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    12
    gen.
    2013

    Berlusconi da Santoro? No, piuttosto Santoro da Berlusconi. Tre ipotesi di scuola per analizzare l’epica lizza vista da un telespettatore su 3

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    Berlusconi a Servizio Pubblico
     
    Berlusconi a Servizio Pubblico

    Dunque quasi 9 milioni di tele-italiani  Auditel al dito hanno visto l’incontro tra Santoro e Berlusconi, “share” del 33% , uno su tre davanti al televisore per “Servizio Pubblico”, su La7. Proviamo a darne una triplice lettura. La prima è ovviamente politica, la seconda è professional-televisiva, la terza è di costume.

    Elettoralmente parlando. Elettoralmente parlando, il botto di ascolti in funzione del voto potrebbe o dovrebbe premiare Berlusconi. Si sapeva che questa ipotesi era ben chiara a tutti, con l’invernale Patriarca cui basta apparire per sedurre un elettorato senza memoria contrapposto al fuoco della critica soi disant più accreditata per metterlo in difficoltà. Ma complessivamente le cose sembrano essere andate molto meglio al Caimano di quanto non si potesse prevedere. Chi aveva una certa riluttanza a rivotarlo, può essersi convinto a rifarlo rassicurato dal ventennio come da un vecchio maglione e dimentico di dove ci ha portato la berlusconizzazione del Paese. Gli altri, puntando sull’impresentabilità del passato (giudiziario e politico) e sull’inattendibilità bugiardesca del presente dell’Ospite d’Onore, dovrebbero votargli contro. Chi esce a pezzi dalla serata è dunque l’ipotesi di voto per Monti, pizzicato da tutti come almeno corresponsabile di una serie di decisioni politiche. Ma se è così, cioè con un centro-tavola con Monti centrino in somma difficoltà mentre godono il maggiore (Bersani) e il minore (Lui) dei competitors in vista di una possibile maggioranza bersanesca anche al Senato, come impedirsi di pensare anche a un accordo sottobanco prima della trasmissione? A una sceneggiata preparata con cura più o meno accurata, come del resto Berlusconi ha contrattato nelle sue uscite precedenti (Lui da Giletti con incorporata minaccia di andarsene, per esempio)? E’ un’ipotesi che accrediterebbe diversi Cagliostri in base a vantaggi dei singoli e a svantaggio della trasparenza complessiva dei messaggi.

    Televisivamente parlando. In chiave televisiva, sia Santoro che Berlusconi sono due mostri di bravura, ed era noto. Anche Travaglio fa la sua parte cavando lo stiletto dell’archivio con proprietà. Ma a misurarli da recensore, Berlusconi pesa sempre di più di Santoro, ed è sembrato fin dall’inizio un ipotetico padron di casa drammaturgico, impressione poi materializzata pienamente dal suo sedersi al posto di Santoro/Travaglio al desk del programma. La lettera di risposta alla pubblica accusa non era una lettera, ma, come è stato facilmente sottolineato, una citazione totoesca, da Totò e Peppino al livello fenomenale di un Celentano Benigni d’antan. Quindi trattare la letteronza a Travaglio da parte dell’Ospite diventato Dominus solo come un elenco di sentenze è stato più che approssimativo: Berlusconi stava occupando un territorio non più nemico e giocava con un pulpito e con le gag (la lettera, la ripulitura della sedia dove era stato seduto Travaglio, l’ironia grossolana sull’incazzatura altrui ecc.).

    Il costume. Il costume nella trasmissione, nell’uso della Tv, nelle abitudini italiane e nei suoi pesanti risvolti politico-elettorali, ci dice qualcosa che è noto ma dimenticato. Che ogni programma è sempre di più una merce, e come tale viene trattato, numeri alla mano. Che quindi se Berlusconi ha politicamente mietuto successi, Santoro (e Travaglio di conserva) lo ha fatto sul suo terreno proprio, quello degli ascolti. E tutto ciò viene ormai introiettato dai telespettatori senza alcun filtro critico. E’ un film, una fiction, uno spettacolo di cabaret che però si presenterebbe come “altro”. Rimane da chiarire che cosa sarebbe questo “altro” e non ce lo chiariranno certamente le elezioni. E’ faccenda di lungo periodo, ormai sedimentata. Per questo basta un Berlusconi che mente bene e un Santoro che dialoga con lui sia pure apparentemente da sponda opposta per farci dimenticare che è in ballo il nostro presente e il nostro futuro in un’Italia sfasciata dove i più cinici campeggiano da par loro. Così, l’hanno infilata per l’ennesima volta nell’imbuto del passato.

