• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > L’importante è esonerare
    18
    dic.
    2012

    L’importante è esonerare

    Condividi su:   Stampa
    serse_cosmi

    Saltano le panchine di Cosmi e Ferrara. D’un tratto ci si dimentica che il primo ha recuperato i punti di penalizzazione del Siena e il secondo ancora due mesi fa era osannato come il nuovo Archimede Pitagorico

    Questo virus dell’esonero nel mondo italiota del pallone (non succede solo da noi, intendiamoci, ma qui è tutto all’eccesso) ha qualcosa di misteriosofico. Racchiude simbolicamente, nel gesto di un presidente che caccia un allenatore, la voglia di licenziare, la volontà di potenza, la sindrome da album di figurine, il piglio da padrone delle ferriere, la battaglia per l’abolizione dell’art. 18 giacché qui la giusta causa fa sghignazzare, l’idea di un lavoro che è in fondo un gioco e quindi da affrontare come tale anche di fronte al licenziamento, meglio se – come spesso – ignominioso, quasi che tutti scherzassero nel Pianeta Rotondo, sia quando ingaggiano che quando espellono come corpo divenuto estraneo un Mister purchessia. La società italiana, sempre più piena di contraddizioni nel mondo del lavoro e sempre più vuota di lavoro, diventa schematicissima nell’industria atipica per eccellenza del pallone semplificando in modo binario: o dentro o fuori, i giocatori non si possono cambiare se non con il mercato estivo e risicatamente nella prossima finestra di gennaio e dunque la soluzione apparente è allontanare un tecnico, e a volte due, e nei casi sublimi tre in una stagione.

    Intendiamoci, solo un dirigente sportivo vero (ce ne sono sempre meno, e nel calcio addirittura siamo all’analfabetismo in senso lato della categoria che dovrebbe essere la prima a rinnovarsi) può sapere quanto nell’ambiente conti conservare o esonerare un tecnico. Ma l’epidemia dimostra che davvero conta troppo spesso molto più l’uzzolo del Patron, spinto dalla piazza o da qualche consigliori d’occasione, che non analisi ragionate di una situazione di gruppo. Un esempio banale, prima di chiosare la cacciata di Cosmi dal Siena e di Ferrara dalla Samp. La squadra che è cambiata di più in meglio in confronto alla stagione passata in fatto di risultati, punti e gioco non è come si sarebbe indotti a pensare la Juventus di Conte che tiene a distanza chiunque dimostrandosi per ora l’unico competitor europeo credibile, barattando la fisima dell’imbattibilità con più vittorie e meno pareggi. No, la squadra la cui metamorfosi ha colpito di più secondo tutti gli indicatori, compreso la voce di mercato del dare/avere che non l’ha vista certo svenarsi come in altre più acefale circostanze, è la Fiorentina del cui merito si parla spesso: ma la prima cosa che ha costruito un Montella così è appunto il gruppo, come si è visto domenica per l’abbraccio di stadio e compagni a Pizarro che stava elaborando il suo grave lutto famigliare. Applausi, lacrime, il rigore spinto dentro più dal sentimento che dal piede, gli abbracci davvero corali di tutti i compagni. Certo, poi si parla di Montella perché ha architettato un centrocampo che tiene palla riducendo il gioco altrui il più possibile e si evocano paragoni con il Barcellona che sanno per ora di ribollita… Ma senza il mastice di un ambiente concorde non sarebbe possibile.

