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    30
    lug.
    2014

    Ventimiglia, forse meno…

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    Ventimiglia
     
    Ventimiglia

    Giorni fa sono stato all’estero, e fin qui giustamente “e chi se ne frega”. Il punto è che non sono stato proprio all’estero nel senso letterale e topologico, ma sono stato in un estero più che estero, in un estero metaforico, in un estero italiano: a Ventimiglia, a un soffio da Mentone e dalla Francia. Sole piovoso, città bassa nuova, città alta storica ricca di palazzi medievali che cadono a pezzi perché si sono mangiati i fondi europei e adesso sono finiti e con essi gusto e restauri, carruggi su per il nucleo vecchio abbandonato, desertificato e poi occupato da una popolazione particolare. Per rendermi conto di persona ho girato a piedi, chiedendo istruzioni a vecchi e  giovani: dov’è la cattedrale, dove traverso il fiume Roja pieno di isolotti, cigni, papere, gabbiani, gallinelle tutti impegnati in immersioni da numeri da circo, dov’è la passerella pedonale con i lucchetti senza Moccia anche se molti, troppi fisiognomicamente d’intorno paiono Moccia. Ma perché, come mai? Perché tutti quelli che interpello, nel mercatino dell’antiquariato come nelle strade intasate d’auto frontaliere vicino alla stazione, mi rispondono in varie accentuazioni di calabrese? Diretto, storpiato, francesizzato, edulcorato, dissimulato, ma per Giove, calabrese senza ogni dubbio. Che ci fa questo concentrato di calabresi di lunga o breve lena a Ventimiglia, antichissima città romana che si ricorda che quest’anno cade il duemillesimo anniversario dalla morte di un imperatore di qualche importanza, chiamato Augusto?

    Mi informo: ormai tra  il 70 e l’80% della popolazione di Ventimiglia, poco meno di trentamila persone, è calabrese d‘origine e continuano ad arrivare. Prima all’inizio del ‘900 furono richiami di lavoro, poi durante il secolo breve ci si misero le ‘ndrine a manipolare il territorio intrecciando con facilità la politica e gli affari, barattando il confino di molti con il confine (francese) di tutti. L’area è perfetta per il passaggio di ogni genere di merce, quella umana compresa: tra droga, armi e persone da occultare è un flusso continuo, con il risultato che la ’ndrangheta la fa da padrona e qualunque grossa commessa, vedi la necessità di terra per completare i lavori alla foce del fiume, sul porto, passa direttamente o indirettamente per mani calabre. E le istituzioni che fanno, domanderebbe qualche lettore di buon umore? Non ce ne sono, o meglio non si vedono, o ancora “non ce n’è bisogno”.

    A Ventimiglia le scuole ormai sono calabresizzate fin dagli asili ma non c’è un delitto a memoria d’uomo perché lo Stato travestito da ‘ndrine sa come fare per controllare il territorio. Così Ventimiglia è in appalto, nessuno lo sa o perlomeno l’opinione pubblica italiana per poca che ne sia rimasta lo ignora del tutto, e nel silenzio mediatico la Calabria avanza nelle sue forme peggiori. E dunque tutti mafiosi? Per carità, anche statisticamente sarebbe impensabile. Ma che non governi lo Stato o quello che intendiamo per Stato in sintagmi di un certo risalto come le “trattative-Stato-Mafia”, è assolutamente pacifico.

    La comunità migliore degli indigeni non abbozza, reagisce, ci sono 4 librerie che per un’idea di cultura sempre più impallidita sono autentici bunker resistenziali che cercano di dare solidità a un costume strisciante e gassoso, quello delle pacche sulle spalle e perfino, negli immigrati più antichi, del calabrese di una volta che quasi ha bisogno di traduzione nel calabrese contemporaneo. Naturalmente a Ventimiglia sulla scia di Bordighera lì a fianco l’amministrazione locale è stata sciolta per mafia, e ier l’altro, nelle ultime elezioni, è spuntata una lista semicivica molto giovane, alla rottamazione style, che comunque, a giudicare dagli intrecci politici con i predecessori “sciolti”, probabilmente capisce bene tutti i linguaggi. L’impressione è di essere in una frontiera languente, disperante, che fa da ostaggio a se stessa in un andirivieni di compravendite e nonsense. E noi da questa parte… Sì, sono stato all’estero…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Mimmo Loiero .
    01/09/2016 alle 18:21
    Ma perché il sig. Oliviero Beha che è un giornalista affermato (e a ruota tutti i grandi e piccoli puffi che in questi commenti gli danno ragione) se non vogliono essere chiamati razzisti non fanno il semplice esercizio di chiamare le cose col loro nome. I calabresi si chiamano calabresi, i mafiosi si chiamano mafiosi e i razzisti si chiamano razzisti. A qualunque razza appartengano e di qualunque colore sino i loro occhi occhi, pelle e corna. Quello di identificare un popolo (piccolo o grande, povero o ricco, buono o cattivo) con un problema sociale è l'essenza del razzismo di ogni tempo e paese. L'articolo di Beha avrebbe avuto ben altro peso se avesse fatto una inchiesta seria denunciando con nome e cognome le malefatte amministrative di tizio caio e sempronio. Le mafie si combattono così (al sud come al nord) magari anche rischiando di vedersi l'auto bruciata o peggio. E se qualcuno vuole imparare come si fa vada a contare i morti ammazzati per aver denunciato o resistito o lottato e quelli che hanno subito ritorsioni, minacce, incendi eccetera. (in Calabria, Sicilia, Campania). Se non si fa questa semplice operazione si rimane alla guerra degli insulti e poi anche peggio. Della serie terroni contro crucchi. E se questo è accettabile per un puffo non dovrebbe esserlo per un giornalista affermato come Beha.
