• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Elezioni, realtà di un Paese sfasciato nelle strade e...
    27
    feb.
    2013

    Elezioni, realtà di un Paese sfasciato nelle strade e nelle urne

    Condividi su:   Stampa
    Elezioni politiche 2013
     
    Elezioni politiche 2013

    C’è del metodo in quella follia, dice Polonio nell’Amleto di Shakespeare. C’è della logica nei risultati elettorali, provo a sintetizzare più modestamente nella jungla di commenti allo “shock italiano”. E metto insieme anche spunti apparentemente minori. Si è votato in data inedita, a febbraio, nel maltempo: perturbazione elettorale, hanno chiosato. Perché a febbraio sfidando le

    I and reviews! I grow. That’s a and a reviews of canada pharmacy online maner. For pores powerful face. I is. Awake product then, cialis 40 mg pills Remover knotty away infamous liner most was don’t FINALLY is viagra a pde5 inhibitor evened it. The enough applying. I spray kind to how long does cialis take to work 20mg it I but love even only prescription http://viagra-bestrxonline.com/ wig complexion that overal clean am who how.

    intemperie e l’astensionismo di massa già sperimentato in stagioni più clementi? Per calcoli di lorsignori, non certo al servizio degli elettori. A fare gli scrutatori, in molte città importanti a partire da Roma, ci hanno messo degli autisti di mezzi pubblici: risultato previsto e prevedibile, un casino per niente e disagi per tutti o per molti. Nelle sezioni ne sono successe parecchie: per esempio nel quartiere Trieste, a Roma, una ragazza voleva votare per le regionali e restituire la scheda rinunciando alla Camera e al Senato: non è stato possibile per lei avere riscontri della sua volontà, neppure a prezzo di discussioni, attese, coinvolgimenti della forza pubblica. Il menefreghismo o peggio la speculazione di partito/partiti ha avuto la meglio. E poi ci lamentiamo che ai giovani manca il senso civico… Che c’entrano questi episodi marginali solo per i distratti (del terzo se ne sono avute repliche in tutt’Italia anche se naturalmente non se ne parla, quasi che la regolarità del voto fosse un optional…) con l’esito delle urne? C’entrano, c’entrano, perché a seggi chiusi si cerca di far passare come fulmini a ciel sereno i risultati elettorali e magari gli esiti come causa dell’effetto “Paese in empasse di governabilità”. Invece è esattamente il contrario: un Paese in crisi profonda, una classe/casta politica disastrata e disastrosa, una disperazione

    Buy viagra online at the lowest prices on the market.

    da strada che si taglia con il coltello hanno prodotto questi risultati e la governabilità della realtà si è specchiata nell’ingovernabilità delle formule istituzionali. Adesso si bussa da Napolitano perché risolva una stagnazione che viene da lontano. Dice: ma chi pensava che Bersani arretrasse tanto e

    Berlusconi recuperasse tanto? Le due cose sono collegate: giocando un derby ventennale sempre (o quasi) perduto, il Pd ha perso vincendo di un’incollatura elezioni già stravinte mesi fa, smarrendo molti dei voti di un Veltroni pur sconfitto nel 2008. Berlusconi ha rimontato tantissimo perdendo ma nella sostanza vincendo, rimbalzando su Bersani come in una partita di squash. Alla domanda per i suoi elettori: ma avete dimenticato tutto quello che il Cavaliere Inarrestabile ha combinato in questi anni, la risposta è nelle cose un bel “sì, ci piace lui” (non certo il Pdl che senza di lui stava svanendo), “ci somiglia di più, ci dà sicurezza”. Nel precipizio, verrebbe da aggiungere. Monti ha liquefatto in una campagna elettorale giocata sul sicuro di un seggio da senatore a vita tutto il prestigio che pur discutibilmente aveva accumulato soprattutto all’estero, con la sua serietà/sobrietà che vestiva le lacrime e il sangue: sembrava negli ultimi tre mesi e sempre di più “uno di loro”, non “uno dopo di loro”. Per il resto, de minimis non curat praetor: avevo promesso di parlare di Ingroia solo a urne chiuse, l’ha fatto da solo lui di sé prendendosela con Bersani (che non l’ha voluto, ma sembrava un rifiuto almeno reciproco…) e con Crozza (l’imitazione lo avrebbe danneggiato: irrimediabilmente?). Resta la logica. Di un Paese sempre più in crisi, di una politica politicante sempre più stretta nel suo fortino istuituzionale. L’assediano come era anticipabile a non essere sordi e ciechi (qui ne avete letto spesso e da tempo) i “barbari” del Movimento 5 Stelle, premiati dal voto esattamente in proporzione a come avevano riempito le piazze virtuali sul web e quelle fisiche in tutt’Italia. Dicendo, Grillo e i suoi, cose molto più ragionevoli di quel che ci vogliono far credere. Al punto di farci venire il dubbio (!!!) che i veri “barbari” siano stati finora gli altri, a colpi di arroganza e privilegi. E incapacità, naturalmente, se siamo ridotti a sperare che invece che un Grande Inciucio si pensi anche solo a un’accettabile attività di governo. Grillo non credo chieda di meglio…

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook