passando da “indignazione contro tifo” a “indignazione e tifo insieme”, a una sorta di convivenza. Nella sensibilità collettiva c’è questa difesa estrema del calcio e del tifo che prevede una coabitazione nella stessa persona di due atteggiamenti molto diversi. Da un lato gli scandali e la non funzionalità del pallone nostrano sono talmente evidenti da non poter evitare l’indignazione, per recitativa e spesso di parte che sia (i tuoi sono innocenti, gli altri colpevoli pressoché a priori, cfr. lo scandalo di Scommettopoli); dall’altro nessuno vuol rinunciare alla franchigia umorale del tifo, che si rinnova quotidianamente o alle brutte (senza Coppe…) settimanalmente. Si sentirebbe deprivato di qualcosa in un Paese già trafitto dalle deprivazioni. Quindi il calcio giocato non esorcizza più gli scandali, come in passato, né ne subisce le conseguenze: semplicemente i due aspetti convivono in una sorta di piano indifferenziato di logica e logistica, a un livello di coscienza sempre più menefreghista. Se è così, per l’ennesima volta il mondo del pallone farebbe da cartina di tornasole ai più generali umori degli italiani offrendone una lettura politicissima. Da Tangentopoli a Italiopoli vent’anni dopo, da un calcio che si indignava a uno che mescola l’indignazione al tifo come se niente fosse. E questo sembra valere un po’ per tutto.

    L’incidenza

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    delle prime sentenze di Scommettopoli – in attesa tutt’altro che fremente delle seconde – sull’andazzo del campionato? Vicina allo zero: sì, qualche giocatore in ballo, qualche altro assolto (sempre in termini di giustizia sportiva), allenatori condannati che comunicano ai giocatori per interposto telefono e relativo vice le disposizioni vanificando le sentenze per fasulle che siano, squadre penalizzate ma senza pathos… Si convive con la degenerazione come se fosse un fenomeno naturale. Gli arbitri e la new entry dei giudici di porta che continuano a sbagliare sospettamente a senso unico (cfr. la Juve, è il suo momento…)? Tutto regolare, è così per le squadre al comando dalla notte dei tempi pallonari.

    Inter e Telecom condannate a risarcire Bobo Vieri con un milione di euro per l’indebito spionaggio nei suoi confronti? Uno scherzetto da niente, impervio da collegare con tutta la faccenda di Calciopoli su cui si vuole stendere il noto velo non pietoso ma opportunista: chi ricorderà che Tavaroli spiava anche Moggi “prima”, ripeto cronologicamente e illegalmente “prima” di quando sono partite le intercettazioni legali ( e poi manipolate) dello scandalo degli scandali?

    Si andrà allo stadio sapendo di tutto ciò “come se” fosse irrelato dagli eventuali gol di Milito… Anche se poi lo stesso stadio di Milano contempla il mistero gaudioso di uno striscione interista a favore dell’avversario in panchina, pro-Zeman e la sua etica… Che non è solo anti-juventina, come si vorrebbe forse far credere, ma anti-imposture del potere, nel caso quello rotondocratico. E la convivenza tra indignazione e tifo si trasferisce ora alla Nazionale di Prandelli, ricettacolo di perversioni alla vigilia degli Europei (clicca su Monti, Bonucci, Criscito, lo stesso Prandelli ecc.) e risurrezione del pallone nella “cavalcata” quasi vincente (clicca su Napolitano e tutti gli altri, fino a Balotelli ecc.).

    Venerdì la Bulgaria, martedì Malta, con convocazioni di necessità per Pazzini e di investimento per Insigne. Nel livellamento generale, possono bastare anche i resti italiani, pur nel dubbio del giocatore più importante infortunato, De Rossi. Ma è calcio patriottardo giocato lontano dal resto che si vuol far dimenticare oppure sono due facce della stessa medaglia? Bah… intanto la Roma gioca bene e vince mentre la Fiorentina gioca bene e perde, ma almeno si vede un po’ di spettacolo sportivo e non solo televisivo, teatrale e non solo cinematografico, del calcio non consueto e quasi reagente alla consunzione generalizzata. Zeman for president, comunque vada.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    michele .
