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    26
    ott.
    2012

    Da "l’amore per l’Italia" al terrore delle Procure: il Termidoro della politica ladrona raccoglie ritiri e teste

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    Silvio Berlusconi
     
    Silvio Berlusconi

    Non starò a spendere troppe parole sul Berlusca che neppure troppo a sorpresa e casomai a rate non si candiderà a premier, dopo diciannove anni di ducismo televisivo, “per amore dell’Italia”. Né indulgerò sulle parentele egiziane di Ruby, sua materia penale, o sulla classe di El Sharawi, materia calcistica sempre del Nostro. E neppure rimetterò mano all’elenco dell’ex staff di Bersani cui si interessano le Procure ormai quotidianamente dopo il “primo sale” di Penati. E figuriamoci se intendo soffermarmi sulle eventuali disgrazie giudiziarie del compagno Vendola in Puglia… Anche solo questo sommario sul Termidoro della politica nelle aule di giustizia credo però che renda bene (male) l’idea.

    Il punto è che lo svilupparsi delle “primarie”, mature per il Pd e acerbe per il Pdl, tra novembre e dicembre ratificherà comunque il cambiamento anche parziale di persone e rapporti di forza. All’interno degli schieramenti, naturalmente e immediatamente, ma poi nell’intero arco partitico. Nel caso della “rottamazione”, è evidente che dal canto suo Renzi ha già vinto la prima partita. E’ lui che ha costretto la vecchia guardia ad autoeliminarsi almeno in superficie, giacché in profondità finché non li vedrò in campagna con ci crederò (la Melandri docet…). E’ lui che comunque ha messo il pepe al posteriore delle cosiddette regole elettorali, rendendo manifeste le paure dell’establishment di quello che una volta almeno settorialmente era il Partito Comunista Italiano, ossia la versione più importante del comunismo nell’Europa Occidentale.

    Adesso è tutto uno sbriciolamento, ed è evidente che la lizza è tra un giovane berlusconiano nelle fibre, come Renzi, e una nomenklatura postuma vuota di identità. Chiunque vinca, c’è da essere assai preoccupati perché, scrostato un pochino nell’epidermide, anche il neoberlusconismo convenzionalmente di sinistra del sindaco di Firenze è chiaramente vuoto. Come è stata vuota di contenuti tutta la stagione berlusconiana: ci ritroviamo alla fine di un Trum

    an Show non a caso, e il produttore massimo era patentemente Silvio, ma questo Paese non sarebbe mai potuto restare un ventennio asfissiato nel cellophane del consumismo dilatato, esagerato, elevato a sistema senza la correità dei berlusconiani dell’altra sponda. Berlusconiani non dichiarati, come è invece Renzi e così almeno sappiamo a cosa si va incontro, ma impliciti nei comportamenti. E ipocriti.

    Adesso prima Grillo da fuori del fortino, ridendo sui ponti levatoi e attraversando stagni (cfr. stretti. Di Messina), e poi Matteo dal di dentro hanno rivoluzionato l’habitat della politica e innescato appunto un Termidoro che era nelle cose. Cadranno teste?  Davvero?E quali, oltre ai ritiri forzati dalla prima fila del PD? Che accadrà dall’altra parte con caporali e caporalesse del Caimano, rientrato nel bioparco? Quanto stropicceranno tutti quanti la legge elettorale per tenere fuori dal Parlamento gli “estranei” alla casta, così come è stata stropicciata la questione delle “garanzie” per chi vota alle “primarie” di Bersani, Renzi e company? Staremo a vedere. Ma malgrado l’inerzia della politica italiana e il gattopardismo che la contraddistingue da sempre, stavolta tenere a bada i cambiamenti sarà -credo- più che improbabile. Il punto è che tipo di cambiamenti saranno, dove ci porteranno, se farà ancora freddo all’ombra di Monti ecc. Ma per dirigere tutto questo ci vorrebbe un Paese reattivo. E invece almeno in parte il coma regna ancora.

    P.S. Dai commenti, che io non tocco mai e che leggo come voi in pagina, ogni tanto spunta qualche bello spirito che tra gli insulti mi attribuisce passati inesistenti, privilegi di carriera, etichette politiche, denari accumulati ecc., in spregio della mia ahimé dispiegata biografia piena zeppa di censure ma non di autocensure. Appunto. Ma come, dove, quando? Vi siete rimbambiti? Se avete accuse serie, vi aspetto come ogni giorno dietro il Convento delle Carmelitane scalze domattina, alle 6. Portate i padrini (anche in senso mafioso…). Io sarò solo.

    (Oliviero Beha)

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    Postato da Redazione
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