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    22
    mag.
    2013

    Riprovo: è possibile parlare di politica “ideale” in un Paese che non la contempla più? Altrimenti è solo tifo da stadio, ultras del web compresi

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    Chi vota Berlusconi?
     
    Chi vota Berlusconi?

    Istruttivo esperimento: cerco di parlare di politica qui, a partire dal più importante uomo politico italiano dell’ultimo ventennio (importante è vox media, non ha un significato positivo né negativo in partenza: è importante sia il Papa che Totò Riina), e me ne arrivano quasi solo insulti. Riprovo con due obiettivi.

    1)   Verificare se sono letti gli articoli o solo i titoli. A giudicare dalla mia esperienza, uno si fa l’idea dal titolo e non conta che nell’articolo ci siano ipotesi, tesi, antitesi che ne ampliano il significato. Siamo al calcio: forza Berlusconi, abbasso Berlusconi, o chiunque altro. Forse questo portale di Tiscali dovrebbe fare l’esperimento di mettere un titolo completamente opposto all’articolo, per “vedere di nascosto l’effetto che fa” (è Jannacci, non Gramsci).

    2)   Non lasciare alla superficie degli insulti il tentativo di discutere di persone, programmi, partiti in un’Italia devastata dalla mancanza di raziocinio e onestà intellettuale, di curiosità e spirito critico, di un minimo di ironia e di autoironia, ecc. Purtroppo è un Paese che ha smarrito ogni forma di allegria, un’Italia “che non canta più”. Se anche qui facessimo uno sforzo per approfondire invece che berciare, non sarebbe poi male.

    Allora: come risulterebbe evidente a chi avesse seguito i miei ultimi articoli qui, il motivo per cui chiedevo perché si votasse Berlusconi era che venivo da un’analisi sulla doppia figura di Silvio, nelle aule parlamentari e in quelle giudiziarie. Nessun altro uomo pubblico è in questa condizione, che sta strozzando il Paese e la politica di qualunque colore (devo riscriverlo? Di qualunque colore) ormai da una generazione abbondante. Mi sembrava coerente partire da qui. Ma non per arrivare a votare altri, cosa che non ho scritto. Intanto, per capire perché uno lo voti ancora, dopo averlo provato per vent’anni. Qui il discorso sulla destra c’entra poco o niente. Da sempre sostengo che il Paese si salva solo con il concorso di una buona politica a confronto, con una buona destra e una buona sinistra. Che mancano entrambe. In articoli e libri ho rimarcato come un uomo d’affari peraltro molto chiacchierato fin dall’inizio e molto inquisito, processato, prescritto, assolto e condannato fino ad oggi come Berlusconi, poteva tranquillamente candidarsi a leader della sinistra: così almeno la sedicente sinistra avrebbe vinto le elezioni, e il Paese sarebbe andato male lo stesso e le fortune personali del Cavaliere Inarrestabile bene (o addirittura meglio?)lo stesso.

    Dunque riproviamo: mi interessa sapere perché votate Berlusconi malgrado tutto, e accetto di buon  grado qualunque analisi critica delle colpe enormi della sinistra in questo dopoguerra. Né ho mai invitato nessuno a votare per qualcuno. Semplicemente, ci tengo a incamerare la vostra idea di politica. Quella della classe dirigente complessiva – con responsabilità differenti ma un risultato complementare: la rovina dell’Italia – purtroppo la conosco già.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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