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    16
    ott.
    2012

    Costa Concordia: quello che nessuno dice

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    tratto da www.lavocedellevoci.it

    Alle circostanze indicate dalla Voce nell'inchiesta “La pista russa” sono arrivate alcune sbalorditive conferme. Che convergono intorno ad una sola ipotesi, dai contorni sempre più definiti: poteri malavitosi utilizzano da tempo navi da crociera per i loro traffici. E lo sbarco “al volo” di materiali o persone lungo certe determinate coste risulta tutt'altro che casuale.
    Partiamo da un avvocato spagnolo, originario delle isole Canarie, viaggiatore abituale in navi da crociera di diverse compagnie. Si chiama Jesus Bethencourt. Sentite cosa dichiara sulla sciagura del 13 gennaio. «Quello che è successo di fronte all'isola del Giglio potrebbe avere avuto me come protagonista involontario, nell'agosto del 2010, quando ho navigato con mia moglie e mia figlia lungo lo stesso itinerario nel Mediterraneo». Proprio a bordo del Costa Concordia. Capitanato anche in quell'occasione dal comandante Schettino.
    Pare che il Giglio, per chi conosce certe rotte, non sia un posto qualsiasi. «La testimonianza di Bethencourt e di sua moglie – spiega Bernardo Sagastume, corrispondente alle Canarie del periodico ABC – riguarda non solo l'accostamento al Giglio da parte di Schettino, che lui stesso visse in prima persona durante quel viaggio del 2010, ma anche il fatto che, in tale occasione, il personale di bordo fece in modo da liberare tutte le cabine passeggeri che affacciavano sulla costa isolana».

    Abbiamo capito bene? Anche due anni fa qualcuno, al comando del gigante marino, avrebbe prescelto l'orario di cene e ricevimenti, quando tutti gli ospiti si ritrovano nei saloni centrali, per effettuare l'accostamento forzato al Giglio, evitando cosi' che durante le manovre vi fossero occhi indiscreti sul lato della nave rivolto verso l'isola. L'avvocato e sua moglie avevano il numero di cabina 8300, una suite con balcone affacciato sul Giglio. Ma quella sera Nayra, la moglie dell'avvocato, rimane piu' a lungo sotto la doccia. E cosi', mentre tutti gli altri passeggeri sono gia' nei saloni delle feste, i coniugi restano ancora in cabina. Jesus, in particolare, decide di uscire sulla balconata e riprendere con la telecamera le immagini della costa isolana. Giusto una decina di minuti, mentre aspetta che la moglie completi i suoi preparativi per il ricevimento a bordo. «Insomma alle 21 e 30 (orario “topico”, a quanto pare, ndr), mentre tutti i passeggeri erano nei saloni centrali per la festa, io mi trovavo sul balconcino della cabina a filmare il Giglio. Una cabina che probabilmente il personale di bordo riteneva vuota, visto che avevamo acquistato il biglietto all'ultimo momento».
    Cosa vede e cosa filma Jesus Bethencourt in quei minuti? Lo racconta lui stesso: «Mi rendo conto subito che la nave Concordia viaggiava in strettissima prossimita' della costa, particolare che non poteva sfuggire a me, abituato come sono a vedere tutti i giorni navi da crociera intorno alle Canarie, ma sempre a distanze di sicurezza. Poi a un certo punto dal buio di una grotta, in un tratto della costa gigliese che pareva disabitato, spuntano le luci di una torcia elettrica». Era come se qualcuno stesse facendo segnali convenzionali. «Io filmo tutto e dico scherzando a mia moglie: “guarda, Cosa Nostra, la Mafia, stanno facendo il contrabbando”».
    E certamente avrebbero continuato, se quella notte del 2 agosto 2010 non si fosse trovata in zona una pattuglia della Guardia costiera. «Con un segnale da tre squilli fermano l'accostamento del Concordia all'isola. La polizia – continua Bethencourt – costringe la nave a ruotare di 180 gradi e tornare a Palermo». «Dopo poco – aggiunge Nayra – dagli altoparlanti arriva un annuncio: si va a Palermo perche' e' la citta' di Schettino, dove hanno preparato una festa per lui. Mi domandai perche' dovessimo tornare in quella citta'…». Quando la famiglia arriva nei saloni, ecco un'altra sorpresa: membri del personale sequestrano la fotocamera di Jesus. Il giorno dopo l'apparecchio viene restituito: video e foto di quella sera erano stati cancellati. Ma l'avvocato aveva fatto in tempo a sfilare, prima del sequestro, la scheda removibile. Tanto che oggi pezzi di quelle immagini sono visibili sul sito del settimanale spagnolo ABC.
    Scarsi poi, a detta dei Bethencourt, anche i dispositivi di sicurezza generale, «solo istruzio

    ni e salvagente in camera ma, soprattutto, passeggeri delle cabine “per ricchi”, come noi, esentati dall'esercitazione obbligatoria per ordine di Schettino». «Non abbiamo alcuna intenzione di essere protagonisti in questa vicenda – dicono Nayra e Jesus – ma abbiamo negli occhi la tragedia, le immagini della bambina che non si e' riusciti a salvare. E vorremmo contribuire a far in modo che tutto questo non accada mai piu'».

