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    22
    ott.
    2012

    L’ansia della rottamazione è rischiosa, ma può scuotere l’albero. Resterà in piedi almeno il tronco (della politica)?

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    Ebbene sì, queste “smanie della rottamazione” molto goldoniane mi sembrano fondamentalmente positive. Rischiose, per carità, rischiosissime, ma se stiamo affondando nella palude forse qualsiasi movimento è meglio che niente. Del resto scuotendo l'albero (della politica) in teoria dovrebbero cadere al suolo i frutti maturi – leggi troppo spesso marci -, e rimanere i rami. Se si staccano anche i rami almeno l'albero dovrebbe resistere, se le radici sono profonde ed esso non è troppo malato…

    Fine della metafora, banalissima, e spiegazione. Tutte queste rottamazioni, rottamatori, rottamati sono conseguenze di un arrugginimento generale, in un paese vecchio in tutti i sensi e molto, troppo mafioso. Niente di nuovo, per carità, ma ormai siamo appunto alla frutta. Che cade a terra, marcia. Ma almeno si vede con chiarezza ciò che si sapeva, e magari non si sapeva di sapere. Per esempio, il numero straordinario dell'ex presidente della Regione Lazio, l'autorottamatasi Renata Polverini, che giorni fa con tanto di scorta e contromano ha traversato il centro di Roma all'impazzata a cavallo del privilegio per fare shopping, è un numero fenomenale: visto quello che è appena successo a una Regione decapitata con Batman-Fiorito in evidenza, la brava danzatrice del ventre della politica sindacale lanciata dalla tv ci sta dicendo che con lei a casa non perdiamo davvero nulla, che probabilmente e semplicemente “non ci arriva”, non distingue quando si può e quando non si può (anche se non si dovrebbe mai). Dunque, come rimpiangerla?

    E per rimanere convenzionalmente nel centro-destra, come non salutare con entusiasmo l'ansia di rottamazione del PDL da parte della Santanché? Anche perché, data alla socia o ex soci

    a di Briatore quello che è della socia o della ex socia di Briatore cioè la capacità di cantarle chiare, viene il punto successivo: cara Daniela, tu che sai fare o che hai saputo fare in politica, oltre ad allinearti con qualche ritardo al PRI, il partito trasversale dei rottamatori italiani? Che cosa, eh? Ce lo dici ?

    E dall'altra parte il principale carrozziere, Matteo Renzi, ha il grande merito di aver costretto il PD ad aprire le porte e anche le finestre, per non morire mediaticamente asfissiato. Così si è autorottamato Veltroni, è sulla corda fino in fondo D'Alema, la Bindi non ci dorme ecc. E pure Bersani traballa in attesa delle primarie. Ma a questo punto forse uno si deve chiedere quali altri meriti ha Renzi oltre a quello di essere più giovane anagraficamente anche non tanto virgulto politicamente dopo molti anni di navigazione nella partitocrazia politicante; come ha fatto il presidente della Provincia; come sta facendo il sindaco di Firenze, ruolo leggermente impegnativo che in questo momento lo impegna però assai meno delle primarie “obamesche” del PD.

    E applicando questo criterio il processo di rottamazione se non vissuto solo superficialmente dovrebbe costringere ad interrogarsi in profondità un Paese che sonnecchia da troppo tempo in condizioni di democrazia penosa e di senso di responsabilità totalmente assente. Non fosse che per questo l'idea di rottamazione mi piace. Ma che ognuno si faccia un esame di coscienza per sé, prego, e poi ragioniamo. E' sempre una questione di radici. C'è chi le ha, chi le ha pensili, chi non le ha proprio e vive a malapena la sua stagione di pianta da vaso. In attesa che il vaso finisca di sotto con tutto il suo contenuto.

    (Oliviero Beha)

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    Postato da Redazione
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