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    22
    gen.
    2013

    Dirigenti nei secoli fedeli. A se stessi

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    Maurizio Beretta e Gianni Petrucci
     
    Maurizio Beretta e Gianni Petrucci

    Magari fossero gattopardi nelle urne dello sport italiano non cambiano nemmeno i nomi: Abete eletto al posto di Abete, Beretta al posto di Beretta. E se Petrucci deve passare la mano, allunga il testimone al suo segretario

    Non ricordo da molte stagioni un calciomercato invernale tanto movimentato in quantità e (forse… Juve, Milan, Inter… vedremo) in qualità. E neppure ricordo da varie cadenze elettorali una campagna così confusa, con la miriade di liste e la degenerazione di idee (pochissime) e comportamenti (per lo più deprecabili) delle figurine più esposte. Eppure il bello è che le due cose vanno insieme, in contemporanea: recupera Berlusconi nei sondaggi e recupera il Milan in classifica, avvicinandosi l’uno a una percentuale di interdizione parlamentare fino a due mesi fa lontana anni luce e l’altro all’allora remota Europa pallonara. Certo, entrambi hanno bisogno di congiunture favorevoli. Per il Caimano ci vuole un Senato dove in sostanza si pareggi, e quindi necessita di suffragi parcellizzati a sinistra. Per il Milan bisogna che in parecchi tra i concorrenti in alto impattino decelerando così da farlo riavvicinare. E se per il primo garantirebbe vantaggi sbarcare la zavorra degli impresentabili, per il suo Milan ci sarebbe voluto qualche bel colpetto tecnico-tifoideo, alla Kaká. Lasciando almeno qui la prima traccia, buttiamoci su quella calcistica pure così influente sul versante dell’immagine e della popolarità, ossia ahinoi il principale versante politico oggi in Italia. Che sta succedendo? Quasi tutti vogliono comprare quasi tutto, dimenticando l’aurea regola comprovata dal campo in base alla quale è veramente raro il caso di un giocatore (o due) che a metà campionato abbia cambiato decisamente il destino di una squadra. Però tra la Juve che cerca il “bombere” (alla romana), l’Inter che adesso rimpolperà la rosa, la Lazio in agguato e il Milan come detto vocato alla caccia alla volpe, c’è un movimento da parate militari.

    Aggiungete il terzo allenatore cambiato dal Genoa per non finire in B da Preziosi nel mirino dei tifosi, e il panorama della mobilità sarà significativo. Per non parlare poi di arbitri. Il livellamento, con tutte quelle squadre in lizza per Champions e Europa League che vogliono dire rispettivamente molti o abbastanza milioni, è garanzia di bizzarrie arbitrali. Il fischio va a favore di chi ha il potere in quel momento. E quindi preparatevi a qualche beneficiata per il Milan in rimonta. Oppure considerate come tesi di scuola l’arbitraggio di Bergonzi a Firenze: si ammonisce chiunque a torto o a ragione per mezz’ora, e poi si risparmia un palese secondo giallo a un ammonito. È della Fiorentina? No, è del Napoli (Behrami…) che guarda caso in questo momento conta assai più del club dellavallesco nelle stanze neppure tanto segrete della Rotondocrazia, di Lega e Federcalcio. E così sarà fino alla fine della stagione. Arbitri corrotti? Ma per carità, e magari, sarebbe faccenda lineare: sono arbitri in “buona cattiva fede”, se mi permettete questo ossimoro obbrobrioso, che comprensibilmente puntano a far carriera e quindi a non scontentare il potente di turno.

    Con il Napoli nella parte destra della classifica Behrami sarebbe stato già a casa da un pezzo… Dunque movimento eccome, in politica, negli affari rotondopatici e in campo: ma non in politica sportiva. Qui è tutto fermo, non si muove paglia almeno all’apparenza, i burosauri del calcio e dello sport rinnovano se stessi senza tema di invecchiare. In proporzione alle liste elettorali pur tutt’altro che commendevoli e a una campagna piena di botti, negli uffici si celebra la conservazione o la continuità. Non ci si crede, ma con tutto quello che è accaduto nel mondo del calcio dal 2006 in poi, leggi Calciopoli, che resista ancora Abete rieletto Presidente “come unico candi- dato” è davvero commovente. È lecito domandarsi che cosa dovrebbe succedere in più e in peggio al pallone (risparmio l’elenco per bontà e lotta al tedio…) perché ci fosse almeno un altro candidato a duellare con Abete… Certo, poi guardi quello che è avvenuto nella Lega della Serie A, dove è stato rieletto Presidente sempre “come unico candidato” Maurizio Beretta – che i più chiamano Mario per ignoranza, scambiandolo per il tecnico leggermente più noto… –, dimissionario dal secolo scorso, e stupisci. E se vi dicessi che è suo vice Adriano Galliani, che di tal Lega è già stato nelle varie ere geologiche presidente, reggente, commissario e forse siniscalco ecc.? E ancora che consiglieri federali sono stati eletti Lotito (in latino) e Pulvirenti (Catania) che ha intavolato subito un gradevole scambio con Andrea Agnelli chiamandolo “isterica zitella”? Mica male, nevvero? Questo mentre al Coni, spentasi serenamente tra l’affetto dei suoi l’ennesima presidenza di Petrucci, sembra toccare la soglia del Coni a Pagnozzi, suo longevissimo segretario… Qui sullo sfondo si muove anche Giovannino Malagò come eventuale contendente. Gli getteranno qualche offa per tenerlo buono. Rimane quell’infinitesimale problema di democrazia nella politica sportiva, che dovrebbe vigilare dall’alto sull’andamento di Federazioni e pratica conseguente, con tutti i soldi dello “show-biz”. In realtà i capataz o sono collegati strettamente ai poteri politico-economici del Paese, oppure (cfr. la pallonocrazia) coincidono esattamente essendo le stesse persone nei differenti territori. Ho cominciato con Berlusconi, Cosentino, il Milan, Kakà… Debbo aggiungere altro?

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    salvatore romano .
    23/01/2013 alle 13:02
    Che Berlusconi stia risalendo nei sondaggi è tutto da vedere anche perché non si capisce chi li faccia e dove vengano fatti questi stramaledetti sondaggi.Invece è interessante notare,cosa che nessuno fa in questo paese,che dal '94 ad oggi Berlusconi è in discesa libera;ad ogni elezione deve ricorrere a qualche stratagemma per rimanere baldanzoso a lucrare.Se andrà a votare appena il 50% degli italiani e il Pdl ha appena il 20% c'è da dedurre che sia il 10% degli aventi diritto ad avere "fiducia" ancora in questo losco figuro.Sentire Monti che aveva votato Forza Italia nel '94 e adesso sparare bordate che neanche il Pd ha mai fatto in questi anni allora capisci che Berlusconi era andato a coprire il vuoto lasciato dalla Dc e dal Psi con l'aggiunta dei voti di chi ha veramente creduto alle sue balle.E agli italiani piacciono le balle e di balle ce ne sono tante con la categoria giornalistica sempre pronta a sfornarne in quantità industriale.Si dice che i consumi sono crollati al livello di 20 anni fa?E ne facciamo un dramma?Vuol dire che la gente si indebita meno e prima di comprare il superfluo ci pensa come non faceva prima.Si fanno meno mutui?E meno male,vuol dire che prima di andare a comprare un immobile qualcuno comincia a fare 2 conti invece di andare dietro alle "bolle immobiliari" convinti dalla pubblicità a indebitarsi perché "è il mercato che é salito".E bisognerebbe usare un pò tutti il pallottoliere perchè le persone non sanno contare e,soprattutto,danno per scontato certe spese che invece sono frutto di stratagemmi sottobanco.Prendete il gas;ho dovuto aspettare la Gabanelli per sapere che la Gazprom rivende a 4 volte il prezzo la fornitura di gas all'Italia.Pensi,l'Eni che tanti soldi elargisce ai giornali per la pubblicità e a molti eventi preferisce che la Gazprom ci "tassi" invece di far passare il gas altrove(alla faccia di mattei).E allora si capisce che una ex dipendente dell'Ente abbia dichiarato che quest'ultimo abbia a libro paga molte penne e che addirittura molti direttori di giornali passino la prima pagina all'ente prima di pubblicare per un "controllo"(stile duce).Dico questo perchè molti non si sono accorti che il motivo più importante di questa crisi è l'aumento dei costi dell'energia che non paghiamo solo sulla bolletta,ma anche sui beni che andiamo a comprare.Quest'effetto moltiplicatorio non ha fatto altro che far scoppiare anche la bolla energetica;basterebbe vedere il costo dei carburanti che è raddoppiato in 10 anni.Molti daranno colpa all'€uro,ma mi pare che con la moneta unica avremmo dovuto pagare tutto meno proprio perché all'euro era stato dato un determinato valore.Invece un pò tutti se ne sono approfittati con la gentile collaborazione delle finanziarie legate alle banche e con determinate politiche fiscali che non hanno fatto altro che indebitare lo Stato.Ad esempio si sente parlare Galliani,uno dei miracolati della giustizia ordinaria,che predica che in Spagna hanno una tassazione più vantaggiosa rispetto all'Italia.Galliani "dimentica" che il sistema della tassazione per le società di calcio è drogato;ad esempio mi chiedo in questo tempo di crisi come fanno a esserci questi movimenti di mercato fitti;Non sarà per caso un'evasione fiscale autorizzata a norma di legge?Già qualche anno fa Uckmar parlò di sistema fraudelento e destinato al fallimento;aggiungo che il sistema non ha fatto altro che scaricare i debiti allo stato con società sempre in perdita.Prendiamo ad esempio Pulvirenti l'uomo delle scenate;non si capisce come 500 dipendenti di Windjet perdano il posto di lavoro quando una controllata(il Catania calcio)adegua il contratto di Barrientos per € 500.000.Se moltiplicassimo questa cifra per 24 giocatori supponendo che in media questi giocatori prendano ciascuno questa cifra e la dividessimo per 500 (500.000x24=12.000.000/500=24.000)scopriamo che ciascun dipendente di Windjet avrebbe potuto incassare ogni anno 24.000.E se poi moltiplicassimo questo dato per 10 anni allora vedremmo che la crisi è stata studiata a tavolino per tirarlo nel di dietro al sistema economico per mettere su un sistema,quello dello sport,che è un baraccone fatto di reati da codice penale...
    Doriano .
    22/01/2013 alle 19:38
    Ma co tutto sto casino che c'entra Kakà? È pure lui complice del giochino o fa solo i suoi interessi? Magari venisse da noi..nonostante la propaganda e ancora un gran giocatore..tutti parlano di scandali e tutto resta fermo...il calcio come la politica..basterebbe non abbonarsi, non votare e non andare allo stadio più...ma poi che ci rimane? Le fiction televisive? Un po' di Sanremo, un po' di musica, il solito gossip...è questa la società piatta che vogliamo? " meglio puntare finalmente sui giovani"..e liste pulite e blablabla..è questo sarebbe il nuovo da cui rinascere?

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