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    24
    mag.
    2013

    Si vota a Roma e in tutt’Italia: ma in tre mesi hanno imparato qualcosa? No, purtroppo pare di no

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    elezioni-roma2013

    Domenica si vota alle amministrative, a Roma e in parecchi comuni d’Italia grandi e piccoli. Abito a Roma, ancora la capitale dicono. I segni esteriori mettono paura: le strade sono impresentabili, gli incidenti per le buche sulle due ruote non si contano, con montagne di cause al Comune. E da qualche giorno, come se le buche e le urne avessero qualcosa in comune (Comune)…, si infittiscono macroscopicamente i lavori. Ma perché proprio adesso e tutti insieme, si domandano per esempio gli abitanti del popolosissimo quartiere di Montesacro? E perché non di notte, come in tutte le metropoli europee, per non intasare definitivamente un traffico già esausto? Per non pagare gli straordinari, si rispondono da soli… E mentre scrivo è in atto un formidabile “sciopero dei mezzi”, con quello che ne consegue per scuole, luoghi di lavoro ecc.

    Poi c’è la campagna elettorale: una miriade di liste, un lenzuolone da stendere in cabina… Pubblicità d’affissione, di radio, televisione, carta stampata e internet a mio avviso complessivamente penosa: non li voterei (nessuno) anche solo per punirli della loro scadentissima mancanza di fantasia comunicativa. E infine c’è la questione politica: un sindaco che ne ha fatte di tutti i colori; un candidato del Pd catapultato non si sa bene perché grazie alla formula ormai in voga come una sfilata di moda, le “primarie”, passate in un lampo dal massimo della democrazia al minimo del senso e dell’informazione; un ex-giovane imprenditore che costruisce qui e vive a Londra; il candidato del M5S probabilmente serio e perbene ma sconosciuto, accuratamente sconosciuto…

    Mi domando in pubblico: ma secondo voi complessivamente qualcuno ha imparato la lezione delle elezioni politiche di tre mesi fa? C’è un cambiamento, in un Paese sfasciato? Vedete segni superficiali o di sostanza che diano fiducia o speranza? Con l’Italia sul baratro, come dice Confindustria, e con la frantumazione della politica e del Governo che abbiamo sotto gli occhi, essi continuano come se niente fosse. E per favore non mi si venga a dire che Tizio non è uguale a Caio, né a Sempronio: lo so, ma l’effetto è simile, l’insieme è complementare. La novità resta Grillo, ma verrà fagocitato dalla realtà o farà (saprà fare) in tempo a cambiarla?

    P.S. E’ morto Don Gallo, come sapete. Uomo straordinario, qualunque idea, simpatia, empatia si avesse di lui e con lui. Ha lasciato una scia umana rara, e negli ultimi anni con il tempo e la salute che volavano via si è speso mediaticamente in tutti i modi possibili per diffondere un esempio oltre i suoi confini naturali di vita, e di vita religiosa. Misurate il livello della stampa anche dalla quantità e qualità della maniera in cui lo hanno ricordato. Con Andrea e il suo leggendario sigaro la Chiesa ha fatto un altro grande colpo resistenziale. Sei costretto a riconoscere che non è un caso che la questione vada avanti da oltre 2000 anni. Paragonatela a quello che ho scritto sulla vigilia elettorale a Roma, e ditemi un po’ che ne pensate… se volete, naturalmente… (non vi ho chiesto perché fate – o non fate – la comunione, né se Berlusconi la fa anche se non potrebbe farla…).

    Postato da Redazione
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