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    05
    ago.
    2014

    Magra di denaro e parole nel Palazzo del calcio(mercato)

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    tavecchio-albertini

    Lasciamo maturare ancora per una settimana scarsa le nespole, ovvero l’elezione del Presidente della Figc prevista per lunedì prossimo. Tavecchio ha tempo per allungare il suo rosario di citazioni sconsiderate consigliato evidentemente com’è da studiosi internazionali della comunicazione, ingaggiati però per il cognome da calciatori (leggi Van de Kerkhof…). Albertini ha l’incredula chance di rimontare la corsa (la corsa: la camminata gasteropodica) come attivista silenzioso dei No-Tav avendo espresso il meglio con la sua lapidaria frase tarlata: “Il Palazzo scricchiola”. Nel Palazzo dei palazzi dello sport, invece, cioè quello H del Coni, il presidente Giovannino Malagò si frega le mani ed esibisce l’acquolina per diventare in qualche modo anche commissario del Pallone, per getto sostanziale della spugna e della saponetta da parte dei due candidati ufficiali.

    Se andrà così (segnatevelo…), allora uno che già avrebbe le sue rogne per l’Ente che presiede aggiungerà tutte quelle del calcio raddoppiando le esortazioni che la politica gli trasmette già e gli moltiplicherebbe vista l’importanza della Rotondocrazia da noi. È, come avrete capito, anche questa una purissima (!?!) questione di mercato, anche se non nel senso stretto dei pedatori che animano l’attuale campagna, calamitando con i titoli l’interesse di lettori che per lo più da ben altri guai sono assediati.

    Il primo punto è che le magre nelle dichiarazioni che hanno riempito l’etere e la carta stampata si riflettono sulla carenza di denaro che mostrano un po’ tutti i club nostrani, con l’eccezione delle prime due squadre dell’anno passato, forti anche dei soldi della Champions, e del Torino di Cairo, autentica rivelazione del momento. Mentre passa il turno preliminare di Europa League sverniciando il blasone di granata, con la cessione di Immobile si è messo talmente bene da sfornare un’altra quindicina di operazioni, grandi, medie e piccole. Tra le grandi annoveriamo nell’ordine di importanza politica Quagliarella e Floris, e l’insieme sta già prendendo a metà mercato una forma interessante.

    L’allenatore è bravo e ringiovanito per delle appaganti conoscenze di Ventura, il club sembra per la prima stagione il meno approssimativo e precario da molti anni a questa parte. Come si diceva, nella penuria di prestiti, scadenze di contratto, comproprietà ormai evaporate e pagamenti rateizzati, Juventus e Roma hanno comprato molto, ma con una differenza abissale: la Roma si misura sulla sua propria campagna acquisti non ancora terminata, la Juventus che ha perso subito per infortunio l’acquisto più costoso, il madridista Morata, si misura invece soprattutto sul repentino cambio d’allenatore. Difficile trovare due tipi più diversi tra loro anche categorialmente come Conte e Allegri, fin da quando giocavano entrambi in mezzo al campo, chi con il coltello tra i denti urlando “agghiacciante”, chi lavorando di pennello e tavolozza ma a volte rischiando di sembrare daltonico. Due allenatori di valore, in ogni caso, anche se Conte sembra sia stato ingoiato dalle polemiche intestine più che celebrato per il cumulo di vittorie e Allegri è partito bene ed è arrivato malissimo in un Milan segnato dalle diaspore dirigenziali e dalle sfortune (si dice così?) più generali dell’ex Caimano. Un Milan che per ora malgrado l’entusiasmo del neofita ma capace Inzaghi continua a stentare, come con Allegri, come con Seedorf, a maggior gloria della vestale capataz Barbara Berlusconi.

    Questo ha detto la tourneé statunitense, nel corso della quale Manchester United e Real Madrid hanno giocato in Michigan di fronte a 109mila spettatori e Inter e Roma a Filadelfia a poco più di 12mila. E citando Totò, “ho detto tutto”: sulla situazione del nostro calcio, sulla gestione dei club e delle istituzioni, sul modo di trattare i giocatori, sui vivai, gli stadi eccetera. Comunque l’Inter si seguita a rafforzare, e la scommessa di Mazzarri è aver costruito un Napoli più forte che però aveva Cavani, mentre la Roma e la Juventus languono un poco per i summenzionati motivi diversi. Il resto è il solito Napoli che si misura con i preliminari di Champions e la Fiorentina che aspetta i desiderata di Cuadrado. Non richiesto di un parere fiorentinissimo, direi che per cifre come 45/50 milioni si vende chiunque, poi bisogna saper comprare e mescolare contagiandoli vecchi e giovani, ossia Diego Della Valle e Montella. E mentre scrivo mi interrogo preoccupato: che avrà detto Tavecchio nel frattempo?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    1
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    zl .
    10/08/2014 alle 07:17
    Esordio di Alexis Sanchez con l'Arsenal alle 16 su Fox Sports: c'è il Community Shield tra i Gunners e il Manchester City, da non perdere!

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