    Nunzio .
    17/06/2015 alle 18:51
    Mai stato a Ventimiglia.
    Michele .
    24/05/2015 alle 09:35
    Carissimo Bhea hai pisciato fuori dal Casinó. Il tuo articolo si presta al più bieco razzismo. Hai tappato, come direbbe il mitico Pippo Baudo. Umiltà e scuse a tutti i calabresi. I veri delinquenti sono da un'altra parte della penisola italica che ancora molti utili idioti chiamano "italia".
    Franco .
    10/08/2014 alle 16:03
    bravo grande puffo!!!
    Il Grande Puffo .
    07/08/2014 alle 19:10
    Grande Beha. Però Ventimiglia è all'80% in mano non ai calabresi, perché detta cos' sembrerebbe una stranezza razzista. VENTIMIGLIA E' IN MANO ALLA MAFIA CALABRESE, ALLA MASSONERIA CALABRESE E UNA MASSA DI BOTTEGAI CALABRESI. Vogliamo che Ventimiglia torni a essere ligure, di abitudini liguri, di cultura ligure. Padroni in casa nostra, proprio quello che i calabresi razzisti chiedono per prendere le distanze dai loro vicini africani che arrivai nel nostro paese. A Ventimiglia Alta i CALABRESI mandano via gli extracomunitari. Vi siete mai chiesti perché non ce ne sono? Perché i calabresi li cacciano. Poi i razzisti siamo noi che vogliamo sentir parlare ligure in una città della Liguria. MA TORNATE A CASA VOSTRA...
    Valerio Tessari .
    03/08/2014 alle 09:27
    Anche io non sono Ventimigliese pur essendo nato quì e la mia infanzia l'ho vissuta come figlio di immigrati in mezzo ad altri immigrati. In casa mia si parlava veneto (mia nonna capiva solo quello) a scuola si studiava l'italiano ma nel campetto di calcio sottocasa le parolacce erano universali, le capivamo tutti, liguri, calabresi, veneti e anche i francesi. Passato il periodo dei giochi da cortile quei ragazzini hanno preso strade che li hanno allontanati, chi ha fatto il frontaliere, chi l'imprenditore, chi il ferroviere chi è rimasto in mezzo ai garofani mentre io sono diventato un servitore dello stato e come tale ho lasciato la città. Ora quando torno a Ventimiglia e rincontro le stesse persone non vedo il terrone che ha invaso l'ultimo lembo della liguria, vedo il mio vecchio amico, quello con cui ho sognato, giocato, mangiato, riso e che rende emozionante il mio ritorno. Vede Sig. Oliviero quello che è successo a Ventimiglia dovrebbe essere studiato e probabilmente insegnato a scuola, da qualche parte c'è la chiave per risolvere tanti conflitti etnici.
      Roberto .
      03/08/2014 alle 23:46
      ... Chi il mafioso.. "mi sa tanto" che stando fuori, se ne è persa un pezzo...della storia.. Saluti...
    Roberto .
    01/08/2014 alle 18:13
    Sig Loiero evidentemente la Storia dell' Unità d'Italia imparata su qualche libretto revisionista in salsa neoborbonica, l'ha confusa e le ha fatto sbagliare strada. L'articolo di Beha è finemente intellettuale ed è da capire con un po' di attenzione. Il Risorgimento può anche essere materia insidiosa ma è indubbio che ha rappresentato la fine di una cultura ,che non era sicuramente in settentrione. La lapide che ricorda il sacrificio dei fratelli Bandiera in Calabria ricorda nel 150° Anniversario dell'Unità che il cammino non è ancora concluso. Concordo con l'altro lettore che afferma che il Risorgimento in Calabria si completerà quando il popolo calabrese prenderà veramente coscienza nell'emarginare tanti ambigui personaggi. Il mio bisnonno classe 1859 nato a Reggio Calabria, fu uno dei primi calabresi arruolati nell'allora Corpo delle Guardie di Città dopo l'Unità e i briganti li affrontò davvero. Basta con questo piagnisteo sull'ineluttabilità del destino di una terra ,il popolo calabrese deve ribellarsi alla prepotenza della 'ndrangheta ,ai briganti di allora come ai boss e capibastone di adesso. La presa di distanza dall'"inchino" alla processione di Oppido M., è un primo e incoraggiante passo per terminare veramente il Risorgimento con onore.
      Mimmo Loiero .
      17/02/2015 alle 18:41
      Certo ripetere le storielline, raccontateci dalle elementari in poi, è più facile e non comporta la fatica di capire, studiare, analizzare. Peccato però che, sui fratelli Bandiera come sui trecento di Pisacane, poi ci siano, documenti che le descrivono come allucinanti trame massoniche... Per il resto nulla è più lontano da me di quanto non lo siano i neo borbonici. Considero la Borbonia, alla pari che la Padania, una mitologica e insipida invenzione buona forse per raccatar voti ma non per capire. Sulla storia della Calabria la rimando al mio libro Mistero Bizzarro e a quello che pubblicherò tra poco Oscura Luce Calabra
      Michele .
      24/05/2015 alle 09:20
      Allora...bisogna liberarsi da questo Stato italiano corrotto, inefficiente ed esso si delinquenziale. Che ci azzeccano i calabresi? Suo nonno aveva due anni quando combatté i "briganti"? Precoce…forse troppo. Beha fa molti interventi, ma non sempre la ragione é dalla sua parte, tanto é vero che i commenti razzisti si sprecano.
    Mimmo Loiero .
    01/08/2014 alle 17:24
    L'articolo del signor Beha si basa essenzialmente su due asserzioni concatenate di cui la prima che potrebbe essere vera e verificabile (a Ventimiglia il 70-80% della popolazione ha origini calabresi) regge la seconda che nessuno può provare né verificare (i calabresi sono 'ndranghetisti e forse puzzano). E' un vecchio trucco dialettico. Lo si è esibito tante volte con ogni tipo di minoranza. Beha nel suo articolo non denuncia malefatte, imbrogli, nessi criminali, responsabilità, traffici illeciti o altre schifezze. Non propone soluzioni e rimedi o miglioramenti. Racconta esterrefatto e scandalizzato che nella città si sente dappertutto un innegabile accento calabrese. Insomma (non lo dice ma lo suggerisce... c'è puzza!) Se questo non è razzismo, cosa è il razzismo? Qualche secolo fa lì vicino, invece, qualcuno misurava i le teste mozzate dei morti ammazzati sulle forche e nelle stragi di stato e stabiliva che le misurazioni provavano scientificamente che i meridionali erano briganti. Reperti da usare ne aveva tantissimi. Decine di migliaia. li forniva l'esercito. Nel frattempo qualcun altro rapinava l'oro delle banche conquistate e faceva accordi elettorali con la camorra e con le mafie che esistevano già e non erano già allora una esclusiva dei meridionali. Naturalmente il tutto nel nome dell'Unità di un'Italia che ancora oggi non c'è e forse non è neanche molto desiderata. La scienza, anche allora, era un'altra cosa, ma quelle asserzioni servirono allo scopo. Ancora oggi, Olivieri Beha di tutte le risme ne fanno uso e consumo. I "briganti" allora avevano solo due alternative: Farsi misurare il cranio mozzato oppure scappare, emigrare. Fecero così per sopravvivere non solo ai rastrellamenti dell'esercito piemontese ma anche nei secoli successivi fino a oggi per sopravvivere alla fame, alla miseria, ai soprusi. Per questo nel mondo esistono tante Ventimiglie (Toronto è la città più grande della Calabria, Chicago è la più industrializzata della Campania, Buenos Aires è la più a sud etc) In queste città i meridionali e i calabresi portarono sacrifici, lavoro e ingegno ma anche (chi potrebbe negarlo?) mafie camorre e ndrangheta. Ma non avevano inventato niente. Prima di loro avevano fatto così altri "briganti"(Irlandesi, polacchi, marsigliesi e poi cinesi e giapponesi... ) Beha ce l'ha con i Calabresi e con i meridionali. Anche lui non ha inventato niente. Come tanti altri di ieri di oggi e di domani, dimostra di aver succhiato il latte velenoso del razzismo. Ma dimostra anche anche di essere ignorante come una capra e neanche poi tanto intelligente come a volte è riuscito a far credere anche a me...
      Il Grande Puffo .
      07/08/2014 alle 19:15
      Beh che puzzano l'ha detto lei, per il resto è vero che i calabresi hanno una cultura mafiosa e sono concime per la cultura mafiosa. Fino a che non vedrò i calabresi finirla di nascondersi dietro il razzismo per coprire la mafia. Fino a che non vedrò alzare gli scudi contro i padrini della città con lo stesso livore come hanno fatto con un giornalista che ha espresso una sua legittima, raffinata e vera opinione allora per me nessuno cancellerà il sospetto che dell'80% di calabresi almeno i 60% humus per la mafia.
    Alessio Zappia .
    01/08/2014 alle 04:59
    Carissimo giornalista di fumetti lei è un gran buffone razzista.
    gufo .
    31/07/2014 alle 16:40
    già nei primi anni 70 il mercato dei fiori di ventimiglia era in mano ai mafiosi calabresi,ma la cosa non preoccupò nessuno secondo il perfetto stile italiota
    Rina .
    31/07/2014 alle 16:26
    Vada all'Estero e ci resti, per favore. E non scriva più, grazie in anticipo.
    pellegrino .
