• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Dalle urne solo la Juventus
    26
    feb.
    2013

    Dalle urne solo la Juventus

    Condividi su:   Stampa
    Inter-Milan cori razzisti
     
    Inter-Milan cori razzisti

    Di governabile è rimasto giusto il campionato. In un paese superficiale, tifoso, calcistizzato nel profondo, le milanesi rallentano la corsa all’Europa in un derby finito pari anche nell’ignobile sfida delle offese

    Di governabile dunque è rimasto solo il campionato, e ci pensa la Juventus.
    Il resto è deuteragonismo. Interessante certo, perché ci sono sei/sette squadre (a comprendere anche Catania e Roma) in grado di indirizzare direttamente, per sé, o indirettamente, facendo perdere punti a Calandrino piuttosto che a Bruno o Buffalmacco, il piazzamento finale e la qualificazione europea. Ma un deuteragonismo anche se non soprattutto maleducato con striature di razzismo a grande livello di imbecillità. E dalle urne del Meazza, ex San Siro, ex Scala del calcio, non è uscito solo un pari nel derby che lascia tutto intatto rallentando la corsa all’Europa, ma anche un pari ignobile nel derby delle offese. Tra le banane mostrate a Balotelli, gli urlacci, i cori macabri per Cassano e Milito ecc., c’è un sentore di sconfitta generale dello stadio, del calcio, del sistema-Paese che la confusione emergente dalle urne rispecchia pienamente. Lo scrutinio di Milano aveva avuto come prologo un’intervista con un campione che ha fatto epoca nel Milan di Sacchi, l’ex lungocrinito strisciolato Ruud Gullit.

    Aveva detto, coinvolto sul tema “razzismo, Boateng, Balotelli, partite da sospendere” , che mentre non voleva dare giudizi sul razzismo negli stadi italiani perché non toccava a lui di certo a suo parere “allo stadio di Milano non si sarebbe mai sospesa una partita per motivi del genere”. Troppi interessi.

    Questo nella sostanza. E difatti, difatti… Ecco sciorinata l’inciviltà alla moviola, in una domenica sera di maltempo elettorale, mentre ci si chiedeva se una vittoria – poi sfumata – del Milan avrebbe spinto forte nelle urne il Cavaliere Inarrestabile oppure se le cose fossero da tenere opportunamente separate. Il Milan non ha neppure vinto, per merito di Handanovic e malgrado la lentezza tattico-decisionale di Stramaccioni fortunato come non mai ad andar sotto di una sola rete dopo un tempo da incubo. Ma sulla teoria della slitta di Berlusconi trainato dalle tv e dal Milan di cui festeggia il ventisettesimo compleanno da Presidente sparando sulla magistratura “peggio della mafia” da Milanello (già fa ridere così, o piangere, se preferite…) una cosina da aggiungere l’avrei, a urne chiuse o aperte, cambia poco nel breve o medio periodo.

    Il punto non è che si voti o si continui a votare in (para) massa per Berlusconi anche grazie al Milan, che quindi sia stato milanesizzato l’elettorato. Che i voti li prenda perché il Milan è risalito, perché è stato acquistato Balotelli (per mostrargli le banane facendogli immagino rimpiangere di essere tornato su queste basi in un’Italia peggiore di quella che aveva lasciato), perché è stato battuto giusto in tempo il favoloso Barcellona (sulle cui maglie impresentabili ha ragione perfettamente lo stilista Gianni Mura). Il punto è che sagacemente, con ogni sprezzo della consapevolezza civile e culturale che può allignare a sinistra come a destra, non credendo personalmente ai “buoni” e ai “cattivi” per definizione, Berlusconi ha calcistizzato il Paese nei modi più padronali possibili. Lo ha reso superficiale, tifoso, per lui o contro di lui, polverizzandone la facoltà critica e riducendolo poderosamente a un campo di calcio. E mentre il calcio sembra fatto apposta per incanalare le passioni, oggi stravolte dagli interessi, il sistema-Paese trattato alla stregua di uno stadio si è mosso regressivamente restringendo sempre di più la sua dimensione politica, nell’etimo letterale dell’aggettivo.

    Per questo c’è un nesso fenomenale non tanto tra Cassano e Balotelli, o l’Inter e il Milan, e i risvolti elettorali di cui parliamo con più o meno cenere in testa, bensì tra le banane e i cori degli ultras della barbarie e lo stravolgimento di una società rispecchiato nelle schede. Compresa la “disperazione attiva” dell’elettorato di Grillo.

    Nel frattempo si continua, giocando tutti i giorni, cambiando allenatori con il richiamo per animali come fa Zamparini già scontento di Malesani e pronto a rivedere sulla panchina Gasperini, temendo gli effetti sottotraccia dello scandalo delle scommesse, fingendo che quest’ultimo sia andato in pensione solo perché se ne sente parlare meno. E perché la Procura federale è assai più lenta sul tronco della Procura di Cremona che non è federale per niente…

    In attesa di leggerne di più, ribadisco un parere già espresso e che ancora aspetta di essere smentito o rettificato. Mentre non tutti fortunatamente truccano le partite, e molti invece scommettono direttamente o indirettamente sulle partite truccate da altri, è materialmente impossibile che tutto l’ambiente ignori quello che sta succedendo. È il trionfo dell’omertà, di chi sa ma non denuncia perché passerebbe nella statistica ambientale tra i “rei” (di denunciare) come è capitato al biondo

    Farina del Gubbio, non a caso emigrato. Quindi tutti sanno o meglio sono costretti a sapere tutto di come è ridotto il calcio, anche se per sopravvivere fanno come le tre scimmiette: non sto parlando

    dei colpevoli, anche se per regolamento gli omissivi sono tali, sto parlando di un sistema che non si vuole riformare perché va bene così o perché si ritiene che costi troppa fatica provarci. Anche qui trovare un riflesso speculare tra il mondo rotondolatrico e le urne mi pare di una facilità quasi offensiva. Mi direte: ma non c’è un Grillo… È vero, risponderei…

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook