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    21
    apr.
    2013

    Siamo al voto e c?? gi? chi ha perso: la vecchia idea di tv. E si deve a Grillo

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    Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, durante il suo intervento a Vercelli, 15 febbraio
     
    Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, durante il suo intervento a Vercelli, 15 febbraio

    Come spesso, subito istruzioni per l’uso di questo articolo. Non ? un “endorsement” per Grillo, come si dice adesso pomposamente, cio? una presa di posizione pubblica a suo favore, anche se nelle cose pu? diventarlo. E’ semplicemente una lettura oggettiva almeno nelle intenzioni di che cosa sia accaduto alla politica elettorale in tv in questa stolida campagna. A dimostrazione di questa premessa, confesso che mi stavo guardando intorno per capire quanta gente presentabile, sul piano personale, professionale e politico, ci fosse in giro per orientarmi nelle urne. Perch? s?, lo ammetto, anch’io faccio parte di quel 30% di elettori incerti ad oggi su chi votare.

    Cos? ho dato un’occhiata circolare. Per esempio per la Regione Lazio, funestata dagli scandali in tutti questi anni anche solo prendendo il caso Marrazzo o quello di Batman Fiorito diversissimi tra loro ma attinenti a un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti della rappresentativit? politica che dovrebbe incuterci paura e preoccupazione, ho pensato a Nicola Zingaretti, che ritenevo irreprensibile. S?, uomo di apparatniki piddino, ma di aria perbene e efficienza organizzativa. E invece eccoti la notizia, per lo pi? celata dai media, di contributi pensionistici a ufo fatti pagare da lui per s? al denaro pubblico della Provincia invece che alle casse del partito. Perch?, Nicola, perch??

    Oppure, su scala nazionale, oltre ai “competitors” maggiori, mi sono rivolto a Oscar Giannino, di cui mi piace tutto o quasi anche se ? circondato da un’aureola di imprenditori, tributaristi, “professionisti liberali” che dovrebbero costituire il nerbo del sistema-Paese e invece finora hanno sempre attaccato l’asino dove voleva il padrone di turno. E non insisto su grembiulini e compassi…, nessuno ? perfetto in quest’Italia in rovina. Ed eccoti la notizia che Oscar, anche lui, bleffava su

    un suo master statunitense che faceva curriculum prestigioso… Clamore e scorno, disappunto e delusione… Tu quoque, Oscar…!

    Ma il punto era Grillo. Ebbene, in un momento in cui tutti quelli che potevano, a partire ovviamente da Berlusconi che ne possiede parecchio, hanno occupato lo spazio tv per farsi votare, Grillo no: ha invece occupato le piazze come una volta, nel senso che lo sono andati a sentire folle esorbitanti. All’interno del fenomeno ovviamente c’? tutto: il fatto che non accetti il contraddittorio, che le piazze fisiche e non virtuali ascoltino lui e quasi sempre ignorino o disattendano i “suoi” trattati alla stregua di comprimari da palcoscenico mentre invece a dire suo, di Beppe, sarebbero il sale della democrazia dal basso, che prenda impegni (con Sky) e li disdica in un amen perch? “gli conviene di pi?” ecc.

    Di certo ha comunque smontato in questo modo la percezione della politica cui la tv ? indispensabile, facendo in modo che la tv stessa, i notiziari, i talk-show fossero mediaticamente costretti a inseguirlo nelle piazze, e non a casa sua, nel salotto altoborghese che gli compete dopo una vita professionale di grande successo e di introiti conseguenti. E se non sar? certo come prima un Parlamento con 100 rappresentanti del popolo a 5 stelle non dovrebbe consequenzialmente pi? essere lo stesso il rapporto tra politica e tv dopo il voto. La vecchia tv padronale e partitica, troppo spesso senza un briciolo di indipendenza e autonomia di chi ci lavora, forse ? al tramonto. Forse bisogner? cambiare punto di vista. Forse. Personalmente, dopo trent’anni di battaglie (perdute) in questa direzione, me lo auguro caldamente.

    Postato da Redazione
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