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  • Oliviero Beha
     
    07
    ago.
    2014

    Ventimiglia: e va bene, facciamo il duello

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    ventimiglia-duello-pubblico

    Dopo più di una settimana continuano le polemiche sul mio intervento a proposito di Ventimiglia e delle sue condizioni attuali. Mi sembrava di essere stato chiaro sia nella mia prima nota su “Il Fatto” sia nella “coda” su questo blog. Evidentemente non è così.

    Mi rendo dunque disponibile a un “duello” naturalmente dialettico pubblico con ognuno di coloro che hanno avuto o hanno da ridire su ciò che ho scritto. In piazza, o alla Fortezza dell’Annunziata, o dove preferirà il sindaco, la Giunta, un Comitato di abitanti offesi ecc. Stabiliamo per tempo data, ora e luogo. Ci sarò e ne parliamo in pubblico, alla presenza di tutti gli interessati, sistema dell’informazione compreso.

    Un vero “duello”, fissando delle regole come si usa in questi casi. Anch’io avrò i miei “padrini”, per esempio Nicola Gratteri, spero. Resto in attesa, magari nel frattempo con una moratoria negli insulti.

    Grazie.
    o.b.

    Postato da Redazione
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    Everardo .
    22/08/2014 alle 18:00
    Egregio signor Beha, nel suo articolo "Ventimiglia, forse meno" lei ha scritto (cito testualmente): "Mi informo: ormai tra il 70 e l’80% della popolazione di Ventimiglia, poco meno di trentamila persone, è calabrese d‘origine e continuano ad arrivare". Essendo un cittadino ventimigliese sono interessato a conoscere da Lei, se cortesemente può riferirmelo, se nel scrivere ritiene di aver osservato o meno la "CARTA DEI DOVERI DEL GIORNALISTA - Documento CNOG-FNSI dell’ 8 luglio 1993", in particolare il capitolo "Le fonti: Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti, per accertarne l'attendibilità e per controllare l'origine di quanto viene diffuso all'opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti. Nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate, il giornalista deve rispettare il segreto professionale e avrà cura di informare il lettore di tale circostanza. In qualunque altro caso il giornalista deve sempre rispettare il principio della massima trasparenza delle fonti d'informazione, indicandole ai lettori o agli spettatori con la massima precisione possibile. L'obbligo alla citazione della fonte vale anche quando si usino materiali delle agenzie o di altri mezzi d'informazione, a meno che la notizia non venga corretta o ampliata con mezzi propri, o non se ne modifichi il senso e il contenuto. In nessun caso il giornalista accetta condizionamenti dalle fonti per la pubblicazione o la soppressione di una informazione. Preciso che non voglio mettere in discussione la sua professionalità (chi sono io per farlo?). Piuttosto le chiedo, cortesemente, illuminandomi, di spendere ancora qualche nuova parola a riguardo. Purtroppo sono solo un semplice e, può succedere, alle volte agli occhi di un semplice quanto sopra riportato potrebbe (sicuramente erroneamente) apparire incurante del dovere di citazione delle fonti. Cordiali saluti Everardo
    Roberto .
    20/08/2014 alle 19:04
    Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire... "Signora maestra! Roberto ha detto minchia!"... La parolaccia se è coerente con la battuta ironica è lecita. Diceva don Milani: "userò la parolaccia quando serve non una volta di più né una di meno". Negli altri casi è solo volgarità. Comunque ritorniamo all'argomento di questo blog senza uscire dal seminato... risaluti con simpatia...e mi basta sapientino...
    Angela .
    20/08/2014 alle 18:11
    Per Roberto, il sapientone. 1) Il tuo intervento del 08/08/2014 (ura riga con parolaccia....Guarda che detieni ancora tu il record; Ernesto L. con due righe e una parolaccia è solo al secondo posto) se era come dici tu volutamente ironico, fattelo dire NON FAI PER NIENTE RIDERE!. 2) L'ironia (che può diventare beffarda, a volte cattiva, BLA BLA BLA uffa che barba quando parti...) non è affatto sempre intelligente. Prova ne è la tua "ironia" stessa che, essendo stupida è, per l'appunto, non intelligente. 3) Se volevi evidenziare un pensiero o una considerazione dentro una frase che, invece, voleva dire l'esatto contrario, qui bravo ci sei riuscito: volevi apparire intelligente e invece ti sei dimostrato l'esatto contrario.
    Roberto .
