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    10
    feb.
    2013

    Dall’ “arraffismo” al “populismo”: stanno facendo tutti campagna elettorale per Grillo

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    Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle

    E a due settimane dal voto stop ai sondaggi, gli ultimi dei quali ravvicinavano Berlusconi a Bersani, toglievano a Monti e aggiungevano a Grillo. I sondaggi non li faccio io, e se volete saperlo da sempre ne ricavo una serie di dubbi, sulla loro verifica nei numeri poi reali, sul modo di realizzarli e sulla trasformazione abituale di una meteorologia (che tempo farà?) in propaganda (cresco, quindi votami …). Dico questo perché  la crescita di Grillo, il cui Movimento 5 Stelle è dato in decollo elettorale durante il suo “tsunami tour” per le piazze non mediatiche ma fisiche d’Italia, non è qualcosa che temo o mi auguro, ma da osservatore è un dato importante che cerco di chiarire.

    Di solito quando si scrive di Grillo, qui o altrove, parte il derby pro o contro, derby che prevede di schiaffarmi da una delle due parti. Raramente contro, quasi sempre pro. Ebbene, è la realtà che sta elettoralmente dalla parte di Grillo, non necessariamente chi scrive. Di lui, e di Berlusconi che ha già governato per anni come secoli nell’ultimo ventennio, si biasima il “populismo”.

    Come tutti gli “ismi” ovviamente c’è ragione per temerlo. Ma chi lo dice non è credibile, per farlo bisogna essere “innocenti” politicamente. Trovatemene uno, a partire ovviamente da Berlusconi e dal suo populismo berlusconizzato per poi girare un po’ dappertutto. Per finire al “montismo”, il partito, il movimento, l’idea politica di un signore che in poche settimane pre-pre-elettorali e poi pre-elettorali è diventato dal “sobrio” Dottor Jeckill che era per mesi di “lacrime e sangue” fiscali sul popolo piagato il “Mister Hyde” di questa campagna elettorale, complessivamente raccapricciante almeno per me.

    Torniamo a Grillo. Si può (anzi si dovrebbe o si deve) discutere di tutto ciò che dice, passando al setaccio il suo programma e stigmatizzando l’impossibilità di qualcosa, la contraddizione di qualcos’altro, la rinfusa di numeri e progetti. Ma vivaddio, senza ficcare lui e i suoi nello stesso sacco del passato di tutti gli altri (obiezione: e Ingroia? Vero, ma leggetegli le liste…). Gli altri sono colpevoli o responsabili o almeno corresponsabili di un passato mostruoso, che ci ha ridotto “nella peggiore crisi dal ’29” (che non era manco la nostra…). Quindi devono rispondere di uno sfascio, e solo dopo possono dirci che cosa fare, per chi votare, perché votare per loro. Invece sembrano tutti agnellini in  preda a mirabolanti promesse elettorali, con i miliardi di euro e i milioni di posti di lavoro usati di giorno e di notte come munizioni per “sconfiggere il nemico”.

    Il risultato è chiacchiere senza neppure il distintivo dell’autorevolezza, una specie di favole continue tipo “Il gatto con gli stivali” o “L’ammazzasette” (erano mosche…). Per questo dico banalmente che a “deporre per Grillo” è la realtà mostruosa che ci ha portato fin qui, tra gli scandali di Montepaschi, le tangenti Eni, le ruberie abituali della casta da un lato e le fasce più deboli che stanno diventando da povere a misere faticando a  sopravvivere dall’altro. Va bene, la politica è o sarebbe destra e/o sinistra, moderati, progressisti, un’idea del mondo, socialismo (sparito), capitalismo (arruffone e arraffone) ecc. La politica versus i populismo.

    Ma tutto ciò non può nascondere colpe e responsabilità. Perché ci siamo ridotti così? Per colpa nostra? Certamente. E per colpa di chi doveva dare l’esempio? Ancora di più. Specie se questi ultimi, dopo decenni di potere di riffa o di raffa non mollano mai. E neppure riescono a dissimulare la loro conservazione delle poltrone: è questo non altro che sta facendo campagna elettorale per Grillo. E se anche il M5S dovesse deludere e avere magagne più o meno nascoste, se ci si pensa un momento dipende dal fatto che sarà stato votato a frotte non per Grillo, ma contro gli altri. Dunque anche qui la colpa avrà una matrice precisa. E adesso scrivetemi che faccio il tifo per Grillo, da bravi… Poveri noi…

