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    13
    gen.
    2014

    La crisi italiana e il “linciaggio” della De Girolamo

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    degirolamo

    Un Paese a pezzi assiste sgomento a uno spettacolo indecente: quello del “linguaggio” della nostra classe dirigente. Non “linciaggio”, proto, non ti sbagliare, come il Ministro De Girolamo sostiene che le venga riservato, ma proprio linguaggio: ma sì, domandiamoci come parlano oltre ad aspettare che la magistratura appuri come si comportano. Come parlava al telefono degli appalti del suo clan il Ministro dell’Agricoltura nell’estate del 2012, allora “solo” deputata del Pdl ma – particolare che dovrebbe essere rimarcato e insegnato nelle scuole… – in un’Italia già sprofondata nella crisi che evidentemente non riguarda né le opere né le parole di chi “conta”.

    Come parlava l’ex assessore Lisi (Udeur) con un architetto il 30 novembre 2010, un anno e mezzo dopo il terremoto dell’Aquila, dopo le risate telefoniche di Piscicelli e company e tutta la vergogna di allora, a cadaveri caldi, quando diceva “Abbiamo avuto il culo del terremoto…”, oppure “L’Aquila si è aperta, da fessi farsi scappare ‘ste opere…”. E questo per rimanere soltanto all’ultima settimana della “cronaca lessicale” di questa classe dirigente senza accennare agli scandali “regionali” da cui siamo assediati.

    Nessuno si dimette, naturalmente, se non è costretto a farlo per la gola (cfr. il sindaco aquilano Cialente non coinvolto direttamente ma “maggiore in grado” di una vergogna sotto i suoi occhi), e il “linciaggio” è invece quello cui dopo una campagna in solitario de “Il Fatto” ripresa a fatica, a grande fatica, dagli altri giornali, sarebbe sottoposta la De Girolamo? Proviamo a tenere insieme come parlano lorsignori e come siamo ridotti, il sistema-Paese intendo. Magari ci viene qualche idea diversa per il futuro… O no?

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    patrizia .
    15/01/2014 alle 09:18
    De Girolamo-Boccia : pdl-pd mancano i figli, cosi' avremo la famiglia al completo. questo ed altro ci meritiamo, finche' si continua a dar fiducia a gentaglia.. parole.. parole.. parole... solo parole.
    carmine .
    14/01/2014 alle 00:28
    La ministra parla con un linguaggio cammorristico-mafioso, per giunta parole dette con l'arroganza del ruolo rivestito e dette da una donna fanno ancora più inorridire e indignare.Inoltre sostiene che la registrazione è illegale, ma di quale illegalità parla!!!!!!! senza quella registrazione ora non saremmo qui a discutere e sarebbe passato tutto sottobanco.Quello che è illegale è il suo linguaggio che nessuna persona onesta e di dignità userebbe.Si dovrebbe dimettere seduta stante.
    Franco Tremul .
    13/01/2014 alle 20:53
    L'arroganza, la protervia, la strafottenza di questa "classe dirigente" è senza limiti. Pensare che 20 anni fa Mario Chiesa si dimise per una bustarella di 5 milioni di lire. Dico: 5 milioni! 2500 euro!
    FELICE TORTORICI .
    13/01/2014 alle 19:44
    continuo a chiedermi come fa il marito a vivere con una moglie che condivide e fa propri i valori di silvio? risposta: sono fatti della stessa pasta, quello che conta in fondo è il dio denaro e il potere.
    Tiziano .
    13/01/2014 alle 19:36
    Mi sono sempre chiesto, non trovando mai una sicura e definitiva risposta, se e' stato il Paese a "creare" questi Signori, visto che non vengono da qualche altra Galassia, o questi Signori a creare il Paese cosi' come e' diventato nel tempo ! In fin dei conti, un Calderoli sarebbe stato diverso nella vita quotidiana ?
    Antonio .
    13/01/2014 alle 19:16
    Quello che indigna di più, a mio modo di vedere, è il sostenere che l'intercettazione è abusiva, quasi a voler mettere il proprio linguaggio in seconda battuta, meno grave. Abusiva o meno, dimostra l'incredibile modo di agire, parlare e atteggiarsi di una classe politica indecente e che dovrebbe seguire corsi intensivi d'educazione civica, morale ed etica.
    Giuseppe .
    13/01/2014 alle 18:18
    Fa schifo.se ne torni a pascolare le pecore.sta stronza

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