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    16
    gen.
    2013

    La berlusconeide illustrata

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    Silvio Berlusconi
     
    Silvio Berlusconi

    Ogni giorno ne spara una, e mentre leggete ne avrà tirata fuori qualche altra. Dico di Berlusconi, che dopo lo scambio di battute di altissimo rango con Monti sul pifferaio magico e il piffero da tassare ieri ha candidato Draghi al Quirinale e fatto il segno delle manette a Ingroia, così, tanto per gradire. Nel suo tour catodico sfrenato ha avuto parole d’elogio a Sky con la D’Amico, consentendo che con le sue domande “era stata sufficientemente cattiva”. Non c’è niente da fare, entra apparentemente come una fiera nel circo del piccolo schermo e ne esce puntualmente come domatore. Ma perché, a che cosa si deve questa straordinaria riuscita che ha come trascurabile ammenniccolo effetti devastanti per il Paese? Perché dopo vent’anni o quasi riesce a miscelare ancora così bene anche da posizioni di oggettiva inferiorità politica e comunicazione? Attenzione, non gli riesce così bene neppure nel calcio, da Presidente del Milan, perché per esempio quando cede campioni paga dazio e non c’è ammaestramento del popolo (tele)tifoso che tenga. Si vede la recente smentita su Balotelli, cui ha dovuto chiedere scusa perché definito “mela marcia” e invece è oggetto di desiderio e di mercato per il suo club. A quanti altri Berlusconi ha chiesto scusa in pubblico e con tanta enfasi nell’arengo politico?

    Dunque torniamo all’endiadi politica&comunicazione che gli riesce ancora alla perfezione. Perché? Intanto, “interiormente”(il Caimano va sempre virgolettato su terreni così scivolosi…), perché è autentico, ossia “in buona fede”. Non saltate su, è una “buona fede” tutta sua, ispirata a quella che dal di fuori chiameremmo cattiva fede. Per lui è invece la sua pelle più naturale. Quando dice bugie, non si sente minimamente in colpa e le fa diventare verità con ogni sprezzo del ridicolo, della memoria, della documentazione di qualsiasi tipo che lo smentisca. In un Paese ipocrita, ispirato da sempre come minimo alla cosiddetta “doppia verità” togliattiana, che vorrebbe ma non sa e/o non può, il Berlusca trionfa sentendosi sempre a suo agio. O mente con grande entusiasno e ciò avviene quasi sempre, o dice la verità, in questo caso la sua ma sotto gli occhi di tutti. Ricordate quando diceva di voler trattare in Parlamento solo con i capigruppo, come si fa in qualunque consiglio d’amministrazione, perché la massa parlamentare erano dei mangiaufo scansafatiche ecc. ecc.? Oppure quando due mesi fa, rigettandosi in politica, ha dichiarato tranquillamente “devo tornare, per i i miei affari e per il bene dell’Italia”, elencati nell’ordine? Questo per quel che riguarda il foro interiore del Grande Comunicatore.

    C’è anche la versione esterna. Berlusconi in tv e più in generale in pubblico e forse in privato (non lo frequento così spesso…) “si vede”, cioè proietta se stesso sulla scena. Lo può fare perché nella sua meravigliosa amoralità non ha né potrebbe avere sensi di colpa. Quindi “si usa”, dopo essersi visto. Chiunque altro, almeno tra quelli che lo hanno fronteggiato finora, è in una situazione opposta. Santoro crede di essere Santoro, e ciò è logico e comprensibile. Non “si vede” né “si usa”. Per questo nella comunicazione il Berlusca è avvantaggiato nei confronti di tutti, diversi come sono da lui. Come batterlo su questo terreno, oltre il gesto delle manette e le spolveratine alla sedia? Beh, qualche ideuccia ce l’avrei…

    Postato da Redazione
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    Pino Virzì .
    20/01/2013 alle 20:29
    Berlusconi non è l'ARABA FENICE che rinasceva dalle sue ceneri: purtroppo il vero problema è rappresentato dai troppi italiani che le danno credito.
    Giuseppe Bertoncello .
    20/01/2013 alle 03:18
    il problema, penso, è la formula del talk show, che in Italia è diventata - nel campo dell'informazione politica in Tv - la sola alternativa ai telegiornali. Talk show e Tg occupano poli opposti nello spettro dell'informazione politica possibile: i primi sono spazi circensi, di pura affabulazione; i secondi sono ingessati, dominati non tanto dal poco che viene detto, quanto dal molto che non si può dire. Nel mezzo ci starebbe l'informazione politica utile ai cittadini - quella che la Bbc, per fare un esempio, fa a tutte le ore (a volte prendendosi dei rischi e commettendo degli umanissimi errori) - ma che sulla televisione italiana non si fa mai. Berlusconi ha storicamente dominato i Tg grazie al suo potere sui media e sulla politica. E dall'affabulazione dei talk show non avrà mai nulla da temere. E' il tipo di comunicazione che più gli si attaglia. Ne ho scritto più diffusamente in un commento alla puntata di Servizio pubblico con Berlusconi ospite. Ecco il link: http://giuseppebertoncello.com/2013/01/14/servizio-pubblico-e-giochi-di-maiali/
    Doriano .
    18/01/2013 alle 23:29
    Marco, dici la verità sei travaglio? No perché sembri proprio tu che ti vendichi del cav..
    Marco .
    18/01/2013 alle 13:01
    Sorrisi, pacche sulle spalle, informalità e gli italiani abboccarono immediatamente: non si accorsero che quello era solo un abito, un dovere, una messa in scena. Era Berlusconi: lo smile man. Ma Berlusconi era/è solo un impostore, un mendicante della stima altrui: deve mostrare sicurezza di sé, nessuna ombra, nessun dubbio; ma in definitiva è uno psicopatico che maschera i disturbi della sua identità con l'arte della rappresentazione in cui eccelle, ovviamente, privo com'è di una qualsiasi risonanza interiore o freno morale: può esibirsi in totale libertà indossando quella o quell'altra maschera - chiaro sintomo di una indentità frantumata e di una sconcertante desolazione dell'anima. Un maschera parlante che emette imperturbabimente il suo dettato ipnotico alla massa nella speranza di strappare, ancora una volta, quel riconoscimento pubblico, quella carità collettiva che compensino l'essenziale disistima che in realtà prova per sè stesso. Caratterizzato da una forte componente narcisistica manifesta una assoluta mancanza di qualità umana nelle relazioni e negli amori talmente insignificanti da essere frequentemente intercambiabili.

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