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    27
    set.
    2012

    Il crollo del muretto

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    regione_lazio

    Venerdì 14 settembre scorso nella greppia della destra stava scoppiando il caso Batman/Fiorito, che polemizzava con il suo esimio collega del Pdl regionale, Battistoni, il cui esito scandaloso ha travolto la Polverini. Sapete tutto, sia pure con il ritardo con cui troppo spesso la stampa arriva a darcene notizia: milioni e milioni di euro, ostriche, feste, spese di “rappresentanza” tra il grave e il grottesco ecc. Ma sempre lo stesso venerdì, in una meravigliosa e urlante concomitanza, il subcommissario alla Sanità di questa stessa Regione Lazio, Giuseppe Antonino Spata, ha lanciato la spending review che gli competeva: ha riunito i referenti della sanità regionale e sulla base del dettato governativo tra un manager aziendale e l’altro ha imposto un taglio orizzontale del 5% delle spese, compreso anche “il vitto dei malati”. Sulla cui qualità sempre più scadente già concordano pazienti, familiari, medici e infermieri.

    Apparentemente sono due discorsi separati. Di là si ruba sui denari comunque pubblici, di qua si taglia sugli sprechi (in teoria, e soprattutto malissimo, col machete, senza criteri oculati di priorità e necessità). Sì, in ballo c’è curiosamente la stessa data, la stessa Regione, personaggi che si rincorrono in un Gioco dell’oca che è quello della politica attuale, centrale e periferica. E magari anche l’idea che si risparmia sul mangiare all’ospedale e nel frattempo la casta si esibisce nell’ostrica-party. Sempre di cibo si tratta… Ma insomma ci sarà pure chi intende tenere separate le due cose, per evitare che mettendole insieme la protesta che monta dal basso prenda sempre più corpo e si passi alla versione all’amatriciana della Maria Antonietta di pane e brioches. E invece personalmente le terrei insieme, a forza.

    Non si tratta forse sempre e comunque di politica, comportamenti politici, scelte politiche, esattamente tutto ciò che è all’ordine del giorno da quando il crollo

    del Muro ha modificato gli equilibri internazionali e nazionali? Allora si sfaldarono le ideologie e i partiti della cosiddetta Prima Repubblica divenuti mutanti e replicanti, adesso a oltre vent’anni di distanza si sta sfaldando l’intiera politica. Il crollo di essa e del muretto che ha rappresentato in questo lasso di tempo berlusconizzato a destra, a sinistra e al centro, avviene ormai da un paio d’anni quasi settimanalmente sotto i nostri occhi. Senza ideologie né idee, l’unico agente e reagente politico è rimasto il denaro in una landa sterminata che gli avanzi dei partiti occupano come avamposti in attesa dei Tartari, siano Grillo e il Movimento 5 Stelle o altri emergenti. È vero, le ruberie non sono mai mancate, ma prima del crollo del Muro erano per lo più a colpi di “l’ho fatto per il partito”. Adesso, essendo nella pratica i partiti dei comitati d’affari, lo si fa per sé e lo si rivendica pure (risparmio l’elenco telefonico dei ladroni…).

    Sulla Polverini e la campagna elettorale che “inaspettatamente” l’ha mandata alla Pisana, ha detto cose pesantissime in un’intervista Emma Bonino, sua antagonista candidata del centrosinistra e paladina di una trasparenza avversata da tutti. Nella sostanza il Pd l’avrebbe fatta fuori, anticipando contatti e negoziati con l’altra sponda. Non è esattamente una novità, ne parlarono i media sia pure sottovoce nella primavera del 2010 e a questo inciucio non inedito ma dolorante ho dedicato il capitolo “Nel Paese del televoto” del mio “Dopo di lui il diluvio”, ed. Chiarelettere, uscito a caldo nell’aprile di quell’anno.

    Ovviamente in pubblico negano tutti specie oggi che – ma alla moviola… – il bubbone è scoppiato, ma tant’è. Il vero rischio del crollo del muretto in un Paese senza politica fatto ormai di soli affari, denaro e potere, è l’assuefazione dell’opinione pubblica a questo stato di cose rubricato con uno scandalo al giorno. Dall’assuefazione all’indifferenza il passo è breve. Forse per non far precipitare ancor di più nel coma un popolo bue, legare le ostriche al vitto dei malati ha ancora un senso.

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    Postato da Redazione
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