    31/07/2014 alle 15:19
    ACCIDENTI !!!!! meno male che le penne non hanno cartucce...sono ventimigliese dal 1951, anche se...spantega'..ho sempre vissuto con ventimigliesi, meridionali, nordisti, francesi...eccetera,eccetera. bellissima comunione di usanze e lingue (eh si', anche il calabrese è una lingua, come il milanese o il ventimigliese)d'Italia, purtroppo, ora, dovete condividere anche con i cinesi e i russi !!! cherchez l'erreur !!!! bacioni a tutti voi Flo
    Carlo .
    31/07/2014 alle 11:51
    Caro Oliviero ti sei dimenticato di dire che Ventimiglia è luogo dove i boss hanno soggiorno obbligato al Nord
    GIORGIO ABBO .
    31/07/2014 alle 11:41
    le dichiarazioni odierne di Beha con le quali ha invano tentato di difendere l'articolo sono peggio dell'articolo stesso e confermano la miseria intellettuale del personaggio che senza alcuna ricerca ma in maniera superficiale e senza che a noi sia dato sapere a quale titolo, ha espresso dei giudizi deprecabili su di una intera comunità. Mi chiedo chi possa sentirsi rappresentato da giornalisti di questo genere che utilizzano il potere mediatico fornito dal loro mestiere in maniera abnorme. Il giornalismo, per come lo concepisco io dovrebbe parlare di fatti, documentarli e limitarsi in certi giudizi personali, per evitare di trascendere nel più profondo qualunquismo e disfattismo, dando si, in questa maniera un grosso contributo alla criminalità organizzata che, a parole, si dichiara di voler combattere
      Giuseppe Belfiore .
      31/07/2014 alle 13:51
      E' inutili scrivere che non è vero!! Esaminiamo gli appalti e i loro gestori e tutto sarà chiarito!!
    Roberto .
    31/07/2014 alle 09:49
    Sig Beppe non faccia del vittimismo d'accatto! Approfittiamo tutti di questo momento storico per cercare di dare la spallata definitiva alla mafia nelle sue varie accezioni. Forse gli anni che si prevedevano per fare ciò ,saranno di meno. La Chiesa ha finalmente condannato le processioni religiose con inchino ai boss che nelle regioni meridionali hanno tanto seguito popolare.. Il vento fresco della modernità arriva ..Apriamo le finestre!
    Beppe .
    31/07/2014 alle 08:32
    Ma si continuiamo a denigrarla questa Calabria, umiliamola sempre, massacriamola. Facile prendersela con qualcuno, ovviamente sempre i più deboli. Ovviamente questi articoli arrivano da personaggi abituati a vivere nella Roma bene, dove ahimè frustrati per una grande bellezza persa, approfittano di scagliarsi con qualcosa a Sud di Roma, qualcosa che sia più meridionale, qualcosa che il romano possa sentirsi superiore. Questo giornalismo è comunque la fotocopia del paese.
    Roberto .
    31/07/2014 alle 08:08
    Sig. Merlenghi anch'io sono orgoglioso di essere ventimigliese ma sono orgoglioso anche di denunciare socialmente la situazione che si è creata a Ventimiglia in cinquanta anni di menzogne e omertà. Il popolino ,da lei citato ,è sempre stato manipolato dai tanti "capibastone" arrivati in Liguria con l'immigrazione degli anni 60. La palude maleodorante politico-amministrativa ,che aveva il suo bacino elettorale proprio in quel popolino lì che lei cita, l'ha fatta da padrona in città per molti anni, rovinando intere generazioni che hanno assunto queste mentalità. Non abbiamo paura a far vedere i panni sporchi, ad avere la ribalta nazionale e non solo quella grettamente locale. Una delle migliori firme d'Italia si è occupato di noi, approfittiamone per aprire un dibattito e parlarci con quella franchezza che per molti anni ci è stata sottratta.Non ultimo,e chi ha scritto si riconosce, basta insulti e turpiloquio che connotano comunque una certa provenienza da ambienti che fanno della minaccia e dell'intimidazione un "modus vivendi".
    Mauro Merlenghi .
    31/07/2014 alle 06:34
    E' facile emettere giudizi da perfetto snob e ironizzare quando si vive nei piani alti e si frequenta i salotti buoni, cosa vuole farci esiste anche il popolino che non è stata fortunata come lei, che non ha studiato come lei., abbia rispetto per una città che hai suoi problemi, come molte città italiane d’altronde, ma non sono dovuti dalla presenza o meno dei calabresi. Ci risparmi le sue valutazioni fatte senza approfondimento, giudizi emessi solo per fare audience e per cercare la claque, applausi che non avrà da noi ventimigliesi. Questo atteggiamento lo tenga quando frequenta quelle belle feste mondane dove potrà raccontare queste sue “disavventure” e tra una tartina e l’altra farà provare “forti emozioni “ ai suoi interlocutori. Sig. Beha scenda dal suo piedistallo e venga in mezzo a quella gente che lei ha offeso solo per convenienza pubblicitaria, venga al mattino in stazione ferroviaria a vedere le centinaia di mafiosi e n’dranghetisti che vanno a lavorare in Francia, oppure vada in frontiera a vedere tutti quei malavitosi che varcano l frontiera, le parrà strano ma non vanno a in vacanza sulla costa azzurra. Vede le parrà strano esiste gente che lavora e con dignità e non merita questo suo disprezzo. Sig. Beha vuol fare il giornalista? lo faccio con serietà approfondendo le situazioni e non sulla pelle di gente che merita solo rispetto e attenzione. Mauro Merlenghi (orgoglioso di essere cittadino ventimigliese)
      Il Grande Puffo .
      07/08/2014 alle 19:20
      Ventimigliese? Perché un calabrese che parla calabrese è un ventimigliese? Sono anni che si dice che i mussulmani devono rispettare la nostra cultura, ed è giusto. Allora anche i calabresi rispettino la nostra cultura e le nostre tradizioni, anziché imporci le loro tradizioni e la loro mafia di merda.
    Christian Bramato .
    31/07/2014 alle 05:59
    Gent.le sig Beha, Certamente è sacrosanto diritto pubblicare le Sue riflessioni. Mi permetta però di sottolinearLe che uno sproloquio pseudo-razzista da una persona con il Suo cognome sia esilarante. Siamo alle porte di agosto, Le consiglio di anticipare le ferie, ne ha bisogno. Una richiesta alla sig.ra kristine: ho letto con attenzione il Suo post, sarei felice di ricevere il Suo indirizzo mail, sarà mia premura inviarle una mini versione del dizionario Italiano/francese edito dalla Garzanti, sicuramente troverà un posto a casa Sua tra quelli francese/ arabo, giacchè in Francia è tutt'altra cosa.
    Andrea .
    31/07/2014 alle 05:37
    Finalmente qualcuno che dice come stanno le cose. I calabresi hanno in mano tutta la citta'.A conferma di questo basta vedere l'abusivismo generalizzato ed il disordine architettonico. Non ci credete?Provate a girare nel centro storico e provate a fare un salto nella vicina Francia.
      Giovanni Lorenzi Acciardo .
      31/07/2014 alle 15:01
      L'abusivismo edilizio é stato tollerato dai governi del centro-destra a colpi di condono...e negli ultimi 20 anni ha governato solo il NORD con la banda Berlusconi-Bossi...
        Il Grande Puffo .
        07/08/2014 alle 19:23
        Ma cosa c'entra questo? Vai a vedere come hanno deturpato i calabresi il centro storico con tetti di ondulux, superfetazioni abusive, impedendo la pedonalizzazione perché il comparuzzo vuole arrivare sin sotto casa e altre calabresate. E' questione di gusto e a Ventimiglia dove sono tutti o quasi calabresi di gusto ce n'è davvero poco.
    Franco .
    30/07/2014 alle 22:32
    Complimenti sig. Beha, lei ha centrato perfettamente l'obbiettivo, capisco che molti si sentano offesi a sentirsi dire la verità, ma purtroppo questo è. Vorrei dire alla sig.ra Stefania che se non vi fosse stata immigrazione anche da parte dei calabresi, avremmo molti terreni incolti, ma dormiremmo tutti con la chiave alla porta!!!
      Gianluca .
      30/07/2014 alle 23:48
      Sig. Franco mi permetto di dire solo che in meridione in molti paesi ancora si dorme con la chiave alla porta. Statisticamente improbabile che a emigrare verso Ventimiglia siano stati solo i peggiori criminali. Per il resto, seppur disapprovi i toni del Sig. Beha, mi trovo ad ammettere che la percentuale di liguri in città sia molto esigua.
    lori .
    30/07/2014 alle 22:21
    Troviamo ancora una volta un esempio di pseudo giornalismo, basato su stereotipi vecchi di decenni, che parla di problemi veri e concreti, ma non con lo spirito costruttivo dedicato a dei compatrioti, con, invece il tono di chi si sente un re ma é povero dentro e conduce una vita da disagiato. Vergognati.
    Stefania .
    30/07/2014 alle 21:03
    va bene che la città non è al massimo della bellezza, non si può paragonare di certo a monaco dove ci sono i ricchi sfondati.peccato che questo giornalista non abbia visto molto in questa città, perché oltre ai calabresi immigrati...(che se devo dirla tutta i miei nonni e i miei genitori emigrati come tanti altre famiglie arrivate qui per lavoro ,hanno coltivato terreni sfruttando quello che i liguri non hanno fatto)guardiamo anche l alta percentuale di immigrati di altre nazioni! Non ci sono solo i meridionali! In certi paesi si sente pure il rumeno l arabo cinese e albanese.poi la maleducazione e internazionale, quindi non facciamo d'un erba in fascio!per quanto riguarda mafia e via dicendo non solo qui c è ma da tutte le parti di ITALIA E DEL MONDO! E aggiungo pure che lo Stato è gia una mafia legalizzata
    Matteo G. .
    30/07/2014 alle 20:58
    Purtroppo da questo articolo si capisce bene che lei è un giornalista mediocre. Lei solleva una questione molto importante, che per altro non è una novità: quella della mafia a Ventimiglia e della gestione criminale dei soldi pubblici. Ventimiglia è una città dove la bellezza viene lasciata a svanire nella trascuratezza e nei colori pacchiani dei suoi palazzi. Io capisco i suoi intenti, e la sua descrizione di Ventimiglia alta mi ha fatto sorridere, pur avendo avuto un nonno calabrese. Purtroppo il resto dell'articolo è solo un ammasso di falsità e generalizzazioni da giornalismo di serie D.
    Roberto .
    30/07/2014 alle 20:56
    Dalle "code di paglia" calpestate dall'articolo del famoso giornalista nazionale Oliviero Beha,si capisce bene che il lavoro sociale da fare nella nostra città è ancora tanto. Il coraggio civile di ribellarsi alla mafia deve coinvolgere anche la popolazione di origine meridionale ,alcune volte troppo debole a emarginare i personaggi equivoci ,con vocazione di capibastone, che infestano "icto oculi" il tessuto sociale,economico e amministrativo. Aprire un dibattito sincero senza paure, senza volgarità, è comunque positivo per uscire dai tanti corto circuiti sociali che hanno frenato la crescita sociale e l'integrazione in questi ultimi cinquanta anni.
    Antonfabio .
    30/07/2014 alle 18:56
    Da "poco accorto" .. MI SONO FATTO TRASCIANRE ANCHE IO DA UN BEOTA RAZZISTA CHE HA UTILIZZATO IL SUO ARTICOLO SOLO PER VENDERE IL SUO LIBRO !... Non cascateci anche voi.. Il vecchio detto dice : Parlatene bene o male, ma basta che ne parliate ! Spero che il suo libro sia un GRANDE FALLIMENTO !!!...
    Francesco Messina .
    30/07/2014 alle 18:27
    Forse penserai che sono volgare, potrai dire che sono soltanto un Ventimigliese terrone ed ignorante, ma non riesco a trovare altro da dirti se non che SEI SOLTANTO UNA GRANDISSIMA TESTA DI CAZZO non vado oltre, non posso, non voglio, non in pubblico; Se invece di va di approfondire e ti interessano le mie valide argomentazioni ne possiamo discutere in privato tramite email...
    Attilio Fioritti .
    30/07/2014 alle 18:12
    L'equazione Ndrangheta=Calabria certifica il suo acclamato razzismo. Io non conosco il significato della parola sintagma ma probabilmente lei ignora che la parola Italia è una eredità diretta del popolo calabrese. Gli Itali (presero questo nome da un loro re particolarmente illuminato) erano una popolazione preromana che viveva nell'estremo sud della penisola continentale. Perfino il nome avete rubato alla nostra cultura. Infatti se i calabresi emigrano, questo accade soltanto dal 1861, data della maledetta unità d'Italia. I calabresi e i meridionali tutti non troveranno riscatto finchè non ci sarà separazione dall'Italia. E in quanto al nome Italia, a questo punto ve lo potete tenere. Da nobile che era lo avete infangato e lordato con le vostre miserie soprattutto intellettuali. E a lei come giornalista, invece: semplicemente addio
    diego .
    30/07/2014 alle 17:16
    È ridicolo quanto ancora ci sia gente che opera nell'ordine dei giornalisti considerabile razzista senza neanche tante velature... Inoltre in un momento delicato come questo gettare fango sulla nostra città è facile e da ipocriti....i calabresi quando sono arrivati qui si sono rimboccati le maniche svolgendo i lavori più umili e con la 'ndrangheta non c'entrano proprio nulla....lei ha generalizzato e ha usato termini a dir poco discriminatori....io d'altro canto sono di origine meridionale,diplomato al liceo classico e non un banale ignorante come lei ci vuol dipingere...magari userò un italiano meno sfarzoso e aulico del suo,ma so quel che dico....e dico che leggere certe argomentazioni stupide,infantili e inopportune causa rabbia e dolore. Eviti di scrivere ancora su Ventimiglia perché ha fatto una magra figura.
    Antonfabio .
    30/07/2014 alle 16:46
    Da giornalista, quindi tu. Non puoi denigrare una città come Ventimiglia solo per sentito dire e rimasto poche ore per vedere la vera realtà. A parer mio sei solo un profittatore a scapito della maggioranza dei cittadini che tu, con la poca (anzi) ristrettissima intelligenza speculi sulle persone ... Se capiterà tra le mie mani il tuo libro ... Non lo utilizzerò nemmeno come carta igenica ... Si offenderebbe anche il mio culo solo al contatto !!!..
    Roberto .
    30/07/2014 alle 16:42
    Grazie sig Beha per avere cercato di togliere questo velo di omertà che affligge Ventimiglia. La mentalità mafiosa c'è e si taglia col coltello.C'è un'estesa area di "deference",come dicono i sociologi anglofoni, nella popolazione rispetto a questa triste situazione. Venga più spesso e parli della città ma anche del comprensorio perchè penso si debba intervenire sui giovani, tenendo alta la guardia sulla educazione civica.
