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    27
    nov.
    2012

    B. e le primarie del pallone

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    Sia nell’arena politica che in quella calcistica, il c. t. (caimano tecnico) vede come va, incide da fuori e si regola per il futuro. Altrettanto fa il suo Milan che batte la Juve con un rigore dubbio, che fa godere il CavaliereEmp, Electromagnetic Pulse Survival Guide

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    Giornata spezzettata e al rallentatore per la testa della classifica. Il Napoli si avvicina a sfiorare la Juve in una serata ardua a Cagliari nella quale anche senza Cavani incamera tre punti benedetti grazie al solito “Marechiaro” Hamsik. E il campionato apertissimo si deve a un’equazione imprevista di domenica sera. L’equazione è stata pressappoco questa: Berlusconi sta alle primarie del centrosinistra come il Milan sta alle primarie dell’ultima giornata di campionato. Cioè vede come va, incide da fuori e si regola per l’immediato futuro. E lui, il C.T. che sta per Cavaliere (o Caimano sempre più somigliante alla facies dell’attore di Nanni Moretti…) Tecnico una volta del Paese e oggi solo del Milan, mischia alla grande le due situazioni. Per Bersani e Renzi sta alla finestra e mette pressione, alludendo a una ridiscesa se vince il “vecchio” (che pur nato nello stesso giorno di Silvio ha una quindicina d’anni di meno) e una empatia politica con il “nuovo”, entrato a piè pari nella lizza un po’come aveva fatto lui quasi un ventennio fa. Per il pallone e il Milan meritatamente a raccolta delle spoglie della odiata (ma quanto? tanto?) Juve, il presidentissimo sempre in cerca di soci finanziatori in giro per il mondo dice “c’è più gusto a vincere con un rigore dubbio”.

    E il bello, a dimostrazione sempre più lampante della calcistizzazione dello Stivale, è che i proclami ormai li fa indifferentemente nei due campi da Milanello, o dal Meazza. Lasciando qui e ora ad altri l’esegesi del riberlusconismo, restiamo al Milan. Ben messo in campo, ha dato tutto quello che poteva dare, dal tecnico sempre in discussione con il naso aquilino che si profila a schiera in panchina con quello simile del suo vice Tassotti a tutti i giocatori in campo, fino al grande tifo rossonero (che non si è neppure fatto mancare la vergogna di ignobili cori anti-Pessotto, per ricordarci che Paese siamo o siamo diventati…) sugli spalti. Ed era quello che si chiedeva a una squadra certo molto indebolita dalle cessioni estive dell’ex nababbo olgettinico, ma non così “accia” come spesso è apparsa finora. Qualificata agli ottavi della Champions sempre con la spada di Damocle/Guardiola sulla testa di Allegri, prima o poi doveva trovare la “quadra”.

    Lo ha fatto nell’occasione più prestigiosa anche se una Juve imbattuta sarebbe caduta più a fagiolo. Invece i campioni erano molto stanchi, forse più di testa, e con il retropensiero probabile che comunque sarebbero riusciti a recuperare il match. È saltato quel “comunque” perché il Milan ha loro impedito ogni reale occasione da gol, ha corso di più e meglio, ha esibito un Montolivo alla Pirlo in grande spolvero, mentre dall’altra parte c’era un Pirlo alla Montolivo minore. Quindi, certo, un gol su rigore fasullo come capita spesso di solito a chi ha una classifica migliore del Milan attuale… una specie di rigore alla memoria, una nostalgia di rigore… ma una vittoria strameritata. È esattamente il commento che di solito fa la Juve dopo qualche fischiatina favorevole. Stavolta tocca al Milan. Ciò mi fa dire che i favori e gli sfavori arbitrali si compensano? Ma per carità, non vi fate prendere per i fondelli da questa panzana positivista. Alla fine qualcuno è nel libro dei vantaggi (quasi sempre gli stessi) e qualcun altro in quello dei danni. Né la moltiplicazione dei giudici di gara ha sortito effetti positivi. Anche nel rigore pro-Milan nessuno ha obiettato che non era tale, magari per la pressione delle decisioni inclini alla Juventus di questo abbozzo di stagione. Così il Milan si è ringalluzzito, e la Juve ha appunto rallentato, facendo avvicinare le altre in classifica. In ogni caso è più sotto la Fiorentina, il cui pari a Torino contro una squadra migliore di quel che sembri va accolto con grande soddisfazione. Anche qui invece che discutere di una prestazione di entrambe più che buona relativamente all’organico del Toro e a quello falcidiato dalle assenze e dagli incidenti in corso d’opera della Fiorentina, si opina di un rigore giudicato fasullo da parte granata.
    Basterebbe rimarcare ciò che tutti pensano, e cioè che è un rigore che spesso, troppo spesso non viene dato, per far convenire che era effettivamente un rigore “ipotetico”.

