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    28
    nov.
    2012

    Bersani e Renzi, se non “qualcosa di sinistra” dite almeno qualcosa sull’Ilva

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    renzibersani

    Sì, va bene, anzi benissimo. Tre milioni o di più a votare per le primarie, con relativo finanziamento incorporato da 2 euro in su che si aggiunge agli evidentemente miseri “rimborsi elettorali” che si levano dalle tasche sempre noi, i cittadini.

    Sì, va bene comunque, la democrazia non si misura a denaro specie in una fase in cui viene comprata, venduta, spacciata… Sì, va bene, il “popolo della sinistra” (anche quello del centro-sinistra?) si ritrova nelle strade e nelle piazze, nelle sezioni e nei gazebo, per dire “ci sono” in barba a quella che truffaldinamente viene definita “anti-politica” (trovate qui miriadi di articoli contro tale definizione che andrebbe mutata casomai in “anti-comitati d’affari”). Va bene tutto insomma, ma l’Ilva? Scoppia la realtà e con essa deve fare i conti la politica se non è soltanto la riedizione cosmetizzata della solita politica politicante ed esercente.

    Diceva nel secolo scorso il sempiterno e oggi appena un po’ offuscato Nanni Moretti, nel suo film “Aprile”, a D’Alema: “Dì qualcosa di sinistra….”. Mettiamo allora che adesso non ci sia niente da dire di sinistra o che nessuno lo voglia dire. Ma almeno sull’Ilva di Taranto, ormai praticamente chiusa con sette arresti sul groppone per chi ha continuato a tentare di nascondere l’inquinamento, qualcosa ci sarà da dire oppure no? Che cosa c’entra Vendola, governatore delle Puglie? Lo vogliamo sapere chiaramente, meglio se in un programma tv a reti unificate… dopo tanto battage per le primarie.

    E che ne pensano Bersani e Renzi? Che farebbero di quella maldetta fabbrica che adesso oltre alla salute toglie occupazione? Che farebbero ora? Che farebbero se fossero al governo del Paese? Ambiente e salite, occupazione e politica industriale: magari vale la pena di parlarne, oppure no? Si ciancia tanto di differenze tra i due, e soprattutto per Renzi, il “nuovo”, di politiche leaderiste affidate alla persona. Benissimo (cioè almeno per me malissimo, ma non conto): vediamole alla luce dell’Ilva che brucia, queste differenze, così almeno potremo anche capire che idea hanno per il Paese, quali priorità, quali scale di valori, dunque quale visione del mondo eccetera eccetera.

    Non c’è naturalmente in ballo solo l’Ilva, gli operai, le famiglie, una zona inquinata e tumorale tanto da terrorizzare: già basterebbe, per carità. C’è tutto un presente e un futuro, immediato e anteriore, che la questione Ilva mette in discussione. Hai voglia a parlare di questo in una tv che troppo spesso ignora e confonde!

    Per di più con una nota a margine, un asterisco politico, sociale, economico, ambientale e quindi “culturale” nel suo significato più ampio, di cognizione della vita individuale e collettiva: vorremmo sapere che cosa questa classe dirigente ha fatto mentre la questione Ilva marciva sempre più rapidamente. Bersani in questo ha più anni, più biografia, più esperienza, dunque più responsabilità. Renzi meno, ma se è il “nuovo” ci dica come si rapporta all’Ilva, e come vi si rapportava da presidente della Provincia di Firenze, poi da sindaco, quindi da “rottamatore”.

    Prima eventualmente di votarvi, o anche solo per sapere “di che morte di deve morire”, detto toscano tremendo se avvicinato all’Ilva, fateci sapere come la pensate. Dite qualcosa sull’Ilva, insomma, ne abbiamo tanto, troppo bisogno. Il resto, temo, sono quasi solo chiacchiere e distintivo.

    Postato da Redazione
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    homofaber .
    29/11/2012 alle 02:23
    Non ho mai ritenuto dignitoso che un'elezione politica debba ridursi a un'esibizione di telegenìa, prova del microfono o affabulazione (inevitabilmente artata); ovvero al culto del miglior venditore di tappeti. E continuo ostinatamente a pensarlo (purtroppo nella stessa direzione dei salmoni). Nel gigantesco Xfactor che abbiamo istituzionalizzato, con magistri peggiori dei discepoli e meriti a eruzione di saliva, credo non possa esistere vincitore ma un solo perdente: l'homo novus. Abbiamo commercializzato persino il pudore; devitalizzato slanci, parole e orizzonti; rottamato la naturalezza e santificato il fard (e non per imbellettare l'ovale ma la mente); retribuiamo l'insegnante come fosse una nurse e sappiamo più dell'ultimo ipad che ricordare l'unica volta in cui abbiamo scambiato sillaba col vicino (senza scomodare i parenti). In tale frenetica desertificazione, la Destra può servire solo a inforchettare e la Sinistra a sorreggere il cucchiaio. E per loro, inevitabilmente, l'Ilva è una iattura, il disoccupato come lo zoppo da elemosinare fuori dalla chiesa e Grillo il 'diverso' che mai s'è redento (neppure ai tempi del Garofano maleodorante) e mai s'uniformerà. Non rammento discorso, monito, linea programmatica, speranza o fosse solo sottoparagrafo, che si sia poi realizzato (convengo, ardisco troppo) ma neppure sia stato accennato, abbozzato, tentato. E riescono ancora, contro ogni specchio, a vomitare programmi e a indignarsi del 5 Stelle o di chiunque altro. Commissionateci... Ma civilmente, eticamente
    freeskipper .
    28/11/2012 alle 17:04
    Collasso Italia! Qui crolla tutto! Nonostante tutte le tasse e i balzelli dei tecnici, nonostante il grande salasso di fine anno con il botto conclusivo dell’Imu, nonostante una politica fiscale di lacrime e sangue, l’Italia è comunque prossima al tracollo! L’Ilva che chiude, andando a sommare i suoi 5.000 cassintegrati alle centinaia di migliaia di precari e disoccupati, la Fiat che non si è capito bene dove andrà a produrre e quanto a licenziare, il reddito delle famiglie in caduta libera, 4milioni di contratti in attesa di essere rinnovati, il caro vita che aumenta a dismisura innescando una corsa mortale a chi implode prima tra debito pubblico e sfascio sociale, sistema pensionistico prossimo al default, crescita zero, e poi, neanche a dirlo, tutto da rifare sul fronte scuola, giustizia, sicurezza, pubblica amministrazione, insomma un disastro generale, un caos totale, la fine di una nazione! E adesso, ma non avevamo dubbi in proposito, pure “la sostenibilità futura del Servizio Sanitario Nazionale potrebbe non essere garantita”. Ad affermarlo è il presidente del Consiglio Mario Monti che avverte: “La crisi ha colpito tutti ed il campo medico non è una eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. La posta in palio è altissima. Non sono tante le occasioni per me e per i ministri per guardare l'oggi con conforto e il domani con grande speranza”. Insomma prima ci dicevano di vedere la luce in fondo al tunnel e adesso che è buio totale. Delle due l'una: o ci vedono poco, e allora è il caso che si rivolgano ad un buon oculista finchè il Ssn ancora regge, oppure ci capiscono meno, e allora è meglio che si levino di mezzo!!! Intanto quel che resta dello Stato Italiano si prepara all’incasso di fine anno con l’ultima rata a saldo dell’Imu, la più folle della storia del fisco mondiale… ma allora perchè continuare a pagare... ma a cosa e soprattutto a chi serve restare su una barca destinata comunque ad affondare?

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