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    18
    ott.
    2012

    Ai giornalisti Antonio Padellaro, Enrico Mentana ed Oliviero Beha

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    Riceviamo & Pubblichiamo questo messaggio di Claudio Matti

    Mi chiamo Claudio, ho 34 anni e vivo nel profondo nord dell'Italia.
    Ho un lavoro a tempo indeterminato, guadagno 1150 euro al mese e ne pago 460 di affitto (più il resto: bollette, spesa, ecc.). Ho una compagna e vorrei comprare casa, sposarmi e avere dei figli.
    Se riuscirò in una di queste tre cose sarà grazie all'aiuto dei nostri genitori. Detto questo sono consapevole che devo ritenermi fortunato; anche se fatico a realizzare i miei progetti devo ritenermi fortunato. Come moltissimi della mia età spero in un botto del MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni, vorrei la maggioranza.

    Una sera per puro caso scopro l'esistenza di un vostro collega, Paolo Barnard. Mi incuriosisco e inizio a seguirlo, a leggere i suoi articoli e i suoi libri, vado alla ricerca dei suoi video e delle sue inchieste. Quasi senza sapere il perché, d'istinto, a febbraio vado a Rimini ad un summit che lui ha organizzato con degli economisti dove si parla di Modern Money Theory. Riesco a vedere Giulia Innocenzi (la ragazza che collabora con Santoro) con un operatore e nelle settimane seguenti guardo “Servizio Pubblico” dall'inizio alla fine per tutta la stagione… ma del summit di Rimini nemmeno l'ombra. Sul Fatto Quotidiano quasi niente… un piccolissimo articolo ma solo sul web.

    Sabato 21 e domenica 22 ottobre Paolo Barnard sarà ancora a Rimini, con degli economisti e qualche centinaio di persone. Non dico “io spero” perché Monicelli ci ha insegnato che la speranza è una trappola ma io vorrei vedere degli articoli e dei servizi al telegiornale su questo incontro. Ve lo scrivo con molta passione, quasi con le lacrime agli occhi, e pagherei non so quanto per potervi incontrare e chiedervi cosa ne pensate voi di questo vostro collega, sentire le vostre opinioni e confrontarmi, per capire.

    Mi sento ignorantissimo su tanti temi e sicurament

    e in economia non sono un genio se con il mio stipendio ho deciso di versare 80 euro per il summit di febbraio, 20 euro per “Servizio Pubblico” (di cui mi sono pentito) e altri 50 euro per il prossimo summit. Ma credo, e ripeto, nella mia ignoranza, che uno Stato e dei Politici (notare le maiuscole) che possono gestire una moneta sovrana siano necessari. Ti servono miliardi di lire per mettere a norma le scuole pubbliche? Per sistemere gli ospedali? Per le pensioni? Per pulire le città? Per sistemare il territorio pieno di frane e smottamenti? Per pagare gli insegnanti di sostegno? Lo Stato stampa i soldi. Attualmente il nostro Stato non ci garantisce nemmeno il lavoro in miniera, le persone devono lottare per poter lavorare in miniera!

    Barnard a febbraio ci disse che sarebbe stata dura. Io fremevo nell'attesa che lui proponesse qualcosa di concreto, un gesto da fare, avevo voglia di agire. Qualche settimana dopo era pronta una denuncia contro il premier Monti e i ministri. Bisognava stamparla, andare in caserma e denunciare. Non ho avuto il coraggio e mi sono sentito una merda, lui da tempo dice che ci manca il coraggio e quella era la prova schiacciante. Scrisse in uno dei suoi articoli che di fronte alla prima azione concreta da compiere i partecipanti del summit erano scappati come topi in una stanza appena si accende la luce, e aveva tremendamente ragione.

    Ho scritto a voi (direttore del TG La7 e direttore del Fatto Quotidiano) perché siete tra le mie fonti di informazione giornaliere, ho aggiunto Beha come testimone di questa lettera perché è colpa sua se sto scrivendo, dopo aver letto i suoi libri mi sarei sentito tormentato dalla coscienza (che lui ha contribuito a risvegliare) se non l'avessi scritta. Ho cercato di parlarvi come si parla con un fratello maggiore, uno zio o un padre. Certo è più facile scrivere una lettera che presentare una denuncia. Date spazio all'iniziativa di un giornalista come voi. Grazie per avermi dedicato del tempo.

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    Postato da Redazione
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