    20/08/2014 alle 15:06
    Per la sig.ra Angela, l'intervento di una riga dell' otto agosto era volutamente ironico! L'ironia può diventare beffarda,a volte cattiva ma è sempre intelligente! Vuole evidenziare un pensiero o una considerazione dentro una frase che in apparenza vuol dire l'esatto contrario . La risata può anche essere un po' amara.. pensando a chi questo dibattito pubblico, con Beha e il procuratore nazionale Gratteri (calabrese d.o.c.), di fatto non lo vuole, per non far entrare troppi nasi istituzionali nelle faccende ventimigliesi. Coprendosi con la scusa "pelosa", declinata a litania del:"razzismo..vergogna..bla bla bla". Saluti
    Mirco .
    18/08/2014 alle 13:09
    Chi è nato in Calabria, o ha origine calabresi, ha sempre qualcosa da nascondere, necessariamente ha sempre qualche parentela o amicizia sospetta. Chi nasce in Calabria, o ha origini calabresi, è marchiato a vita, è sempre un ‘ndranghetista. E' così, per "voi" gente non calabrese, per noi calabresi non v’è alcuna speranza. Vede signor Beha, alcuni potranno definire giornalismo i suoi due interventi sulla "questione ventimigliesi" giornalismo, io RAZZISMO. Le sue parole mi hanno fatto male e, so per certo, hanno fatto male a tanti altri calabresi. E sia ben chiaro: non siamo noi che ci siamo sentiti offesi; è lei che ci ha offeso, direttamente e indirettamente. Lei con poche ma incisive parole ha mancato di rispetto non solo a noi calabresi, ma anche ai milioni di cittadini onesti, ai numerosi ragazzi che militano nelle associazioni antimafia, agli imprenditori che resistono, denunciano, e non pagano il pizzo, ai politici che non si fanno piegare, ai magistrati che per speranza e passione non hanno più una vita normale, in generale a tutte quelle persone che non si arrendono e sperano ogni giorno in una società migliore. La sua "grande" conoscenza dell’argomento l’ha portata ad una conclusione assolutamente ignorante. Non si diventa simboli dell’antimafia sparando a zero o facendo di tutta l’erba un fascio; occorre S E M P R E arrivare al cuore del problema, lottando e appoggiando la gente onesta (tutta, senza distinzione) e desiderosa di cambiamento, quella stessa gente che Lei, appunto, ha profondamente offeso. La invito a scusarsi per alcune parole da Lei pronunciate (sa benissimo quali) e, mi auguro, solo interpretate in modo errato o inconsapevole. La invito infine a venire qui da noi, ospite, così la trattaremo comunque e sempre. Le assicuro che ad accoglierla troverà soltanto i "Calabresi onesti", per usare un aggettivo a lei caro. Non abbia paura.....Siamo ancora in netta maggioranza.
      Roberto .
      19/08/2014 alle 20:37
      Non c'è nulla di cui scusarsi.. Il suo ragionamento sig Mirco potrebbe anche filare per logica ma in queste vicende il dato culturale e se vogliamo antropologico incide in maniera non marginale. La sua conclusione potrebbe essere scontata per logica e prudenza ma sappiamo per esperienza che entrambe non hanno portato fin d'ora alla risoluzione del problema mafia nel mezzogiorno d'Italia ed in particolare nella forma attualmente più drammaticamente temibile ovvero l'ndrangheta. Occorrono quindi formule più dirompenti per rompere l'accerchiamento della cultura negativa che incombe su tutto il meridione e nel nord infiltrato. Le processioni con l'inchino ai boss ,che tanto seguito popolare hanno al sud, ne sono l'emblematico stigma.
        Ernesto L. .
        19/08/2014 alle 22:51
        "cultura negativa che incombe su tutto il meridione".....Ma sto Roberto si rende conto delle cazzate che scrive?
          Roberto .
          20/08/2014 alle 09:27
          "ma 'sto Ernesto L" è in grado di articolare un ragionamento senza cavarsela con due righe e una parolaccia.. Si sforzi ce la può fare! Saluti
            Ernesto L. .
            20/08/2014 alle 11:00
            Per te due righe, che scrivi solo BEHATE cazzate, sono anche troppe.
            Angela .
            20/08/2014 alle 11:07
            Parli proprio tu "Roberto" che nel tuo intervento del 08/08/2014 ti esprimevi, con una sola righa, così: Minchia!.. "E cosa viene a fare 'sto giudice Gratteri!"..
    Emanuele66 .
