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    13
    ott.
    2012

    Meglio il "corpo" di Grillo o la deriva penale e politica di Formigoni, Fiorito e company?

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    “Lui” fa la traversata a nuoto alla Mao con la barba “mostruosa” tra Scilla e Cariddi, una rigovernatura spettacolare di “Horcynus Orca”, e “gli altri” , la casta politico-mediatico-finanziaria-potentona, lo prendono in giro: ma chi è, che vuole, chi crede di essere ecc.

    “Lui” dice, toccando terra e dando il via a una campagna elettorale siciliana molto “fisica” e gocciolante dopo la traversata dello stretto di Messina, che “la Mafia è infiltrata dalla Finanza” e tutti o quasi “gli altri” lo accusano per questo. Non sarebbero affermazioni da fare…E' vero, “lui” ha giocato anche banalmente sul rovesciamento degli addendi che di solito ormai vengono esposti così: “La finanza (e l'imprenditoria) è infiltrata dalle mafie”, leggi la 'ndrangheta che si è impossessata di Milano, oppure:” La politica è infiltrata dalle mafie”, leggi ieri l'altro il commissariamento del Comune di Reggio Calabria per analogo motivo.

    E usando il metro dell'ironia e dell'iperbole ci ha detto le stesse cose che la realtà giudiziaria fatica a svelare dopo tanto tempo, leggi il caso “trattative pezzi-di-Stato con mafia” di vent'anni fa per un mese al proscenio mediatico, con relativi strascichi Ingroia-Napolitano che forse (forse) conoscete. Dunque non la finanza infiltrata dalla mafia, ma il suo contrario: non ci leggo un elogio della mafia, ma un'esasperazione del concetto in un Paese in cui la finanza ne ha fatte di tutti i colori.

    Sarebbe come accusare me di invitare al terrorismo musulmano se scrivessi che gli arabi (e noi tutti) si devono difendere dal fondamentalismo finanziario che è la

    vera chiave di lettura di quest'epoca balorda. Ma evidentemente a giudicare dalle reazioni continuano a non capire. Siamo chiaramente in un momento in cui tra un terzo e la metà degli italiani non sa se andare a votare, e legge tutti i giorni le prodezze invereconde della casta, abbinando i reati alla vacuità politica che zampilla un po' dovunque: a destra partiti sfarinati nel dopo/durante Berlusconi, a sinistra malintesi ovunque e grandi resistenze a scollarsi le poltrone dal sedere (è sempre “Il culo e lo Stivale”…), vedi la polemica Renzi-D'Alema e le Bindi, e i Veltroni, al centro l'abitacolo montezemoliano della Ferrari ma senza Alonso dentro…Il tutto all'ombra dei Monti pallidi.

    Ebbene, in questo panorama non capiscono che il “corpo di Grillo” funziona meglio, molto meglio anche solo in termini di marketing di tutte le loro vecchie diatribe, che appaiono lontanissime nel tempo e a questo punto anche nello spazio, perché le sedi istituzionali sono troppo spesso fantasmatiche mentre in quello Stretto di mare “Grillo c'è”. Lo so, seguono commenti scontati sul ducismo in pectore nella stagione del leaderismo un po' straccione cui assistiamo. Che paura del “populismo natatorio”, che paura…

    Consiglio la visione di un lungometraggio di Marco Bechis, “Il sorriso del capo”, che andrebbe mostrato nelle scuole e invece è nascosto non so dove…Sono i discorsi di Mussolini contestualizzati benissimo. Dunque da Mussolini a Grillo ancora a Mussolini? Non sono sicuro che sia proprio così, ma sono certo che le attuali caste non ci danno alcuna garanzia. E allora come volete che vada a finire?

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    Postato da Redazione
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