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    12
    set.
    2012

    Luna park elettorale

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    lunapark

    Il Luna park elettorale è in piena funzione, e dà spettacolo come non accadeva da tempo. Basterebbe che non ci fossero alcuni problemini, oppure semplicemente che si fosse degli osservatori disinteressati (meglio se stranieri), dei recensori sì, ma estranei allo spettacolo. Uno spettacolo sempre più frizzante, che fa impallidire il ventennio berlusconiano nato, vissuto e degenerato in un derby precipitoso a favore o contro Silvio. In confronto quel derby ha nella memoria breve l’immagine di una recita ripetitiva di livello non trascendentale. Adesso all’ombra delle istituzioni sembra accadere di tutto. Chi si sarebbe immaginato anche solo nell’estate del 2011 una simile bagarre intorno alle famigerate conversazioni del presidente della Repubblica con Mancino? Oppure l’intemerata del presidente del Consiglio “tecnico” contro i populismi europei, parlando in realtà di quello italiano che si presume cominci per “g”? O la perfida ironia da “ci sarà pure un giudice a Berlino” con cui Monti spiattella la sua sorpresa per la mancanza di un leader politico brevettato che ne prenda il posto nel 2013? E nei campi brulli della politica ormai abituata alle serre, vedere quello che accade nel lotto della sinistra teorica candidata a prevalere nelle urne, non riscalda il cuore di uno spettatore?

    Bersani pronto a governare con un piglio che non si ricordava dal ’93, cfr. la gioiosa macchina da guerra di Occhetto di opportuna memoria; Renzi che sventola il suo atout principale in fatto di identità negativa, ossia il non essere né Bersani né D’Alema né Veltroni, sufficiente mediaticamente a richiamare l’attenzione ma non proprio un programma politico; Vendola un po’ di qua e un po’ di là… Dall’altra parte manca solo che qualcuno faccia come è accaduto a Vittorio Feltri alla Versiliana “in partibus infidelium”, ossia che dichiari di interesse pressoché nullo l’eventuale sopravvivenza elettorale del Berlusca, per dare l’idea che anche in quel settore di Luna Park stanno messi malissimo. Taccio di Casini e Montezemolo, perché il primo ha capito tutto mangiando foglia, ramo e foresta della vecchia politica che si tinge i capelli, e il secondo semplicemente no.

    E dai partiti e dai loro leader ai logografi della politica il passo pirotecnico è garantito da questioni esiziali come quella che riguarda questo giornale e i suoi principali eponimi: gente di destra infiltrata nella sinistra, che però non sembra essere la “vera” sinistra né poter valutare il tasso di “sinistrità” di nessuno. E Violante, per dire, attacca Travaglio, per dire, come se essere di destra fosse un’offesa e non si dovessero giudicare le persone per la loro biografia e bibliografia: il tutto nel contesto di un campo di Agramante che sembra sempre di più un campo profughi… per la gioia di un’intiera categoria di logografi che sembrano sempre venire da Marte.

    Dicevo all’inizio che però per un osservatore, uno spettatore o un recensore straniero si tratterebbe di un lussureggiante Luna Park, pieno di “ruote”, Montagne russe, antri della strega, autoscontri ecc., quindi un prodotto largamente appetibile nella spettacolarizzazione del tutto politica compresa, se non ci fosse un problemino: la crisi. Dal 2009 l’elenco di chi è salito sui tetti, le gru ecc. è sterminato. A Montecitorio c’è una manifestazione disperata al giorno, lunedì l’Alcoa che non smetterà di farle, ieri la Gesip, oggi non so. E c’è un Paese reale sbriciolato cui non si contrappone ormai più un Paese legale come d’antan perché di legale ormai c’è poco, bensì un Paese istituzionale che pare lunare (da Luna Park): nell’assedio di “questa” politica. Andrà a votare, il Paese reale a pezzi? Sì, no, forse? E per chi, per “questa” politica? E i partiti attuali metterebbero la firma su un astensionismo di massa per non rischiare “salti nel buio”? O preferirebbero comunque un voto anche se dato all’unico populismo italiano/italiota in circolazione, quello di Grillo? Perché non ce lo dicono, tra un “mangiafuoco” e uno zucchero filato?

    (Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano)