    16/08/2014 alle 23:51
    Pregevole dibattito su chi è razzista e su chi non lo è. Un sultano riunì alcune persone chiedendo loro di entrare nel giardino bendati, toccare l'animale che vi stazionava ed uscire poi a riferirgli di cosa si trattava. Ci fu chi gli toccò una forma che si avvolgeva e credette fosse la coda prensile di una scimmia, chi venne sfiorato dalla coda nervosa e credette fosse il frullio di un insetto, chi toccò il fianco e credette fosse un toro. Sbagliavano tutti: era un elefante... la coda prensile era la proboscide, il frullio nervoso quello della coda, il fianco solido quello di un pachiderma. Le persone erano dei religiosi e ciascuno di essi si credeva infallibile, detentore di una verità assoluta che agli altri sfuggiva tanto che non si prendevano il disturbo di fare un esame completo, gli bastava la prima impressione. Io credo di conoscere il nostro "pachiderma" per averlo seguito (con difficoltà talvolta, ammetto i miei limiti ed anche i suoi)... sia sul blog che attraverso i libri. Viene "seguito" con grande affezione da due tipi di pubblico diametralmente opposti: uno è quello di chi lo apprezza molto (tra cui anch'io), l'altro è quello di chi lo detesta molto. Pare non vi siano vie di mezzo. Dei due pubblici, quello di chi lo detesta molto varia per composizione ma una caratteristica si distingue sempre: la completa mancanza di obiettività: la prima impressione è quella che conta e poi loro sono dalla parte della ragione... sono dalla parte di dio o meglio... è Dio che è dalla parte loro se si comprende il tipo. Del nostro "pachiderma" sembra si siano chinati a toccare a terra solo gli escrementi e sono tutti in fregola per aver riconosciuto qualcosa che conoscono. Che si intendano solo di quello? Mi sovviene dunque una canzoncina adeguata al frangente.. la cantava tale Benigni quando non si preoccupava solo del compenso... E la dedico loro con la serena speranza che si facciano una risata, la smettano di prendersi così sul serio e passino ad altro: per esempio leggersi uno o più giornali non italiani tanto per scoprire com'è che (di fatto) tutto il belpaese naviga in quella materia anfibia comunemente detta merda? Com'è che (di fatto) giornali e televisioni (quelle sì: italiane) edulcorano le notizie, le tacciono, le distorcono, le confondono? Com'è che (di fatto) ci facciamo le opinioni da decenni se le fonti cui attingiamo sono così "manipolate" ma ovviamente "per il nostro bene"? Le lapidazioni, lasciamole all'antico testamento ed a chi raccontando certe storielle ancora ci campa e non solo nelle parrocchie! Dunque, come faceva la canzone? Ah sì! È questo l'inno-oh!... del corpo sciolto... lo può cantar... sol chi caca di mo-l-to! Se vi stupi-i-te.. la reazione è strana!...perché ca-ca-re è soprattutto cosa u-ma-na! ....il guaio nostro è che ci s'incazza parecchio! Da stamattina se n'è fatta più di un... se-e-ecchio! Se non capi-i-te....
      Valerio G. .
      17/08/2014 alle 09:30
      Caro (o cara) emanuele66, grazie per la dedica della canzone. Purtroppo non sono riuscito, come dici tu, a farmi una risata. Sai, non sempre quando ti buttano merda addosso riesci a prenderla a tarallucci e vino. Qui non si tratta di aver tastato cioccolata e averla scambiata per escremento; semmai si tratta di merda (quella vera, maleodorante, velenosa) che il lanciatore ha voluto "passare" per fine pasticceria. Non so se il signor Beha è un razzista; tuttavia quello che ha scritto nei confronti della comunità calabrese di Ventimiglia farebbe pensare ciò.
        Emanuele66 .
        17/08/2014 alle 11:47
        Per il genere: caro - per il tipo: caro. Non mi va di andare addosso a chi risponde tanto civilmente: è sempre lecito sentirsi offesi fintantochè la ragione esista e non sia un fraintendimento: chi lo decide? Un confronto, si chiami pure duello se si pretende un risarcimento (il primo sangue, o l'ultimo). In tema di razzismo mi sovviene un altro campione: Israele. Non importa quanti civili uccida (proprio civili - uomini donne e bambini non combattenti), chiunque obietti diventa razzista e basta la propaganda a tacere e sottolineare quanto avviene "per il bene della pace". L'esempio più ipocrita è la pubblicità UNICEF (o UNHCR) a favore dei bambini vittime degli attacchi su Gaza: comincia così: un missile (due, tre? oramai SONO TANTI) cade su un edificio a Gaza... NO AMICI MIEI: non si tratta di una perturbazione atmosferica od un terremoto... i missili non crescono sugli alberi... UN MISSILE LANCIATO DA ISRAELE ha ucciso... così è più corretto. Certo anche di là (HAMAS) tirano ma si tratta del confronto tra Davide e Golia ed è veramente bizzarro che Davide sia arabo e golia israeliano. Tre israeliani vengono assassinati: paga tutta Gaza? È stato un episodio di razzismo, di terrorismo o una (legittima?) ritorsione? Se ne scrivo in questi termini: Israele massacra civili innocenti per mantenere lo stato di guerra e conseguire due scopi: mantenere un esercito ipertrofico e garantirsi una ragione di vita... giacchè sempre più israeliani cominciano a chiederselo.. CHE CI FACCIAMO QUI?.. sono razzista, antiisraeliano fascista o antifascista? A seconda delle vedute di ciascuno sarò l'uno o l'altro o anche l'uno e l'altro (mai mettere limiti al risentimento: la logica non serve). Rivendicare un nazionalismo (anche calabrese) va bene purché non serva a coprire (o magari: giustificare) le magagne. Sempre più israeliani protestano contro il proprio governo: sempre più calabresi ambiscono ad una vita più libera da vecchi clichè (veri o appiccicati): sbagliano o appartegnono anche loro alla ben nota materia organica anfibia perché "non" allineati?
          Ernesto L. .
          17/08/2014 alle 17:47
          Ernesto da Ventimiglia. Buonasera, mi permetto intervenire alla sua risposta al signor Valerio (del quale ho apprezzato molto le osservazioni), sperando che magari possa lui direttamente replicare. Mi perdoni se sbaglierò la sintassi o, più semplicemente, qualche vocabolo: non sono una persona che ha potuto studiare nella vita. Vorrei cortesemente riferirle che poco mi sono piaciute le due opzioni concesse (da lei) alla sua domanda finale. Mi spiego: alla sua personalissima affermazione "sempre più calabresi ambiscono ad una vita più libera da vecchi cliché" lei propone due possibilità di risposta: 1) sbagliano 2) appartengono anche loro alla ben nota materia organica anfibia. Ebbene, trovo che offendano sia la domanda, sia le due stupide risposte. Io, che sono calabrese, non trascorro affatto le giornate ad ambire ad una vita più libera. Non ne ho bisogno; nè io nè tanti miei corregionali. Lei ha fatto lo stesso errore di Beha: continua a stereotipate l'equazione calabrese = n'dranghetaro. Concludo, a sostegno delle perplessità sollevate dal signor Valerio (Forse Beha è un razzista) ricordando alcuni suoi sproloqui vergognosi del "grande" giornalista: "nucleo vecchio occupato da una popolazione particolare "qualunque grossa commessa passa direttamente o indirettamente per mani calabre" "A Ventimiglia le scuole sono calabresizzate fin dagli asili" "Nel silenzio mediatico la Calabria avanza nelle sue forme peggiori" e, in ultimo, "i calabresi onesti....." Se non è discriminazione questa......
    Ettore .
    11/08/2014 alle 15:45
    Signori, ma ancora date visibilità a sto personaggio. Ma se a gennaio di quest'anno, quando ha raggiunto il 65° anno di età, viale Mazzini (RAI) non ha esitato un minuto per mandarlo in pensione, senza concedergli deroghe, un motivo ci sarà, no?.
      dallafo .
      11/08/2014 alle 21:18
      forse è il destino dei personaggi "scomodi",non ci ha pensato signor Ettore ?
      Giuliano Caruso .
      12/08/2014 alle 10:53
      Ettore, diccelo tu il motivo. (E ricorda che dalla Rai fu cacciato anche Biagi.)
        Ettore .
        12/08/2014 alle 15:35
        Certo Giuliano, te lo dico io: Perchè continuavano a chiudergli programmi che poco funzionavano. A dicembre 2012, un programma di sei puntate in seconda serata su Rai 3 (si chiamava Telepatia). Stessa cosa dopo con il "seguitissimo" programma "Brontolo" (vorrei vedere in quanti se lo ricordano....). Il bello è che fino a giugno 2013 hanno pure continuato a pagarlo senza farlo lavorare (per la gioia delle tasche degli abbonati. E ancora hai il coraggio di fare confronti con Enzo Biagi? Ma nasconditi, va!
      Redazione .
      12/08/2014 alle 23:13
      Caro Ettore, il programma “Telepatia” è stato chiuso malgrado ascolti che sarebbero oggi il doppio di quelli dei programmi attuali di Rai Tre e un consenso unanime di critica. Semplicemente, non stavo bene alla capostruttura Catricalà, sorella del Catricalà che lei avrà sentito magari nominare, e al neo direttore Vianello, autore di oltre un anno di disastri da allora. Non contento, Vianello mi ha chiuso anche “Brontolo” sette mesi prima che compissi 65 anni (mentre da Vespa in poi i pensionati in video si sprecano…), programma che ha comunque in tre anni messo insieme 134 puntate con alti e a volte altissimi ascolti proporzionati all’ora, alla cadenza (non si è mai visto un programma settimanale alle 9 di mattina) e alla collocazione. Anche qui con grande consenso di critica. Dunque Lei ha scritto una marea di menzogne (altri direbbe di cazzate). Non faceva prima a dire che Le sto antipatico? Questo sì che è legittimo. Il resto non è solo bugia o contumelia, è disinformazione nei confronti di chi legge e magari ignora il tutto. Lei così danneggia me (e può fregarsene) ma anche gli altri che entrano in questo blog. Mi capisce o no? o.b.
        Ettore .
        13/08/2014 alle 10:20
        Certo, la capisco signor Beha. Semplicemente non mi ero accorto di questi "Altissimi ascolti proporzionati all'ora" e di questi "grandi consensi di critica" come lei afferma. Comunque, le chiedo scusa; non voglio danneggiare nè lei né altri utenti del suo blog. Per questo motivo non mi farò più vivo. Cordiali saluti. Ettore
          andrea .
          14/08/2014 alle 09:22
          tutto qua?
    Roberto .
    10/08/2014 alle 22:48
    Vergogna - Razzisti - Vergogna - Razzisti - Vergogna - Razzisti - Vergogna - Razzisti - Vergogna - Razzisti - Vergogna - Razzisti
      dallafo .
      11/08/2014 alle 08:15
      Come volevasi dimostrare : un disco rotto che ripete sempre le stesse cose e non affronta i problemi.
        Sandro .
        11/08/2014 alle 11:20
        Hai ragione, furbone, affrontiamo i problemi. Parlami allora dello Scandalo Belsito (Truffa ai danni dello stato e finanziamento illecito al partito, fondo Krispa a Cipro e uno in Tanzania), Casa Bossi risttutturata con i soldi della Lega, il giro di mazzette del figlio "Trota", lo scandalo MOSE, le mutande verdi, l'EXPO milanese......Tutti esempi di mafia calabrese? Ma a chi cazzo vai a fare la morale, deficente!
    dallafo .
    10/08/2014 alle 19:53
    Tenga duro Oliviero,la gente che l'accusa di razzismo è la stessa che fa finta di ignorare che esistono le brave donne napoletane che si mettono a fare da scudo umano per evitare che le pattuglie di polizia e carabinieri arrestino i mariti malavitosi.Per loro il problema non è la camorra o la 'ndrangheta ma chi la denuncia.
    angela .
    10/08/2014 alle 11:13
    "Anch'io avrò i miei padrini". Complimenti, continui pure a fare stupide insinuazioni....
      Michele .
      14/08/2014 alle 05:44
      Non sta parlando di padrini di mafia, ma di padrini di duello. Prima di aprire bocca collegare il cervello, ammesso che ve ne sia uno!
        Angela .
        14/08/2014 alle 06:20
        Collegalo tu il cervello, idiota. È proprio l'aver messo "padrini" tra virgolette che genera l'insinuazione con gli "altri" padrini.....
    Antonino .
    10/08/2014 alle 10:40
    Sono un "indigeno", un "terronazzo", un "calabrese del cazzo", almeno così mi hanno sempre definito i miei razzisti datori di lavoro, liguri ventimigliesi, per i quali da oltre vent'anni mi alzo tutte le mattine alle cinque, per sei giorni alla settimana, per un duro lavoro sottopagato di MERDA che, comunque, ringrazio sempre Dio (solo lui) di avere e di conservare.
    paolo accornero .
    10/08/2014 alle 00:10
    Fate un video , così, anche quelli come me, che di sicuro non potranno partecipare, seguiranno sul video l'ormai avvenuto "duello". Grazie
    luca .
    09/08/2014 alle 15:31
    Non è una bella cosa essere razzisti.
      Roberto .