    È questo il vero segreto per ogni squadra o progetto d’insieme che funzioni. Il resto è cronaca specifica, il rientro a scartamento ridotto di Jovetic, un portiere come Neto che si affaccia alla finestra, distrazioni difensive che se non corrette faranno molto soffrire anche a breve gli pseudo-catalani del centrocampo. Tornando a Cosmi, ci si dimentica che ha recuperato i punti di penalizzazione e il Siena è ancora salvabilissimo. Con tutto il rispetto per Iachini, cui prodest il cambio? Per non parlare di Ciro Ferrara, osannato per un mazzo di partite come un Archimede (anche solo Pitagorico…) della panchina della Sampdoria, e ora come già alla Juve già defenestrato. Non è lo stesso Ferrara di due mesi fa? Non è lo stesso organico, infortuni a parte ? Resta il discorso del Mister come “fusibile” del circuito elettrico di un calcio da leggere sempre di più con altre lenti. Per esempio quelle della politica.

    Prendiamo il Berlusconi ospite in tv della D’Urso, alla quale va tutta la mia personale solidarietà: se ha fatto un’intervista adorante ha solo fatto smaccatamente e quindi trasparentemente quello che fanno in giro quasi tutti, ma almeno se lo è lasciato dire. Le “d’ursate” sono all’ordine del giorno, ma di solito vengono infiocchettate con l’aura del gran giornalista, con il Berlusca come con tutti gli altri, sodali o avversari che siano. La D’Urso è stata invece perfetta, senza ambagi né infingimenti. E il Cavaliere Inarrestabile da lei era sciolto come è sempre più di frequente a Milanello.

    E difatti la sua ridiscesa in campetto nella devastazione del terreno politico porterà invece buone nuove soprattutto ai tifosi milanisti, dunque anche aficionados di Grillo, perché rinforzerà il Milan riaprendo la borsa di Galliani e non quella del rag. Spinelli (cfr. la voce “olgettine”). Così il Milan continuerà magari a intermittenza il suo inseguimento al terzo posto, cioè la Champions con preliminari, che è il suo obiettivo minimo e che ormai intravede in classifica. Mentre la notte passata come quella tra domenica e lunedì sarà stata un’altra pessima notte per gli hinchas napoletani. La squadra che perde, la mazzata in arrivo tra penalizzazione e squalifiche a Cannavaro e Grava per i postumi delle scommesse di ieri, in attesa dei barbagli di quelle di oggi. Sbertucciata l’accusa del dott. Palazzi, stamani la mini-stangata. Si dice: tutto ‘sto casino per un’omessa denuncia? È vero, avete ragione. Ma non è soltanto un’omessa denuncia, è più in generale un omesso calcio che non se ne dà per inteso.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    AISAI .
    19/12/2012 alle 09:36
    Entro nel merito dei due esoneri (condividendo il discorso generale sulla totale mancanza di professionalità del nostro calcio a tutti i livelli): Trovo irrazionale e masochistica la scelta di esonerare Cosmi, il siena è uno degli organici meno competitivi e con i punti fatti, senza penalizzazioni, ora sarebbe dov'è il Bologna. Pare che l'esonero sia dovuto al mancato utilizzo di D'Agostino e Mannini. Però anche l'anno scorso con Sannino i due giocavano poco. Ferrara, invece, è improponibile per la serie A. Chiamato inopinatamente al posto proprio dell'ottimo Iachini (che aveva fatto un miracolo lo scorso anno, costruito un gruppo solido e coeso e recuperato il rapporto con la tifoseria) il buon vecchio Ciro fa giocare malissimo - con un catenaccio schiacciato in area - una squadra che ha un organico di tutto rispetto, con molti elementi di qualità (Estigarribia, Poli, Icardi, Palombo, Eder, Lopez, Tissone etc). Moltissime gli errori banali, a cui Ferrara ci ha abituato: ricordo un gol preso in contropiede dalla sua juve su un calcio d'angolo battuto male, in cui come ultimo uomo, sul cerchio di centrocampo, c'era il non proprio velocissimo Sissoko. Quanto agli elogi alla terza giornata, con la squadra prima, andrebbe chiesto conto e ragione a un giornalismo sportivo che si diverte di più a fare sensazione o a giocare maliziosamente con le banalità piuttosto che parlare delle partite: la samp aveva giocato male anche le prime tre.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook