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    23
    gen.
    2013

    Politica da cabaret indietro non si torna

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    Bersani: "Basta cabaret politica"
     
    Bersani: "Basta cabaret politica"

    Da quattro giorni è online il video di un giornalista siriano, di Al Jazeera, ucciso “in diretta” da un cecchino dei “lealisti” di Assad nel quotidiano massacro in Siria che lascia indifferente la politica internazionale. Naturalmente prima del video c’era come sempre lo spot pubblicitario. Come sapete sono prodotti a rotazione. Quel giorno, a cadavere ancora caldo, lo spot disgraziatamente era quello “sorridente” di uno yogurt. Subito dopo, rimandato ossessivamente come merita una merce pregiata, venivano a ripetizione la corsa, gli spari, l’assassinio. Magari fa un po’ ridere l’idea che qualcuno ancora si scandalizzi di questo “combinato disposto”, in particolare di yogurt e morte. Magari è subito pronta l’obiezione che ormai va così, che bisogna pagarsi spese e possibilmente guadagni con il marketing pubblicitario anche sulle notizie e non solo sul gossip, l’intrattenimento, lo sport. E non si può certo star lì a sottilizzare troppo se prima dell’ennesimo reporter fatto fuori lo spot è particolarmente “sfasato”. Capita. Ma a forza di capitare tutto ciò anestetizza la sensibilità comune e pialla un qualsiasi ordine di importanza, di grandezza, di ragionamento rendendo tutto orizzontale, superficiale, istantaneamente metabolizzabile. Secondo appunto i fondamenti della pubblicità che agiscono a spese della verticalità e profondità di ragione, sentimenti, decisioni, scelte. Insomma, visioni del mondo.

    Sepolto il giornalista di Al Jazeera, veniamo a codesta campagna elettorale e analizziamola con la medesima lente usata per ingrandire il binomio “yogurt e morte” o “pubblicità e informazione”. Lasciamo da parte il ripetuto lamento che la realtà comatosa del Paese a partire dalla disoccupazione tragica pare oscurata mediaticamente dalle polemiche tra leader, liste, impresentabilità ecc. Forse qualcuno se ne ricorderà perché il Truman show elettorale mostra le sue prime evidenti crepe e la realtà si ammutina per forza. Ma rimaniamo all’avverbio “mediatica- mente” che molto ha a che vedere con il punto di partenza di queste righe.

    Intendo sia i media tradizionali, come tv e radio, sia il new medium ossia il web grazie al quale pare si informerà o tenterà di informarsi un italiano su 4, essendo 24 milioni gli utenti nazionali della Rete. E la Rete nella sua immediatezza e il suo travaso di bile certo non avvicinerà alle urne. Ma perché? Perché le figurine valgono poco? Anche, ma ora forse soprattutto perché è andato in tilt il sistema complessivo della comunicazione. Prendiamo Bersani, e il suo grido di dolore contro la trasformazione “cabarettistica” della politica. Tutto vero, e risparmio l’anamnesi della faccenda erga omnes. Ma la domanda ora è: se uno volesse davvero cambiare le cose, invertire la rotta della comunicazione, non fare del cabaret, produrre non proclami ma visioni del mondo, potrebbe più farlo? Non ne avrebbe né il tempo né il modo e temo neppure la capacità. Perché i destinatari dei messaggi sono ormai bacati, esattamente come quelle urne con il buco dentro.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    Doriano .
    24/01/2013 alle 23:52
    Grande il momento calcistico del nostro paese..dirigenti corrotti, evasioni, bilanci rifatti con le scommesse, partite finte..soprattutto quelle di coppa italia..soldi riciclati con procuratori finti..almeno si vedesse del bel gioco...
    Doriano .
    23/01/2013 alle 15:29
    Il lavaggio dei cervelli della tv poi che storia...rai tre alla disperazione che usa Fabio volò come tappo per soddisfare le signore frustrate e convincerla a votare più bersani che lo sciupa femmine Berlusconi..fazio che usa le canzoni e la satira di gaber per sfottere lg li avversari politici..Berlusconi che usa il tema giustizia su italia domanda per spaventare i poveri cristi del fisco..floris che usa il linguaggio di romiti per legittimare monti...
    Doriano .
    23/01/2013 alle 15:20
    Proprio per questo..insisto..la politica non parla mai di politica. È assurdo..ma tanto è..nel nostro cinema si parla di incassi..è mai di attori o registi di qualità..nel calcio si guarda la classifica e basta..i nostri libri poi sono degli slogan pubblicitari alle fiction..la politica si adatta alla moda del momento.." Fatti concreti"..e dei valori in cui credere? Le chiese sono deserte perché " chissenefrega di pregare se muoio di fame"..tutto giustificabile...ma poi? Quando ci saremmo ripresi da questo enorme cocktail di valeriana dei valori..cosa ci rimarrà in cui sperare e sognare?
    Doriano .
    23/01/2013 alle 15:11
    Obeha lei ha centrato la questione..ormai si fagocita tutto con una velocità assurda..quello che succede oggi..domani nessuno se lo ricorda..morale della favola? Tutto quello che accade e già superato e quindi privo di valore e di sostanza..la politica diventa merce di scambio e chiacchiere buttate al vento..ci ricorderemo solo le battute dei politici..i fatti contano come le parole..i giornali poi assecondano questo vortice e finiscono per distruggere essi stessi quello che propinano dalla mattina alla sera..

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