    Riccardo Barni .
    30/07/2014 alle 13:11
    Caro Beha, la devo ringraziare perchè mi ha fatto finalmente capire quello che avvertivo da tanto. Mi fa sempre impressione uscire dalla Francia, brillante e spigliata ed arrivare a Ventimiglia, buia e sgarrupata.Ora capisco! E ora posso anche spiegarmi l'accostamento che mi veniva con certi posti ionici polverosi e cupi. ...tutto chiaro! RiBa
    GIORGIO ABBO .
    30/07/2014 alle 12:22
    Vorrei chiedre al sig. Beha cosa ci sia di male ad esprimersi con idiomi o cadenze di altre di altre regioni. Io che sono nato e vissuto negli ultimi 50 anni in questa terra di confine non ho provato mai alcun fastidio a riguardo, anzi ritengo questo una ricchezza per il nostro territorio come lo è l'immigrazione abruzzese per la vicina coldirodi. La quasi totalità dei calabresi giunti a Ventimiglia a sempre lavorato, anche nella vicina Francia, senza creare grossi problemi, e la convivenza fra le due comunità che poi si sono fuse ed integrate alla perfezione è sempre stata pacifica. Io stesso sono figlio di due appartenenti alle due identità regionali in questione. Il suo articolo, al di là della disamina delle questioni giudiziare che faranno il loro corso e spero anche io che rendano giustizia a questo territorio, mi pare un tantino razzista e discriminatorio, cerchiamo di combattere il razzismo e l'antisemitismo e ancor oggi devo leggere articoli di latente e subdolo razzismo regionale interItalico. Mi permetta di non essere assolutamente d'accordo con Lei Cordiali saluti
      d'eusebio massimo .
      30/07/2014 alle 12:32
      condivido in pieno l'intervento di giorgio, nel mio precedente commento mi sono soffermato solamente su alcune inesattezze del post senza soffermarmi sul nucleo dell'articolo ..
      Francesca .
      30/07/2014 alle 14:11
      Hai ragione Giorgio, io mi sono sentita discriminata, nonostante sia nata qui, da genitori meridionali. Questo articolo si rivolta contro la buona fama del dottor. Beha, rivela il suo lato mediocre e snobista, lo stesso di quella Italietta media che giudica senza saper fare critiche costruttive (alla Tina di "Uomini e Donne".) Siamo una fenice, che cerca di risorgere da ceneri infangate e solo gli dei sanno quanta responsabilità si debba prendere Breha con questo articolo, che butta ancora fango sulla buona volontà di tanta gente che si sta impegnando per cambiare registro. Peccato, peccato..peccato che dall'alto della sua saccente saggezza, forse troppo in alto persino da non capire di cosa viva la gente qui - di turismo - non se ne renda conto. BY UNA RAGAZZA DIPLOMATA AL LICEO CLASSICO ANGELICO APROSIO CALABRESE.
    Andrea Nuñez del Castillo .
    30/07/2014 alle 12:08
    Quanto è stato a Ventimiglia? Mezz'ora? È una città piena indubbiamente di problemi, aggravati dall'essere la porta d'Italia dall'ovest. Ma pur avendo affrontato le infiltrazioni mafiose, le invasioni migratorie di curdi, albanesi, libici ed in ultimo la guerra fra poveri che vinceranno i cinesi grazie allo stato, pur sotto il peso di tanti eventi come questi rimane una città che va avanti. È vero, la popolazione nella parte alta della città è fortemente calabrese. Dio non voglia che lei visiti certi quartieri di Nizza allora, se ne ritornasse vivo e sano scriverebbe un pezzo sulla Francia musulmana. O forse no, non sarebbe così politicamente corretto quanto l'associazione automatica calabrese-ndrangheta. Eppure mi chiedo, in quella mezza giornata di sole piovoso (colpa anche li dell'amministrazione presumo) da cosa abbia dedotto che anche la scuola sarebbe calabrese, in cosa poi. Negli alunni? Nel corpo docente? Manca lo Stato dice lei, eppure vedo sovente volare elicotteri dei carabinieri. Eppure so che la caserma di Ventimiglia vede fra il personale ufficiali e sottufficiali con esperienza di missione in teatri di guerra. Manca lo Stato forse quando commercianti, liguri o calabresi che siano, cercano di lavorare senza rimetterci, fanno del loro meglio ad ogni venerdì, giornata dedicata alla transumanza di turisti francesi e nord italiani. Ci sono stati indubbiamente errori e ferite lasciate dalle varie amministrazioni, ce ne sono in ogni città. Mi chiedo però questo articolo quale beneficio possa fare ad una città che lei descrive come il peggiore ghetto americano, una città che a stento vive di turismo e che nonostante la sua "ottima" pubblicità riesce a lasciare soddisfatti tanti in cerca di sole, mare e si spera un po' di storia. Una città ancora viva grazie ad associazioni di volontari che pur stanchi per il proprio lavoro mettono anima e corpo in un ideale di ottimismo. Gente sorridente, qualcuno ha anche l'accento ligure come me, evidentemente in quella mezza giornata non li avrà incrociati.
    d'eusebio massimo .