    Postato da Redazione
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    Antonio Carlucci .
    11/02/2013 alle 08:57
    Le colpe del PD risalgono ormai al primo Governo Prodi quando hanno pensato di poter dialogare con la nuova cometa Berlusconi per fare le riforme costituzionali di cui l'Italia ha ancora bisogno ora.E' stato un errore politico gravissimo perché hanno fatto concessioni ( ti lasciamo le TV) gravissime per il futuro del paese convinti che fosse l'unica cosa che gli interessasse. Errore grave perché non si danno via principi come legalità, libera concorrenza, dignità delle istituzioni per una collaborazione politica.Ora però sono passati 15 anni ed il partito con Bersani ( e Renzi) ha mostrato di sapersi rinnovare,ed è il solo partito non personale, non last-minute, con un programma credibile per la sua fattibilità. Ed ora veniamo a Grillo ed al voto di protesta. Il fatto che sia comprensibile, che ci sia un voto di protesta, data la situazione di stallo in cui Berlusconi ha tenuto il paese, non giustifica il fatto che qui in Italia la protesta prenda sempre la forma di un populismo pulcinellesco, più farsa che tragedia. Anche chi votò nel 1994 per Berlusconi e Bossi lo fece per protesta contro la corruzione del sistema politico precedente. Il drammatico è che continua a farlo ancora oggi votando per Grillo, Berlusconi, Maroni, Ingroia, tutti partiti personali che fanno leva sulla protesta. Non è bastata la lezione di 15 anni di populismo insulso e furbesco ? Sono sempre gli stessi che non sono capaci ne i padri, ne i figli di darsi una forma e struttura politica per portare avanti un progetto di società civile ( nel senso di civiltà) e moderna.Continuano a illudersi ed accodarsi al Guru di turno come pecore facendo il tifo da stadio. Ma quando cresceranno ?
      Luigi Bianca .
      14/02/2013 alle 19:38
      grazie sig. Carlucci per averci reso un pò di buon umore: "il partito con Bersani ( e Renzi) ha mostrato di sapersi rinnovare,ed è il solo partito non personale, non last-minute, con un programma credibile" L'autore di quell' errore madornale si chiama D' Alema, ed è tuttora presidente e padrone dispotico di quel partito (oltre che controllore dei servizi segreti, amico del "venerabile" fratello Elia Valori, confidente di Amasciatori Usa etc.etc.) mentre il nuovo che avanza, Renzi ha la stessa visione personalistica di D'Alema senza per fortuna averne le capacità ... quanto a Bersani è quello che ha piazzato alla Provincia di Milano il sig. Penati n.2 della sua corrente. Quanto alla fattibilità stimo tutti con il fiato sospeso a vedere (si fa per dire) le evoluzioni queste sì last minute della sua strategia delle convergenze parallele tra Monti e Vendola :-)
    Andrea .
    10/02/2013 alle 23:58
    Buongiorno, trovo la riflessione assolutamente condivisibile... Grillo non ha mai nascosto la matrice di protesta che contraddistingue la massa del Movimento 5 stelle. Se posso vorrei anche ricordare però che molti giornalisti (e anche molti politici) scoprono oggi il fenomeno Grillo e si arrabattano nel cercare le falle e i bug di un sistema che a molti appare troppo semplice e troppo complicato allo stesso tempo. Io credo che per capire in che modo sia cresciuto il M5S e soprattutto perché sia esploso in questo modo occorra ripercorrere indietro negli anni le sue tappe evolutive, che partono dalle liste civiche nei comuni, passando dal blog di Grillo che in 8 anni di lavoro ha lentamente ma costantemente diffuso informazioni, sfruttando la competenza di giornalisti, scienziati, studiosi, cittadini... Occorre ripensare alle migliaia di post e video (es. I Passaparola) che venivano (vengono) pubblicati ogni giorno dal comico genovese. Io credo che lo zoccolo di questo movimento sia cresciuto negli anni e ora il Movimento appaia solo come una massa informe di cittadini incavolati solo perché si è deciso di puntare i riflettori mediatici su di esso. Penso che Grillo abbia avuto un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni (insieme alle piattaforme di Casaleggio) ma credo che da queste elezioni in poi ricoprirà un ruolo sempre meno politico e sempre più "onorifico".
    Antonello Puggioni .
    10/02/2013 alle 22:38
    E fare, una volta tanto, solo il tifo soltanto per noi, semplici cittadini? A me basta già che Grillo, da tempi non sospetti, abbia tentato di farci aprire gli occhi su Italiapoli, di cui Lei ha così splendidamente scritto. Sta a noi tenerli aperti e darsi da fare, o almeno piantarla di lamentarci. Grazie e saluti. mselecie
    lucianoantonio .
    10/02/2013 alle 13:22
    grillo sara' votato solo perche' le persone scelte sono sicuramente credibili ,ma dargli merito che non ci sia stata una rivoluzione armata è gia' un successo.ed i candidati di altri schieramenti lo sanno bene che camminano sul filo che puo' spezzarsi da un momento all'altro.caro Bea comunque la sua categoria non è assolta da responsabilita' del fallimento politico -economico e culturale dell'italia categoria responsabile di aver solo asservito chi pagava di piu' ovviamente disonorando chi come lei e altri fanno il lavoro con obiettivita' e anche se a volte si sbaglia , si sbaglia in buona fede. saluti

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