    Postato da Redazione
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    salvatore romano .
    13/09/2012 alle 23:35
    Ultimamente mi è balenata l'idea di abbonarmi a Topolino.E sì perchè almeno Topolino ti racconta delle storie che percepisci come finte.A leggere i giornali sembra di leggere le favole e le tirano talmente grosse che tutti ci credono senza chiedersi se quello che viene detto sia reale o no.Ad esempio prendo spunto dal movimento 5 stelle e su tutto quello che sta succedendo attorno al Movimento e Beppe Grillo.Vedo che in televisione pontificano affermando che nel movimento non c'è democrazia perchè comandano Grillo e Casaleggio.Tutto qui?Ma hanno mai letto il blog?Hanno mai letto il programma?Penso proprio di no perchè altrimenti parlerebbero di energia,giustizia sociale(quella vera),di libero accesso alla rete e di tante altre cose che la politica non percepisce e non la percepisce(è più giusto dire non vuole percepire)la classe giornalistica.A vedere quella farsa di Favia che come un bambino ha fatto le dichiarazioni fuori onda(un vecchio politico non sarebbe caduto nel tranello)mi è venuto il voltastomaco perchè il tutto è successo con una precisione incredibile,nei tempi giusti.Il Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative ha sbaragliato tutti attraverso la Rete e non penso che coloro che l'hanno votato siano degli imbecilli sotto il comando del duo Casaleggio-Grillo.Proprio stasera hanno ipotizzato addirittura che Casaleggio sia una specie di burattino in mano ad un gruppo massone internazionale.Accidenti,tirano in ballo la massoneria quando per 50 anni la P2 in Italia ha deviato l'ordine democratico dello Stato attraverso un gruppo di persone con delle tessere(pensate a Berlusconi e Costanzo a Mediaset uno di destra e uno di sinistra).Non voglio difendere nè Casaleggio nè Grillo perchè all'interno di quel movimento una persona è libera di uscire quando vuole e,soprattutto,ho la libertà di dare loro ascolto o non considerarli;ma sentire una classe politica responsabile del disasatro economico di questa italietta giudicare chi si è messo in gioco perchè leggermente incazzato mi sembra un'azione ignobile.E già che ne parliamo perchè coloro che dicono "Dietro Grillo c'è un gruppo di potere" non ci dicono piuttosto da chi ricevono le donazioni,chi sono i loro finanziatori oltre allo Stato.Sarei proprio curioso di saperlo anche per il nuovo che avanza come questo nuovo personaggio Matteo Renzi che ancora non ho capito in che modo voglia cambiare l'Italia.Parla di Facebook e poi prende un camper e gira l'Italia mentre è in carica come sindaco di Firenze(assenteista?Perchè non si dimette?)invece di aprire un blog aperto alla discussione senza fare centinaia di km.Forse perchè il nuovo che avanza ha una visione della politica che poco si addice ai nuovi mezzi di comunicazione come internet.Basta fare un video,scrivere sulla rete e tutto rimane lì a disposizione del mondo.Ma evidentemente è molto più comodo girare come fa lui nelle città italiane e fare notizia attraverso i telegiornali che in continuazione ci ricordano la rottamazione;è molto più comodo farsi pagare il camper da qualcuno(o forse lo paga lui?)senza mettere in rete la trasparenza di cui tanto ha pontificato in questi anni.E bersani sarebbe il vecchio?Perlomeno Bersani ha la scusante di essere cresciuto in un periodo storico nel quale il mondo interconnesso era inconcepibile.Renzi invece usa la rete per Facebook;se questo è il nuovo che avanza allora credo non abbia capito in che direzione sta andando al mondo.Infatti il sito dei "massoni" Grillo e Casaleggio è tra i primi dieci al mondo per contatti giornalieri,costantemente,mentre se chiedesse ad un tedesco chi è Renzi le risponderebbe "Boh"...
    freeskipper .
    12/09/2012 alle 14:17
    "Soliti noti": dopo il salasso pure la beffa! Adesso se il Paese è fermo e non 'cresce', come dicono “loro”, vuoi vedere che la colpa è dei “soliti noti”? Se i salari sono fermi, se la produttività è ferma, insomma se è “tutto fermo” e l’unica cosa che si muove nel Belpaese - oltre lo spread che continua a salire e il pil a scendere - sono soltanto ed unicamente i “loro” interessi più o meno “legittimi”, la responsabilità non è del Governo, che non è stato in grado di mettere in essere provvedimenti e riforme finalizzate alla crescita del sistema Italia, con politiche industriali, salariali ed energetiche lungimiranti, e che non ha saputo fare niente di meglio che aumentare le tasse! La responsabilità della crisi italiana è di imprese e lavoratori! E proprio a questi ultimi, ai “soliti noti”, la politica chiede di salvare la patria aumentando la “produttività”! Tant’è che il Governo dei Professori - a trazione Pd-Pdl-Udc - ha passato 'il cerino' in mano ai sindacati avvertendo che "Così come il governo, bene o male, sta facendo il meglio che può per migliorare la situazione ci aspettiamo, anzi esigiamo a nome del Paese e dei cittadini che imprese e sindacati facciano qualcosa di più con il loro diretto e congiunto impegno". Non solo. Il Professore ha fatto un’inattesa "ammissione di colpa" dichiarando che il suo governo ha addirittura "aggravato" la recessione, ma in vista di "un risanamento a lungo termine". “Quando a questo governo è stato chiesto di trattare un caso non semplice, ci siamo posti il tema se comportarci con una visione di lungo periodo o se cercare di fare un surfing sulle onde della tempesta finanziaria - ha proseguito il Presidente del Consiglio -. Penso che le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione congiunturale, è ovvio. Ma è solo così che si può avere qualche speranza un pochino più in là di vedere risanata in maniera durevole la situazione". Certo che se lo avesse detto prima, forse 'qualcuno' ci avrebbe pensato meglio prima di cacciare un governo politico, democraticamente eletto dai cittadini italiani, e insediare a Palazzo Chigi il Consiglio di Facoltà dei Professori! E comunque, è davvero aberrante come dopo averli bastonati con salari da fame e tasse da record, adesso il governo 'batte cassa' ancora sui lavoratori per cercare di salvare capre e cavoli, alias poltrone e privilegi! Ma la Cgil non sembra gradire! E, nonostante l’appoggio incondizionato del Pd a questo governo, ha respinto l’invito al mittente, minacciando un nuovo sciopero generale.

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