    Ma se venissero fischiati sempre, specie nelle mischie, diciamo all’europea, sarebbe un gran bene per tutti. Invece di solito niente rigori, o rigori mirati, e polemiche a non finire nell’abi – tuale indotto di chiacchiere tifose. La Rotondolalia che mischia giornalisti e ultras con una facilità straordinaria. E a proposito di stampa, segnalo che Zeman avrà forse vinto a Pescara in modo e punteggio non tonitruanti (apotropaico era la scorsa settimana…) ma di sicuro ha segnato un gol lui nel dopo-gara quando ha rinfacciato a una collega una domanda che cominciava più o meno così: “Lei dice che la Roma spesso a volte…”, obiettando “Scusi: spesso o a volte?”. Mi aspetto per il futuro proficue lezioni di congiuntivo a una categoria che troppo “spesso a volte” bercia perché “tanto è un gioco”.

    Tornando a noi chi interpreta come gioco il pallone è piuttosto soprattutto la Fiorentina. Ha giocato per vincere, ha rimontato due volte, altri dieci minuti e avrebbe certamente vinto. O perso (negli ultimi anni una partita così era persa). Senza Jovetic e Pizarro, fuori Aquilani e Toni, con il marocchino volante di complemento effettivo, ha dato l’idea di essere una squadra vera. Capisco dunque che per il tifoso fiorentino – vinca Renzi o Bersani – il ballottaggio sia un piacere domenicale nel vederli giocare, come non accadeva dai tempi di Terim. Non me ne voglia Prandelli, uomo dabbene, ma a Montella comunque vada dobbiamo gratitudine da spettatori, tifo a parte. Perché è la dimostrazione che se si vuole e si sa, si può. Hai detto niente…

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    salvatore romano .
    28/11/2012 alle 10:59
    Il rigore assegnato domenica scorsa al Milan è una cosa vergognosa come e non peggio del fuorigioco di Catania(rettifica di una decisione giusta).Stesse modalità con l'aggravante che gli attori del teatrino parlano di rigore dubbio...Il confine tra dubbio e realtà è sottile in questo circo mediatico,ma chi mi viene a dire che la palla ha sfiorato l'ascella vuol dire che è in malafede e difende un sistema fatto di compensazioni e illeciti che domenica ha raggiunto il suo apice.Naturalmente nessuno dirà che la Juve ha avuto stile dopo domenica,ma perlomeno non hanno avuto la faccia che hanno altri cialtroni come il Presidente del Milan che ha dichiarato che ci vorrebbero almeno una decina di rigori per compensare il gola di Muntari. Ho perso il conto da quanti rigori inesistenti ha avuto il grande Milan berlusconiano che ha la "fortuna" di avere sempre dei gironi Champions ridicoli.E alla fine va bene tutto,ma ho la netta sensazione che la Juventus abbia completato il delitto perfetto.E' riuscita a perdere con le 2 milanesi dopo 50 giornate in modo alquanto strano,basta vedere i risultati di queste 2 squadre con l'Inter di Stramaccioni,graziata dalla mancata espulsione di Cambiasso e dal rigore regalato a Milito contro la Juve per compensazione;l'allenatore nerazzurro esegue alla lettera gli ordini del petroliere che vuol cacciare Snejder perché non vuole adeguare il suo contratto.Per Moggi è stato istruito un processo che ha portato alla condanna per violenza privata(ahhhh)reo di aver punito un paio di giocatori svogliati;per Moratti invece si giustifica il fairplay finanziario(io le chiamo rispetto per le regole di bilancio)e va bene tutto compreso il mobbing sul dipendente,strapagato è vero,ma sempre un dipendente.Detto ciò il Napoli vince con un rigore mancato per il Cagliari e nessuno parla del suo deferimento per il calcio scommesse,scommesse scomparse dai titoloni dei giornali...Il teatrino continua come continua il silenzio dei Della Valle dopo tanto parlare che non hanno trovato di meglio che prendersela con Ventura reo di aver sottolineato di aver subito 2 rigori completamente inesistenti passati in cavalleria dalle moviole dei vari giornalisti parolai.Domenica c'è Juventus-Torino;riuscirà il "potere" della Juventus a combattere la regola della compensazione,a ordinare agli arbitri di favorirla?Scommetto che non ce la farà...La Fiorentina è lì e gli errori in Fiorentina-Lazio pesano come macigni sul campionato delle 2 squadre!

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