• Biografia
  • articoli
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Indietro Savoia > articoli > Dopo lo schiaffone di Grillo, la sberla dell’astensi...
    29
    mag.
    2013

    Dopo lo schiaffone di Grillo, la sberla dell’astensione: AAA ragionevolezza e capacità cercansi disperatamente…

    Condividi su:   Stampa
    beppe-grillo-flop-5stelle

    Soltanto chi si ostini a vedere il dito che indica la luna, e non la luna stessa, può ignorare il significato cruciale di queste amministrative: la sfiducia generalizzata della gente nei confronti della politica come risolutrice di problemi. Qui negli ultimi articoli avevo parlato prima di politica & giustizia, ovviamente a partire da Berlusconi, chiedendomi perché uno lo votasse (non affermando che non fosse legittimo farlo, anzi premettendo il contrario, certo per lui come per tutti “se la legge lo consente”…). Il passo successivo era ed è perché andare a votare, per chiunque, senza che questo risuoni come invito all’astensione. Se ne parla, civilmente (!!!)…

    Poi mi chiedevo alla vigilia se la partitocrazia avesse appreso qualcosa dagli schiaffoni a essa rifilati con le ultime elezioni politiche da Grillo e il M5S, tre mesi fa, e mi ero risposto in facile anticipo “purtroppo temo di no”. E ora siamo qui a fare due conti, in attesa dei ballottaggi. Il dato di Roma ma anche quello nazionale di queste amministrative se state leggendo queste righe lo conoscete, perché è un po’ dappertutto in rete e sui media tradizionali. Non è andato a votare praticamente nessuno, con cali vertiginosi (il dato di una città come Pisa, ad esempio, fa un effetto straniante anche se appunto non sorprendente) anche solo dal confronto (a Roma) con il 2008. In cinque anni, per lo più di crisi prima montante e poi galoppante, la politica nel suo complesso ha perso in buona parte percentuale la sua ragione sociale, la democrazia, il suo motivo d’essere, gli elettori. Questa è la “luna”, che è sotto gli occhi di tutti. Veniamo al dito.

    1) Flop di Grillo dappertutto, con alcuni esiti clamorosi. Battersi muro muro contro il sistema senza averne i mezzi o avendoli solo in parte, ha dato il risultato che vediamo. Ma chi ne gode, dico di questo flop, qualunque peso si dia agli errori o all’inadeguatezza del Movimento, forse non ha ben chiaro che il M5S non è la malattia, ma casomai un suo antidoto abborracciato. La malattia è l’altra, quella denunciata che ha portato alle urne a febbraio più di otto milioni di italiani “per protesta”.

    2) Se adesso molta gente non vota, è presumibile che in parte consistente siano i delusi dalla protesta o dai suoi effetti o dalle sue incertezze dell’oggi e del domani. Ma se Grillo, come credo, aveva canalizzato comunque verso le urne tale protesta, adesso questa protesta dove va a finire? Insomma, i partiti tradizionali dovrebbero essere preoccupati e non gongolanti per questo.

    3) Il Pdl doveva essere in grande ascesa. Non pare sia così: certo, le amministrative hanno dato solitamente a Berlusconi meno soddisfazioni delle politiche. Però che ora il cammino del centrodestra fosse una guida rossa (pardon, azzurra) evidentemente non era vero. Interroghiamoci anche su questo.

    4) Il Pd fa ancora presa “su quelli che votano”, e si può rovesciare il discorso politiche/amministrative appena fatto per Berlusconi, il tutto al netto degli scandali, cfr. Penati, Monte dei Paschi ecc. E’ ancora un partito o un agglomerato di interessi che -per scelta positiva o per esclusione- sul piano amministrativo è considerato “il meno peggio”. Non credo che basti. A meno che quest’Italia ignara di lune non sappia che vedere dita, e di questo passo tra poco guardando per terra non vedrà o vorrà vedere neppure quelle. AAA ragionevolezza e capacità cercansi, disperatamente.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook