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    26
    apr.
    2013

    Saviano e “No-I giorni dell’arcobaleno”: ma l’Italia non ? il Cile, per fortuna o purtroppo?

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    Roberto Saviano
     
    Roberto Saviano

    Non sono un fan enfatico del Santoro-persona, ma mi interessano moltissimo le sue trasmissioni di tv ventrale. E’ il pi? bravo, in questo segnato recinto. Ieri sera per esempio la pazienza di chi lo vedeva e ascoltava per quasi tre ore in “Servizio pubblico” con discorsi alla moviola ? stata comunque premiata. Si aspettava Roberto Saviano per un gran finale, e lo scrittore scortato ha parlato di un film (del 2012) sul referendum del 1988, in Cile, intitolato “No-I giorni dell’arcobaleno”. In ballo allora c’era l’uscita per via democratica dall’orrenda dittatura di Pinochet.

    La novit? di quella campagna elettorale varata in extremis contro il regime, nel referendum voluto dalla comunit? internazionale non per rovesciare ma per confermare “prevedibilmente” (visti i tempi e i modi di tale consultazione popolare) il “generale massacratore” con un suffragio nelle urne, fu il “come”. L’opposizione liberal-democratica e le sinistre confluirono faticosamente, ahi quanto faticosamente, in un ragionamento di prospettiva: lavorare sul futuro, sull’ipotesi di “allegria” per un popolo stramazzato, sulla possibilit? di recuperare alla democrazia anche chi considerava normale e “accettabile” un Pinochet con tutta la sua ghenga.

    Saviano ha battuto con sagacia su questo tasto. Appunto parlare agli “altri”, a chi non la pensa come noi, per prefigurare un domani differente, con altre idee, altri comportamenti, in definitiva persone che potessero diventare “altre da s?”. Mica male per un’opposizione macellata da un regime di carnefici, opposizione chiamata non a dimenticare le atrocit? ma a non farle rimanere tappo per l’avvenire, con un popolo confinato nell’ignoranza e nell’insensibilit? o di qua o di l?.

    Direte: ma che ne frega di Saviano, del Cile di Pinochet, del referendum del 1988 con quello che capita da noi oggi, ancora senza governo e in piena “battaglia incivile” in corso tra il Berlusca, i postumi di Bersani leggi Pd frastagliato, Grillo e i suoi anatemi da 25 aprile smozzicato ecc. E sbagliate: perch? con tutte le differenze del caso, macroscopiche e assai superiori alle analogie tra il Cile di un quarto di secolo fa e l’Italia di oggi, resta il dubbio che un ragionamento politico del genere, in termini di sostanza programmatica e di forma della comunicazione politica (le elezioni al momento non sono previste…), possa valere anche per noi. Insomma, come parlare a coloro che hanno votato per Berlusconi, come tradurre in azione socio-economico-culturale i manifesti di Napolitano bis, come riuscire a interessare tutti ecc. ecc.

    Mica male come tema. Naturalmente a condizione che poi la coda savianesca di Santoro suscitasse un dibattito in questi termini: per tre ore spariamo (giustamente) su Berlusconi, sul Pd e sulla partitocrazia ecc., e poi arriva il mio “camorrista omeopatico” preferito, cio? un fisico da Gomorra ma una testa e spero anche un cuore fine, che ti dice “forse bisogna trovare un terreno comune, altrimenti non se ne esce” e non si applica la questione a noi? Ebb?, vogliamo collegare le due cose oppure no?

    P.S.molto personale, ma ? un debito di informazione che debbo pagare. Ieri ho perso mia madre. Succede, purtroppo. Ma quando una generazione e mezza fa persi mio padre dello stesso terribile e avido male, scrissi su “Repubblica” dove lavoravo allora un “j’accuse” tosto delle deficienze dell’assistenza medica ospedaliera, suscitando un gran casino. Adesso, quasi a rovesciare la clessidra, sono qui a ringraziare con le lacrime l’assistenza terminale in un “Hospice” romano pubblico, “Villa Speranza”, collegato al Gemelli: raramente ho trovato tanta gentilezza e sensibilit?. Si dice: sono cure palliative. Beh, provate voi… Se non vi ? purtroppo gi? capitato. E’ in questi frangenti che misuri la civilt? di una societ?, come nasci e come muori, l’attenzione ai bimbi, ai vecchi e ai fiumi, scriveva il poeta. E naturalmente i tagli del welfare vanno a colpire anche queste strutture. Davvero per evitarlo bisogna stabilire prima chi in questo Paese ? definitivamente “buono” e chi invece ? “cattivo”?

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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