    Postato da Redazione
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    Vincenzo Palmigiano .
    15/01/2013 alle 12:04
    Avremo questo buffone tra le palle finché morte non lo colga, e ce lo meritiamo. Invece di dire, come tutta la stampa "di sinistra" avrebbe dovuto fare, che abbiamo assistito ad un ridicolo spettacolo di uno che come sempre spara balle arrampicandosi sugli specchi, lei ci propina una sottile disamina in punta di penna come se invece di chiamarsi Oliviero Beha si chiamasse Aldo Grasso o Beppe Severgnini.
    Doriano .
    14/01/2013 alle 16:01
    Che bello fare come certi giornalisti che vanno in politica per pagarvi il mutuo e tornano all ovile dopo pochi anni...magari vengono eletti da quelli che detestavano i loro pezzi...vanno in tv a dare lezioni di etica pubblica e privata..fanno il quadruplo gioco facendo pubblicità ad aziende nemiche al loro partiti no D appartenenza...chist e u paese ru sole chist paese rimane..
    Doriano .
    14/01/2013 alle 15:47
    Le liste pienissime sono la dimostrazione che la gente vuole più potere...si salvi chi può come mai è stato in passato..chi arriva al potere ha fatto bingo e gli altri si fottino..il dibattito sconciò sulla politica di oggi si base sul l'ideale del cambiamento..la gente comune al potere..appunto..tutti vogliono il potere..come dice Berlusconi" tutti ricchi" o come dice il nuovo vendola..a morte i " super" ricchi...i super...
    Doriano .
    14/01/2013 alle 15:39
    Rieletto abete..si dice per una questione politica..cioè per la sua passione per i valori di destra o di sinistra, per la lotta contro i ricchi per i più deboli, per la lotta al l'evasione e blablabla al?certo...ecco cosa e la politica..oggi...altro che dibattiti sui valori o su " cose concrete"...la politica oggi e il dibattito sulla forma di potere che noi ci dobbiamo sorbire...
    Doriano .
    13/01/2013 alle 20:16
    Santoro non parla mai di politica..la sinistra di santoro si è ridotta allinvidia sociale e non ce Tracia di valori e nemmeno l'ombra di un dibattito su cosa sia la sinistra o la desta in questo paese...straparla di inchieste e soldi..ma è mai possibile che io da fascista orgoglioso devo dare ragione a uno come scalfari che cerca di fare un analisi sul fenomeno politico dei partiti senza scivolare nel dibattito puerile dei " fatti concreti"???
      Maurilio .
      25/01/2013 alle 23:14
      Magari c'è Peloponneso però...
    Franco Lebrino .
    13/01/2013 alle 15:59
    Preferisco sempre chi fa i soldi sui guai degli imbroglioni a coloro che fanno i soldi sugli sprovveduti. Nel mondo ci sono tante facce di bronzo, è chi ha memoria sa chi è il n°1 fra queste.
    lucianoantonio .
    12/01/2013 alle 16:59
    anche se non ho guardato la trasmissione ma ho visto su internet le sceneggiate è giusta l'analisi che ha fatto BEA, santoro è sembrato un commediante anche travaglio sembrava avesse una certa soggezione nei confronti di belusconi(a leggere tutte quelle cose scritte ero capace anch'io) sembravano quasi asserviti ,forse era meglio un vaffanculo da parte di uno spettatore nei confronti di berlusconi cosi' almeno se ne andava,ma lo spettacolo come in un circo doveva continuare per calcoli commerciali ....con buona pace di tutti i 9 ml. di italiani.

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