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  • Oliviero Beha
     
    04
    ago.
    2014

    Te lo do io il telefonino

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    frase-telefonino-sito

    Parlano tutti e sempre al telefono mobile, a casa, a scuola, sul lavoro, per strada, in auto, in vespa, in bicicletta, su una gru, in un Consiglio dei Ministri ecc.

    Ma dove trovano/troviamo il tempo per pensare?
    E quando non c’erano i cellulari intesi nel senso non poliziesco come passavamo il tempo?

    Cerco risposte significative e testimonianze illuminanti…

    o.b.

    Postato da Redazione
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    Marina Brezza .
    06/08/2014 alle 09:09
    Per dire la battuta demenziale del giorno si può affermare solennemente che la famiglia monocellulare della società post bellica e post patriarcale (va be' oggi è passata anche quella) si è sviluppata con la moltiplicazione dei cellulari,uno per ogni membro. Ma la cosa più fastidiosa e intollerabile, almeno all'inizio dell'era del telefonino (appendice essenziale dell'arto superiore o dell'orecchio)fu che quando ci si riuniva per qualche pizzetta o cena con gli amici, gli uomini erano capaci di trascorrere tutta la serata a parlare esclusivamente di quello...oggi non so.
    homofaber .
    06/08/2014 alle 05:13
    Bramiamo sviluppo (quantitativo), ci proporzioniamo allo spread e all’esibizione dell’elettrodomestico più fosforescente, facciamo la fila per l’ultimo ipod-ipad-iperchè come al ‘banco dei pegni’, comunichiamo solo quando non ci incontriamo. E poi veniamo da sempre ‘eliminati’ (dal casting o dal frammento di vita) per un semplice acquazzone da Nord a Sud. Ma che progresso è?
    Rosella Cuini .
    04/08/2014 alle 16:13
    Viviamo di corsa, perchè ci siamo creati i mezzi e le tecnologie per fare tutto e subito, perciò ci siamo dimenticati come ci si sente quando ad un appuntamento l'altro o l'altra non arriva, oppure la gioia di trovare nella cassetta postale una lettera o una cartolina di un caro amico che avevi perso di vista. Avremo certo guadagnato, ma di quante cose ci siamo impoveriti,il tempo di pensare, di aspettare, di sperare... con affetto e stima Rosella Cuini
    maria vittoria pittamiglio .
    04/08/2014 alle 15:37
    Si giocava si leggeva,oppure si ci dava l'appuntamento "al solito posto"e si s-parlava... Per i giochi il più bello da bambina era "colpo di fulmine" da adolescente "il gioco della bottoglia" ,si ascoltava molta musica!!!
    Marco .
    04/08/2014 alle 14:13
    Si imparava ad aspettarsi, ci si parlava per telefono all'ora di cena o quando si riusciva a trovarsi su un fisso. Nel silenzio dell'attesa si pensava di piu a quel che si aveva da dire. E quando le cose da dire erano troppe per una telefonata, ci si regalava un tempo di silenzio più lungo,utile magari a scrivere una lettera di carta

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