    UN RAPPORTO ONORATO
    Se sui suoi rapporti con Irina rilascia solo quelle scarne affermazioni, Domnica durante la lunga testimonianza si sofferma piu' volte sul nome di Ciro Onorato, altro rilevante personaggio di tutta la vicenda. Ciro, intanto, e' lo stesso uomo col quale Domnica dice di aver messo in salvo molte persone. Con lui a notte fonda lascia la nave, ormai prossima all'affondamento, a bordo di una delle ultime scialuppe partite per il Giglio. L'ordine, racconta la giovane ai pm, le viene dato dal comandante: «scendete, andate a mettervi in salvo».
    Le cronache ci hanno raccontato che Ciro Onorato, manager della ristorazione a bordo del Concordia, quella fatale sera era a cena con il comandante Schettino e con il direttore Manrico Giampedroni. A loro si uni', per un dessert, Domnica. Poi, ha spiegato la donna, il comandante invito' tutti loro a salire in plancia. Siamo a pochi minuti prima del tragico accostamento al Giglio. Cosa si dissero a tavola, durante la lunga cena, Schettino e Onorato? Racconta Domnica al settimanale “Oggi”, nel numero di meta' marzo: «Non so di cosa parlassero i miei superiori. Nominavano il Giglio, ma lo facevano alla svelta, con accento napoletano. Non ci capivo nulla».
    Tanto Schettino quanto Onorato sono originari della costiera vesuviana: sorrentino il primo, nato nella vicina Torre del Greco, il secondo. Zone del napoletano in cui sono ancora in tanti a comunicare fra loro in stretto dialetto. Tanto stretto che ben difficilmente avrebbero potuto interpretarne il significato non solo la ragazza, ma nemmeno lo spezzino Giampedroni.
    Imbarcato da numerosi anni sulle navi Costa, Ciro Onorato viene menzionato su molti blog dei crocieristi per la sua simpatia e cordialita'. Memorabili, a quanto pare, le sue performances gastronomiche sulla Costa Mediterranea. Ricorda un passeggero, Vincent Finelli, nel suo diario di bordo: «Le nostre serate sono state deliziose. Siamo stati inoltre molto felici di rivedere il nostro amico maitre Ciro Onorato, che e' salito a Tenerife».
    Ne ha fatta tanta, Ciro, di gavetta, dai vicoli del centro storico torrese ai fasti delle navi da crociera dove, si sa, un bravo maitre diventa sempre una star delle serate. Ma ancor piu' strabiliante e' stata la carriera di suo fratello, Gianni Onorato. Gia', perche' il manager dall'aplomb britannico di Costa Crociere spa, l'uomo di punta del board catapultato la mattina del 14 gennaio al Giglio, per rilasciare impossibili spiegazioni del disastro ai cronisti, non e' solo omonimo dello chef che era a tavola con Schettino e Domnica. E' suo fratello.
    La rivelazione, che era stata fatta alla Voce da un anziano marittimo di Torre del Greco, trova peraltro conferma in alcuni blog, primo fra tutti proprio quello dei crocieristi Costa, amministrato da un'addetta alle pubbliche relazioni della Compagnia, Flora. La quale, in un post di maggio 2009, ricorda: «Ciro e Gianni Onorato sono fratelli. La loro e' una famiglia che ha sempre lavorato a bordo. Quando l'ho conosciuto tanto tempo fa, a meta' anni '90, il dott. Onorato (Gianni, ndr) si occupava, a terra, del settore enogastronomico delle navi Costa. Sono passati gli anni e ora Gianni e' direttore generale». Laureato in lingue all'Universita' Orientale di Napoli, Gianni Onorato e' direttore generale di Costa dal 2004. «Ha iniziato la sua attivita' nel 1986 – si legge nel profilo del top manager sul sito della statunitense Carnival, cui fa capo il Gruppo Costa – nel settore alberghiero della societa'. Nel 1998 e' stato nominato vicepresidente. Durante il suo mandato da direttore generale ha introdotto innovazioni nel prodotto Costa».
    Di Torre del Greco, infine, e' anche Ciro Ambrosio, secondo ufficiale e vice di Schettino sul Concordia.
    Ambrosio, che come Ciro Onorato ed altri membri dell'equipaggio era in plancia al momento dell'impatto, e' indagato dalla Procura di Grosseto. Per lui l'accusa e' di cooperazione col comandante in omicidio plurimo colposo e naufragio.

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    Postato da Redazione
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