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    20
    feb.
    2013

    “Nessuno è innocente, Grillo sì”. Beha: “Senza lui la rivoluzione”

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    olivierobeha

    Intervista a Oliviero Beha di Titta Poli per Affari Italiani

    L’ANALISI. Da sempre picconatore di “potere e palazzo”, Oliviero Beha (un libro con la prefazione del leader del Cinque Stelle) sceglie Affaritaliani.it per spiegare il fenomeno dell’ascesa dell’antipolitica “in un deserto di valori”. E dice: “La sua forza sta nel non avere responsabilità del passato…”. Aggiunge: “Ha canalizzato la rabbia e l’indignazione in un progetto di tipo parlamentare”. Sull’impreparazione degli attivisti non ha dubbi: “Ma quelli che invece erano preparati come hanno ridotto questo Paese?”

    Un maledetto toscano che fa da sempre il giornalista, lo scrittore tra carta, giornali e tv e sempre in prima fila a picconare il potere, il palazzo e i suoi inquilini. Tra i saggi di Oliviero Beha spicca “Italiopoli”, lo spaccato di “Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori. Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra Destra e Sinistra…”.
    E ancora: “Un potere barricato in un residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva. L’Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti. Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di “nuove resistenze” nella stagione peggiore degli ultimi cinquant’anni”. Per spiegare come resistere nella palude, Beha affida la prefazione a Beppe Grillo.

    E l’uomo che ha portato Zorro in radio, sceglie Affaritaliani.it per analizzare l’incredibile ascesa del Cinque Stelle, il suo posizionamento politico, il timore del cambiamento e quella “verginità politica” che avvolge i grillini.

    Allora Beha, lei che l’ha visto da vicino. Cosa pensa di Grillo?
    “E’ un fenomeno di partecipazione popolare sui generis perché chi l’ha organizzato è un comico, era un comico,

    o comunque arrivava dal mondo dello spettacolo. Il Movimento Cinque Stelle risponde ad una disponibilità di un elettorato in crescita a non riconoscersi in questa politica che ci ha ridotto nella condizione in cui stiamo. La sua forza sta nel non avere responsabilità del passato. Grillo parte da questo presupposto: nessuno è innocente, lui sì”.

    Secondo lei le altre altre forze politiche hanno una percezione reale del fenomeno?
    “Assolutamente no, non se ne rendono conto. E le previsioni che abbiamo sono per difetto. Il movimento non sarebbe cresciuto così, con tutto il lavoro fatto sul territorio se ci fosse stata una percezione per tempo da parte delle altre forze politiche. Quando Grillo promosse il “Vaffa-Day” e la raccolta di firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare era il 2007 quindi solo cinque anni fa, e tutti ridevano”.

    Il M5S è composto perlopiù da persone che non hanno mai avuto niente a che fare con la politica, provenienti dalla società civile senza esperienza di governo e di amministrazione. Questo non sarà un problema?
    “Certo che potrebbe essere un problema, i timori sono sacrosanti ma quelli che invece erano preparati come hanno ridotto questo Paese? La situazione è molto più grave di quanto ci stanno raccontando e io penso che il movimento Cinque Stelle abbia impedito che si armasse una rivoluzione di piazza”.

    Vuole dire che la presenza di Grillo ha salvato l’Italia dalla rivoluzione?
    “Certo perché ha canalizzato la rabbia e l’indignazione in un progetto di tipo parlamentare”.

    Ma se i voti che otterranno gli permetteranno di entrare in Parlamento dovranno in qualche modo scendere a compromessi/accordi con gli altri partiti?
    “Vogliamo usare i termini giusti? Vogliamo dire che dovranno sporcarsi le mani con la politica? Stiamo a vedere. La loro presenza pubblica gli dovrebbe permettere di avere un ruolo da controllori, come i magistrati dovrebbero fare e in qualche caso fanno e come i giornalisti dovrebbero fare e solo in qualche caso fanno: qualcuno che vigila sugli errori in questa fase compromissoria. La cosa assurda è che se Grillo e i suoi dovessero sbagliare da parte degli altri non ci sarebbe il dispiacere ma la soddisfazione di dire “hai visto? Anche loro hanno sbagliato”.

    Quale risultato si aspetta per il M5S?
    “I sondaggi dicono intorno al 18% e sarebbe già tantissimo per esercitare un ruolo in termini di interdizione”.

    La vera incognita è sulla governabilità che queste elezioni potranno garantire con i risultati che i sondaggi prevedono.
    “Malgrado una legge mascalzona che nessuno è riuscito o ha voluto cambiare, anche senza Grillo oggi non c’è nessuna forza maggioritaria che riuscirebbe ad avere una governabilità stabile. Oggi Grillo è l’unico agente di disturbo nei confronti di una politica malridotta che ci ha portato a questa condizione. Mi auguro che l’elemento di disturbo agisca in senso positivo”.

    Postato da Redazione
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    lucianoantonio .
    20/02/2013 alle 17:54
    parole giuste , ma comunque se non si rimette in carregiata l'italia grillo o non grillo la rivoluzione di piazza ci sara', speriamo e confidiamo nelle persone oneste ed obiettive come tanti che rimettano in sesto ridando prima di tutto dignita' all'italiano.

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