    09/09/2012 alle 19:36
    Come da sempre si sa che "roma è ladrona"...mi fai tristezza sei pieno di luoghi comuni ,annebbiato dal tifo e poco informato sui fatti...taci per sempre faresti un grande favore alla comunità...Grazie
    andrea .
    07/09/2012 alle 01:55
    ros, i furfanti hanno la maglia bianconera, da sempre. Zeman è uno onesto, se non lo capisci vuol dire che -leggi tuttosport - sei juventino - sei giovane! Ti attacchi a dichiarazioni per farci un film "Zeman portavoce di petrucci...." ma stai bene? Sul serio vuoi dimostrare che zeman è un poco di buono? Hai prove? Conte innocente messo alla gogna? Per i giudici lui sapeva. Quindi innocente è un TUO giudizio, lontano dalla realtà. Zeman deferito? Ha detto ciò che pensava, con la solita educazione e compostezza. Zeman vuole Conte out per vincere? Queste so tue opinioni. Senza prove o indizi. Niente. Tu spari a zero perchè Zeman vi sta riempendo di merda. Corrotti e bari ecco chi siete. Andrea ps. X BEHA: ma la roma americana non era tutta na sola???? Ogni tanto pure lei prende cantonate. Cmq l'articolo lo condivido proprio. Complimenti per la sua acutezza e il suo modo di pensare antisistema! Lei è lo Zeman dei giornalisti italiani!
    ros .
    05/09/2012 alle 17:24
    Che poi trovo inaccettabile che un tesserato chieda, come ha fatto Zeman, la squalifica di un collega. Zeman lo ha già fatto in almeno tre occasioni con riferimento a Conte. Se Conte avesse fatto lo stesso con lui o con qualcun altro sarebbe stato immediatamente deferito e a furor di popolo. Non la sfiora l'idea che il moraleggiare del boemo sia molto più prosaicamente finalizzato a sbarazzarsi del maggiore ostacolo ad una sua affermazione in questo campionato? Zeman è consapevole, come tutti, purtroppo, della straordinaria bravura di Conte e, come tutti, invece di riconoscerlo ed affrontarlo preferisce studiare il modo di eliminarlo. Dico questo nell'assoluta convinzione della totale innocenza di Conte. Tanto di cappello ad un Prandelli, invece. Istintivamente mi fido più di un Prandelli che di uno che non fa che ripetere ossessivamente e ingiustificatamente quanto sia più onesto degli altri e che, invece di essergli grato, arrivò ad accusare Moggi pure di avergli trovato un contratto miliardario(!)con il Napoli. (Vedere processo su Radio Radicale). Come si fa a dare fiducia a uno che dice queste cose?
      homofaber .
      05/09/2012 alle 18:22
      Caro Ros, pur col massimo rispetto (e pur essendo tutt'altro che romanista), Le rammento che Zeman predica il suo verbo (condivisibile o meno) da quando Conte era solo un formidabile stantuffo in campo (e non in panchina: nè come riserva nè come coach); e - non a caso - un personaggio sincero (vero) come Buffon (anche se vizioso o viziato, ma lo è ogni essere umano; e fu candido anche quando dichiarò pubblicamente le sue fragilità psicologiche) non ha potuto che dignitosamente riconoscerne lo spessore. Zeman è così da quando allenava la Bacigalupo nella complicata periferia di Palermo; e per questa sua 'non ipocrisia' (ripeto: al di là del bene e del male) ha pagato duramente, ingiustamente. E si è ricostruito da solo; non come tante arabe fenici in landa, che comprano le ceneri per rigenerarsi. Quanto meno per la sua onestà intellettuale (nonchè per le sue qualità specifiche di allenatore, ma questo lo aggiungo io ed è comunque opinabile) andrebbe comunque rispettato, in un Malpaese di codardi, servi sciocchi o semplici routiniers inconsapevoli
        Ros .
