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    19
    giu.
    2013

    Siamo seduti su una mina, ma sembra che la politica non ci faccia caso

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    Enrico Letta al G8 in Irlanda
     
    Enrico Letta al G8 in Irlanda

    Muore in Siria un ragazzo di Genova, e da noi qualcuno in più si accorge di quello che sta succedendo a due ore scarse di volo. Ma da quando è cominciata la strage di Assad? Da ieri? Erdogan dà fuoco alla Turchia e ancora pare quasi che la faccenda non ci riguardi, perché “non è nemmeno in Europa”, al punto che il premier turco si fa beffe del Parlamento Europeo, fino a ieri sua preziosa sponda commerciale. Ma non è “roba nostra”… E in Grecia dovevano spegnere la tv pubblica (serrata appena bocciata in Parlamento) per far gridare a un attentato alla democrazia, dopo due anni di stenti questi sì all’interno dell’Unione Europea.

    Morale: il Vecchio Continente, centrale anche se declinante su un pianeta sempre più complesso, è diventato una sorta di Santabarbara ad altissimo rischio, e in particolare noi, in Italia, siamo seduti su una mina. Ma non sembra che l’attenzione al problemuccio da parte della nostra classe politica sia proporzionata ai rischi di esplosione. Scrivo questo proprio all’indomani della superba esternazione di Berlusconi sui nostri rapporti con il governo europeo. Altro che sbarramento al 3% del rapporto tra deficit e Pil secondo il Patto UE, dice il Nostro, non ci cacceranno per questo e del resto diamo in miliardi più di quel che riceviamo.

    Tradotto: non possiamo far morire il cavallo Italia di astinenza anche se sembra ormai quasi abituato a digiunare. E’ così? Andiamo per brevissimi punti.

    1) Nella sostanza Berlusconi ha ragione. Stiamo morendo di recessione, quindi prima aggiorniamo realisticamente il tutto meglio è, altrimenti potremmo morire da virtuosi invece che sopravvivere da viziosi. Magari non ci cacceranno, malgrado i patti e la necessità di essere credibili dopo tanto sputtanamento nel passato.
    2) Ma l’Esimio non può dirlo mentre Letta jr ci rappresenta al G8, è evidente che il momento e la concomitanza non servono all’Italia già così malridotta e anzi indebolita dall’esternazione bensì a lui e alla sua campagna elettorale personale in servizio permanente ed effettivo.
    3) Tutti gli accordi che Berlusconi vuole denunciare contestandoli, li ha fatti lui da premier. Tutti.
    4) Dice che dieci anni fa il “tetto” l’hanno sforato sia Francia che Germania, quando ne avevano bisogno, alla faccia nostra. Vero: ma chi era presidente del Consiglio allora, se non lui?

    Conclusioni: sembra che si giochi irresponsabilmente sulla pelle dell’Italia, che si giochi a carte intendo con il tavolo da gioco al centro della Santabarbara, anche quando si dicono cose ineccepibili. Possibile che tutti i drammatici segnali che arrivano quotidianamente dalla realtà di un Paese sfatto, non costringano i notabili a ragionare diversamente? Davvero pensano tutti quanti di espatriare armi, soldi, famiglia e bagagli quando l’Italia avrà imboccato chine irreversibili? Non basta guardarsi attorno, dentro e fuori dai confini?

    Postato da Redazione
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