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    04
    gen.
    2013

    Le buone notizie: il Milan reagisce al razzismo, Bersani chiede alle tivù di parlare della Siria. ”… Il resto è indecoroso …”

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    “Si diventa solo ciò che si è” è una formidabile formula esistenziale coniata dal quel genio di Federico Nietzsche. Applichiamola a questi primi brandelli di campagna elettorale, andando per apparenti dettagli. Come è diventato il Presidente del Consiglio uscente? Ve lo sareste immaginato un Monti che dà lezioni a Bersani accusandolo di “conservatorismo”? Già il linguaggio tradisce. Che significa oggi essere “conservatori” (o “progressisti”, naturalmente)? Anch’io come chiunque lo divento secondo le circostanze. Conservare l’ambiente, o la salute, è dimostrazione di “conservatorismo”? Oppure avreste pensato sempre a un Monti – detto il sobrio – che applica a Brunetta la finissima ironia sulla statura di quest’ultimo…? E’ questo il presente e il futuro di un Premier che ha ridato prestigio all’Italia e al quale in moltissimi (quorum ego) all’inizio avevano affidato promesse/premesse/speranze di una ricostruzione generale e non solo alto-finanziaria del Paese?

    Per non deprimermi ulteriormente avrei deciso di cercare qualche briciola di mica luccicante nella sabbia, qualche buona notizia insomma, su cui lavorare. Per esempio, nella guerra per andare in tv essenzialmente tra Berlusconi e Monti, in attesa dell’entrata in orbita della “par condicio” su cui pure andrà fatto un discorso serio, ho apprezzato che Bersani invece di farsi tirare dentro malamente nelle polemiche abbia chiesto alla Rai di parlare della Siria, e di una guerra civile dimenticata e alle porte di casa nostra: “Non conto i miei minuti in tv, il mio tempo dedicatelo alla Siria”. Sarà anche merito del vantaggio nei sondaggi del Pd, ma magari Bersani e tutti gli altri si regolassero con una diversa sensibilità nei confronti della politica estera e delle notizie (ahimè in questo caso tragicissime) dal resto del mondo. Forse gli italiani saprebbero e soprattutto capirebbero qualcosa di più di cosa succede, dove si sta andando, magari almeno in parte del perché ecc. Vedete, certamente è la scelta dei fatti da raccontare che è già una scelta politica, ma almeno su fatti acclarati nel mondo ci si potrebbe formare un’idea, che ognuno poi approfondisce a modo suo oppure no. Invece la spiegazione è  che “non interessa, non tira, gli italiani se ne fregano”, trattando dunque l’informazione solo come merce.

    Ma scendendo dalla politica alta (ma figurati…!!!!) a Busto Arsizio, va apprezzata tantissimo la decisione del Milan, della dirigenza, del tecnico Allegri e di tutti i milanisti di lasciare il campo in un’amichevole con la storica -e ristretta- Pro Patria di oggi per cori razzisti contro giocatori di colore del Milan, come Boateng, Muntari ecc. Ben fatto, anche perché è un’indicazione per tutti. A salire dal campo, per gli arbitri (anche per il fischietto di questa partita…), per la Federcalcio e la Lega, per la stampa sportiva, per il Viminale, per tutta la classe politica abituata solo a strumentalizzare il pallone per ricavarne benefici elettorali. E non è soltanto un’indicazione: è la dimostrazione di una colpa pregressa, del fatto cioè che se si fosse voluto, in quella stupida e arretrata stanza dei bottoni calcistica, da anni si sarebbero potute migliorare le cose.

    Tralascio se non di sfuggita l’accenno al sindaco di Busto Arsizio, tal Farioli, un acuto pidiellino che invece di stigmatizzare i “quattro idioti” e farne una questione più generale di civiltà se l’è presa con i calciatori neri del Milan obiettivi di questo razzismo penoso. Bravo, ha capito tutto, speriamo che elettoralmente i suoi concittadini se ne ricordino. Visto che da adesso in poi ( ma anche prima, anche prima…) sarà solo e tutto una campagna elettorale, fin nelle viscere di un’Italia molto ammalata i cui (sedicenti?) dottori stanno togliendosi il camice e la maschera.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    sal. ricciardini .
    07/01/2013 alle 16:18
    Zeman ha giustamente affermato che Boateng prendendo il pallone con le mani si meritava l'espulsione. Io appassionato della storia di Roma mi chiedo cosa dovevano fare i gliadiatori,al pubblico delle tribune, che voleva il loro sangue? Poi rifletto e pènso :Meno male che Boateng non era armato, se no avrebbe sparato..cosi tutti sarebbero stati felici e contenti. NE?
    Doriano .
    04/01/2013 alle 23:26
    Monti pare lingenuo scolaro prima di un interogazione a sorpresa non Sa Nulla e ovviamente alla cattedra si presenta con il libro in mano e alla domanda della prof" mi parli di costtuzionalismo democratico blablablablabla" o fa scena muta o sbircia le pagine..patetico o grandioso a secondo dei gusti..un po' di sale? Lo gradisco...
    Doriano .
    04/01/2013 alle 23:21
    Intanto internet diventa obbligati o per tutti...è tutto...poi magari immaginiamo una società dove gli esercizi commerciali fanno da polizia fiscale..tipo il fruttarono che chiede" signora ma c'è deve fare coi fagioli?oppure dal tabaccaio vorranno sapere per un pacchetto di sigarette se hai rinnovato la tessera sanitaria e magari alle discolpante chiedono il cod fiscale per l'album delle figurine del ragazzo magari gli venisse l'idea di destra di mettersi a fare scambi gratuiti sui banchi di scuole...siamo andando allo sfascio!

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