    30/07/2014 alle 12:05
    Purtroppo buona parte del post è condivisibile....solo una precisazione. Il giovane sindaco appena eletto, con una lista del PD, non ha nessun contatto con la passata amministrazione e neanche le sue liste.Questo potrebbe significare un cambiamento nell' attegiamento dei ventimigliesi ...non è vero perchè la sua vittoria è data da un inchiesta per voto di scambio scoppiata a tre giorni dal ballottaggio ...se no probabilmente le cose sarebbero andate in maniera differente dato che il neo sindaco partiva con uno svataggio di 27 punti...
    Giancarlo .
    30/07/2014 alle 11:58
    Cari Oliviero e Kristine, la differenza tra Ventimiglia e Montecarlo è che nella prima sono più poveri, così non hanno abbastanza oro per coprire la cacca, ma sotto l'odore è lo stesso. Sicuramente nella seconda si vive meglio, a parte qualcuno che ogni tanto viene suicidato, lanciandosi da un grattacielo, da dove era uscito per prendere un po' d'aria...
    Enzo Barnabà .
    30/07/2014 alle 11:54
    Caro Beha, sono Enzo Barnabà, lo "scrittore" che ti seguirà nella rassegna ventimigliese, autore del libro su Voronoff (http://infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=272). Tempo fa, provenendo dalla mia natale Sicilia, sono sbarcato a Reggio Calabria. La gente - peraltro gentilissima - cui con la mia compagna abbiamo chiesto informazioni parlava esattamente come a Ventimiglia. Ci è sembrato di sognare. Essendo siciliano, so bene cosa sia la mafia. Abito a Ventimiglia da più di venti anni e ho cercato di mettere in guardia i miei conoscenti. Purtroppo, il più delle volte, mi è stato detto "Fino a quando non mi pestano i piedi, io mi faccio gli affari miei...". Ho visto così avanzare, senza che trovasse ostacoli, quella che viene chiamata la linea della palma. La mancata indignazione, il qualunquismo hanno svolto il loro ruolo. La mancanza di senso dello stato non è purtroppo merce di cui qui si abbondi. Non mi sembra dunque giusto attribuire tutte le colpe ai calabresi. Seguo da anni la vicenda della spiaggia di Latte (una frazione del Comune a due passi dalla Francia)dove un imprenditore (ligure doc) ha costruito un lungo muro abusivo in cemento armato che il Comune non riesce a far demolire. Il messaggio è chiaro: l'abusivismo paga, la legalità è una vuota parola. Mi auguro che la nuova giunta, formata in gran parte da giovani,abbia la forza di voltare davvero pagina rispetto a un passato inquinato dal più vieto scajolismo. Forze sane in città non ne mancano. Con grande simpatia.
    kristine .
    30/07/2014 alle 10:32
    Sig. Bea, sono una francese amante dea Liguria, Lei con 2 righe...ripeto..2 righe in una maniera chiarissima veritiera elegante..non so quale espressione utilizzare,,,ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica italiana cos'e' Ventimiglia oggi.Traffico,non senso civico delle persone,commercio e basta. Guardi quello che ha scritto è la punta di un iceberg di cui nessuno ne parla , salvo le indagini e stralci giudiziari, Ventimiglia con Montecarlo vicino poteva essere una citta' abbinata , collegata al Principato invece resta e restera distante in tutti i sensi. Prova di cio' era la necessita del Principato di avere spazi per decentrare le industrie dal suo territorio, Ventimiglia ne ha alcune..bene il risultato è che pur di non venire in ITALIA preferiscono dal lato Francese. Dal punto di vista urbanistico tanto per parlare era un far west fino al commissariamento. Ventimiglia è Calabria senza voler male hai calabresi in genere anzi ma qua è Calabria. Giusto per concludersi e la cosa mi ha stupito tepi addietri tra calabresi e liguri la vita era un odio totale con duelli a base di cutielli..ora si convive. Quando passa il confine verso la Francia è come entrare in un altro mondo. Grazie del Suo scrivere Buon Lavoro e torni presto in Tv, K
      Adriano Marco .
      30/07/2014 alle 12:04
      I casi sono 2:o la Mafia si mangia la Mafia,o lo Stato si mangia lo Stato.Ops!devo aver fatto un po' di confusione!! O NO???115
      GIORGIO ABBO .
      30/07/2014 alle 12:14
      MA LEI SIGNORA kRISTINE DOVE VIVE? SULLA LUNA?? Con tutti i suoi problemi è improponibile paragonare Ventimiglia al Principato di Monaco se non altro per le diverse potenzialità finanziarie. Sono nato a Ventimiglia e non ho mai assistito a quest'odio razziale da lei decantato con tanto di risse con coltelli. Molti compresi i miei genitori appartengono alle due identità regionali e la convivenza sotto questo aspetto è sempre stata pacifica. Impari poi a scrivere meglio l'italiano: "hai calabresi" forse andrebbe scritto senza "H" ... o no? Chi sis erge a persona superiore culturalmente, come Lei, ritengo debba saperlo

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