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    14
    dic.
    2012

    Nell’urna delle elezioni che spazio avranno i progetti per il futuro? Quanto conterà la scuola?

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    scuola-futuro

    “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente” diceva Mao TseTung (e adesso per una citazione inscrivetemi nel partito maoista: avete fatto caso che uno cita Berlusconi e diventa comunista, cita Prodi e diventa berlusconiano, cita Bersani e non capiscono che uno può avere le sue idee ma non deve risparmiare critiche e opinioni in base a presunti vantaggi/svantaggi com’è costume del servaggio italiota… bah!). L’Europa, leggasi piuttosto la Finanza internazionale banche in testa, vuole che Monti scenda in politica più di quanto non l’abbia già fatto in tutti i modi, salvifici prima e iniqui poi. Le elezioni sono praticamente domani, tra un avviso di ElectionDay e l’altro. Problemi per la raccolta firme per chi non è in Parlamento, egaudium magnum di chi invece c’è già e ci vuole rimanere, magari con un poco di cosmesi e belletto per i peones da avvicendare.

    I 4 cavalieri principali dell’Apocalisse italiana, Monti, Berlusconi, Bersani e Grillo, rappresentano un’offerta politica vecchia e nuova che si scontra al momento con due contraddizioni. La prima è che non si può sospendere per la campagna elettorale, l’unico sport che interessi davvero ai nostri Eroi (anche se il Movimento 5 Stelle è una sortita dal basso che poco ha a che vedere con lo stato delle cose e anzi vi si oppone), la realtà italiana devastata. Numeri: da Bankitalia arriva l’ennesimo dato sui compatrioti a forbice, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri o miseri addirittura, giacché il 10% della famiglie italiane detiene il 50% della ricchezza del Paese. Insieme a questi dati ogni giorno c’è uno scandalo, centrale o periferico, diretto o collegato, che riguarda la “casta” o la “casta delle caste”. Messi insieme questi due ordini di dati, il potere spaventoso e la deriva economica, fanno sì che la domanda di politica e di rappresentanza politica sia maggiore dell’offerta pur variegata di cui ho detto. Non ci si meravigli dunque, anzi, se dal basso giungono notizie di aggregazioni, movimenti, proteste, arcipelaghi politici in formazione come isole che si cercano nell’oceano della confusione maoista di cui sopra.

    Vengo da assemblee del Movimento neonato e assai infreddolito “Cambiare si può” e del Movimento Arancione, organizzato da alcuni sindaci a partire da De Magistris e altre figure politiche di riferimento del centro-sinistra. Ripeto dunque qui ciò che vado dicendo, al di là delle mozioni logistiche per cui elezioni così premature e frettolose mettono a rischio il quorum in Parlamento per chiunque non vi sia già stratificato, alla faccia della buona volontà.

    Vado sui temi, e per brevità ne scelgo uno. Questo è un Paese che non ha futuro perché la classe politica attuale non lo prevede. Crollato il muro di Berlino 23 anni fa, è stato progressivamente eretto un murodavanti alle nuovi generazioni, rubando loro il futuro e la preparazione per affrontarlo. Qualche dato sulla scuola, parlante o urlante di suo. Trent’anni fa ogni alunno della scuola pubblica aveva in Italia l’equivalente di 20 euro di oggi in dotazione didattica. Oggi in Europa la media è di circa 30, la Germania dello spread è a 45, Paesi civili per eccellenza come Svezia e Danimarca sono a 60. Esapete come esce la media che ho detto? Grazie anche a noi. L’Italia infatti oggi prevede dopo i tagli di governo in governo (quindi certamente la Gelmini, ma anche tutti gli altri…) tra i 3 e i 4 euro ad alunno.

    Grandioso investimento, no? Ebbene, come ho detto e scritto negli anni, il giorno in cui dovessi far politica attiva, formale, e non soloquella sostanziale del mio lavoro di giornalista e di scrittore, metterei al primo posto la scuola: per rispetto non solo dei nostri figli e nipoti, ma di noi stessi dopo i tanti errori generazionali. Chi parlerà di tutto ciò nella bagarre elettorale che ci aspetta? Nessuno, temo, nessuno…

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    Doriamo .
    17/12/2012 alle 17:17
    " tutti vogliono un monti bis" blablablablabla..." Tanto non cambia nulla" lil porcellum sta comodo a tutti Blablablablablablablablablablabl..." Non ha abbassato le tasse" blablablablabla e questi sono gli argomenti esaltanti della nostra informazione? Soliti inutili slogan...tanto quando c'è da fare" vera informazione" i grandi tg mica si tirano indietro..tutti ieri a dire " mi raccomandò domani scatta limu ultimo giorno..se non pagate siete fottuti" grande esempio di servizio pubblico!
    Doriamo .
    17/12/2012 alle 17:11
    Berlusconi almeno ha fatto cadere l'ennesimo velo di ipocrisia della sinistra" non ce contraddittorio blablabla...Berlusconi sono anni ormai che in tv si contraddice da solo
    Doriamo .
    17/12/2012 alle 17:08
    Sarà la riforma della camuso a cambiare ila scuola o saranno i resti della paranza a influenzare alunni genitori.e professori? Una volta per le aule ci si menava per ideali, magari per la legge del più forte nei bagni malfamati, i prof amavano educare profondamente, oggi si fanno le gare a chi si veste meglio o chi imita meglio il personaggi no, i prof dormono con la scusa della crisi e dei politici di merda..parlando di cose astratte come l'inglese e l'informatica che non servono a nulla se non sai chi sei , da dove vieni e dove vuoi andare
    antonio origlia .
    16/12/2012 alle 02:47
    La scuola e l'università pubbliche prodotte dalla riforma post-'68 avevano i loro difetti, non c'è dubbio.L'università, ad esempio, in nome del sacrosanto principio che tutti devono avere la possibilità di studiare, è diventata un parcheggio per disoccupati; ciò ha influito negativamente sulla qualità del sistema formativo italiano. Da qui a stravolgere il principio, però, ce ne corre! Tutti hanno sentito Berlusconi, rivolto ai suoi "colleghi" di Confindustria, dire "i comunisti(sic!) vogliono un Paese in cui il figlio dell'industriale ha le stesse possibilità del figlio dell'operaio; ma scherziamo!". Cioè: c'è chi nasce per comandare e chi nasce per obbedire. Alla faccia della Repubblica democratica. Io ho studiato nella scuola degli anni '80; fin da bambino prendevi familiarità con l'espressione "senso critico"; già alle elementari ti sollecitavano a pensare con la tua testa, a valutare ciò che leggevi perché questo era importante, per lo studio e per la vita. Così ti dicevano. In anni più recenti si è parlato molto del fenomeno del bullismo, della dilagante, becera e violenta maleducazione che i ragazzi manifestano a scuola come nelle strade; la causa non la si è individuata nel tipo di società in cui questi ragazzi crescono e imparano a comportarsi, magari con un ruolo decisivo ricoperto dalla televisione; non si è detto che martellando i giovani con modelli sciagurati(il proprietario del maggior network privato dovrebbe saperna qualcosa...) il risultato è inevitabilmente questo. No. Hanno detto che la colpa era della scuola; ovviamente quella figlia della riforma dopo il '68. Il cerchio si chiude con l'orgogliosamente missino La Russa, allora Ministro della Difesa, che, a commento della legge Gelmini(altro che riforma!), dice: "ci vuole il voto in condotta perché la scuola deve tornare a insegnare prima di tutto l'educazione!" Cioè a obbedire; a non pensare. Forse per questo la scuola privata(cioè religiosa) è diventato il modello di riferimento osannato e finanziato. I gamberi hanno fatto più strada di noi.
    Franco Lebrino .
    15/12/2012 alle 05:51
    Anch'io nel mio quotidiano vedo "lupi" seduti dove non dovrebbero, a pasteggiare sfrenato edonismo, insidiosi e sempre pronti a calcare la mitezza, ingordi di illusioni e del vivacchiare, si spalleggiano per minacciare chiunque si opponga ai loro comodi. Tutto questo può essere generato dalla paura che ignari si portano dentro.

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