        06/09/2012 alle 00:05
        Rispettabile uno che, invece di leggersi le carte e inorridire, maramaldeggia su un innocente per puro interesse di bottega? Certo non per me. L'anno scorso tutti diedero addosso a Chiellini (spia lo chiamarono) sol perchè, in Coppa Italia, segnalò all'arbitro le dita di Ibra in faccia a Storari. Oggi Zeman va molto oltre chiedendo che ad un collega sia addirittura impedito, contrariamente allo stesso regolamento, di allenare nel corso della settimana e nessuno, dico nessuno, che si prenda la briga non dico di deferirlo ma almeno di invitarlo a tacere. Che diritto ha di fare questa richiesta? E' forse giudice dei suoi stessi colleghi? Si autosospenda piuttosto, se vuole essere coerente, per l'omessa denuncia di Lecce-Parma 3-3, ultima del campionato 2004/05.
    mauro boschi .
    05/09/2012 alle 15:28
    porca vacca Beha, che cazzata ha scritto? Mi sta travagliando un po'.
    ros .
    05/09/2012 alle 00:03
    Gentile Beha quello che l'ingiustizia sportiva della FIGC ha fatto è gravissimo. Non parlo soltanto di Conte che è stato accusato per ripicca contro la Juve, ma mi riferisco anche ai tanti giocatori poco conosciuti che si sono visti condannare con motivazioni incredibili. Mi riferisco ai vari Drascek, Vitiello, Gheller, Pesoli ed altri. Antonio Corsa ha analizzato e continua a farlo le stupefacenti motivazioni con le quali queste persone hanno perduto il loro lavoro e sono state additate al pubblico ludibrio. Se lei desse un occhiata al sito omonimo di Antoniocorsa o a quello dell'Uccellinodidelpiero troverebbe cose da far rizzare i capelli. Io auspico che la procura della repubblica di Roma apra un'inchiesta penale sulla gestione della giustizia sportiva. Guardi questo stralcio di motivazione. Drascek e Vitiello, amici da anni, si sono incontrati prima della partita(perchè Conte aveva portato la squadra a Novara in anticipo per fare testare il campo sintetico, altro che pareggio concordato e omessa denuncia) e questo è sufficiente a farne dei disonesti... http://twitter.com/antoniocorsa/status/243103946980339712/photo/1 Guardi il sito twitter di Drascek, con la solidarietà espressagli da tanti tifosi juventini. Noi juventini invece di inneggiare al "maramaldo" icona del calcio pulito (con qualche se, vedi Lazio-creatina e qualche ma, vedi Lecce-Parma 3-3), manifestiamo la nostra solidarietà ad uno sconosciuto innocente condannato da chi al contrario non sembra essere altrettanto innocente. Evidentemente la persecuzione che subiamo da almeno 15 anni è servita a qualcosa.
    homofaber .
    04/09/2012 alle 23:24
    Il pallone è troppo pop e radicato per non riflettere il profilo e le creanze del Paese, che ogni volta ci 'gioca' come può; con i fondamentali e gli insegnamenti ricevuti in quella specifica epoca. Ed è consono a noi (o comunque riverberante) anche il Parlamento, su cui scarichiamo i nostri strali confusi ma che è abitato con la stessa grazia con cui noi (la gente) frequentiamo un giardino pubblico, un vespasiano o uno stadio. E se all'80% di noi brulicanti dall'eterna indignazione a salve, capitasse di accomodarsi a Montecitorio (ormai, tutto è possibile) quasi certamente ci comporteremmo (pur magari dopo immani sofferenze interiori) esattamente come il barnum circense che ci governa. Viviamo ormai il calcio con la stessa rassegnazione con cui accettiamo un Presidente del Consiglio che favoreggia evasione fiscale e mafia o, didascalicamente, invita un'universitaria a sposare un ragazzo ricco, piuttosto che 'sognare' (per sue pubbliche dichiarazioni, non per atteggiamenti interpretabili: e mi riferisco all'ex premier, ovviamente). Con lo stesso fatalismo con cui sorvoliamo su un pregiudicato eletto nel nostro partito o una Scuola ridotta a letamaio o l'assoluto disservizio pubblico ormai istituzionalizzato. Quando ci abituiamo o ci abituano all'infimo (la colpa è comunque nostra: che ne paghiamo le spese; come tentò di farci capire Brecht) anche la 'camera d'aria' d'un pallone - pur giocoso e coivolgente - perde gas, perde ossigeno, perde sapore. Tutto ci rimbalza; e non sappiamo più come stopparlo nè rilanciarlo.
    ros .
    04/09/2012 alle 18:22
    Gentile Beha, capisco che sul Fatto lei non possa andare oltre anche perchè se lo facesse non la pubblicherebbero, come già accaduto in altre occasioni a proposito di Moggi, però volevo riportarle alcune frasi di un'intervista a Tronchetti Provera andata in onda su Sky. Naturalmente nessuna domanda sulla vicenda Vieri.La giornalista si è affrettata a precisare che l'intervista era precedente alla sentenza del tribunale di Milano. In compenso alcune domande su Conte alle quali Tronchetti ha risposto in modo molto, ma molto inquietante. -SKY-Lo scandalo che ha coinvolto Conte e non solo cosa ha lasciato? -TRONCHETTI_Ha lasciato tristezza perché certe cose non dovrebbero avvenire. Sono pagine brutte, è bene che si sappiano e che si girino. -SKY-Questa fase del Calcioscommesse può avere allontanato definitivamente la vicenda del 2006? -TRONCHETTI_Ma si, io penso che quella è comunque una pagina girata. Anche per i tifosi è una pagina girata. Credo che tutti ci divertiamo, anche squadre che hanno avuto tra di loro attriti oramai si rispettano.(FINE) Cos'è? Una firma? Un'altra delle tante firme e delle tante ragioni apposte a questa mostruosa ed infame vicenda che ha comportato il sacrificio di un innocente e della sua famiglia? Anche lei, come tutti dopo le frasi anticonte, cita Zeman con ammirazione però io non riesco a nutrire tanta simpatia per chi si dimostra tanto lesto a maramaldeggiare su un collega, su una persona alla gogna da mesi senza che ancora sia stata esibita una prova a suo carico. Una persona che in passato aveva avuto anche parole di stima per il collega Zeman, indicato come uno di quelli da cui aveva imparato qualcosa. Eppoi questo Zeman lesto, come sempre, a lanciare la prima pietra è forse lo stesso che nel 2006 dichiarò che in Lecce-Parma dell'anno prima:«Ho avuto l' impressione che i miei giocatori avessero ricevuto dalla società l' indicazione di non vincere»? Perchè non lo ha denunciato alla procura federale? Perchè nessun allenatore al mondo ha mai fatto una denuncia del genere? Mai, nessuno al mondo. Un saluto
    ros .
    04/09/2012 alle 17:50
    Zeman sarebbe l'antiimposture del potere rotondocratico? Ma se ormai è il portavoce ufficiale di Petrucci. Dopo che Petrucci, molto vicino al mondo romano e romanista, ci ha messo il cappello ho qualche dubbio che Zeman abbia parlato di sua sponte quando ha maramaldeggiato su un innocente messo alla gogna per ragioni legate al contenzioso esistente fra Juve e FIGC.Pure Abete ha confermato ieri che c'è ancora il problema di Calciopoli fra Juve e federazione.

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