      09/08/2014 alle 16:54
      ..E basta con questa storia del razzismo. E' la solita canzoncina da cantare quando si è in difficoltà su certi argomenti...
        walter .
        10/08/2014 alle 09:42
        Condivido il pensiero di Luca. Certa gente (come questo Roberto) dovrebbe vergognarsi. Il razzismo c'è (eccome) e vi rende piccoli piccoli uomini.
          Roberto .
          10/08/2014 alle 14:13
          Guardi che sono di origini calabresi anch'io..solo che in famiglia nel corso di più generazioni sono state abbandonate tante tradizioni negative ,posto che le avessimo, proprie di quella regione ,dovute ad un passato storico preunitario di sofferenza e costrizione,(periodo borbonico). Purtroppo tanti continuano pervicacemente a mantenere tali mentalità, che sono purtroppo note,..omertà, ossequio alle volte servile all'"uomo di panza" della comunità, voto di scambio.. se và bene, sennò vera e propria affiliazione e connivenza con la 'ndrangheta. Saluti a tutti e cerchiamo di parlane serenamente..
            angela .
            10/08/2014 alle 14:48
            Parlarne serenamente? Cominci lei per primo ed eviti certe irritanti osservazioni quali "a trovarne di Carabinieri Piemontesi" che, non serenamente, non fanno altro che manifestare esternazioni di chiaro stampo razzista. Si vergogni va.....
            Luca .
            10/08/2014 alle 15:16
            E che cosa vuol dire "Guardi che sono di origini calabresi anch'io". Ciò dovrebbe conferirle qualcosa di speciale e particolare e dispensarla dall'essere razzista?.
    Franco .
    08/08/2014 alle 11:11
    BRAVO Oliviero continui così
      Roberto .
      10/08/2014 alle 21:33
      Sarebbe bello parlarne in piazza.. di tutti questi argomenti ..con Beha, giornalista di rilevanza nazionale e il procuratore nazionale Gratteri. La presenza della 'ndrangheta nel ponente ligure è acclarata da anni, in rete si trova una bellissima tesi di laurea sulla 'ndrangheta a Ventimiglia , di una studentessa della Cattolica di Milano laureatasi nell'A.A. 2011-2012 in scienze politiche,sono circa ottanta pagine ricche di dati e riferimenti ,anche al famoso rapporto del prof. Carrer dei primi anni 2000, che nella nostra zona è stato ignorato all'epoca da tutti, Istituzioni in primis. Poi per favore basta ripetere come un mantra "vergogna e razzismo", semmai nella battuta sui carabinieri piemontesi è vero un razzismo all'incontrario, infatti la pubblica amministrazione in Italia è quasi completamente meridionalizzata ed è obbiettivamente molto dura per un settentrionale entrarci. Per quanto riguarda le origini calabresi le ho e non mi pesano nel dare giudizi sinceri ,senza nulla di speciale e particolare che possa dispensarmi dalla obbiettività nel guardare ai tanti fenomeni italiani ,dalla libera espressione e dall'aver tanto sperato lo scorso anno che un grande calabrese, il prof Rodotà potesse essere eletto Capo dello Stato. Elezione non raggiunta per la totale inadeguatezza di una classe politica.
        Walter .
        10/08/2014 alle 22:56
        Ma la finisci di farneticare.....Che noioso che sei! Ci hai fatto due palle così.....E basta!
    Giovanni Lorenzi Acciardo .
    08/08/2014 alle 10:59
    Il sig. Oliverio Beha si atteggia pure ad eroe...é solo un demagogo..intanto vuole a suo fianco il giudice Gratteri( perché poi?)e magari anche i Carabinieri Piemontesi...
      Roberto .
      08/08/2014 alle 14:04
      A trovarne di carabinieri piemontesi...!
      Roberto .
      08/08/2014 alle 14:08
      Minchia!.. "E cosa viene a fare 'sto giudice Gratteri!"..
    michele .
    08/08/2014 alle 10:19
    Lei mi piace sempre di più.
    Roberto .
    07/08/2014 alle 15:51
    Grande! Oliviero...
    aurelie niego .
    07/08/2014 alle 14:36
    Egr.Signor Bea, sal suo articolo, pure io sono stata insultata dai "MERDAMIGLIESI".Io vivo a Mentone, sono italo francese, non saro' un avvocato a sua difesa,Lei si sà diffendere ottimamente ma, desiderei partecipare al suo bibattito,previo comunicazione ! la saluto e continui cosi'! Carissimi saluti !
      Beppe Domani .
      08/08/2014 alle 09:53
      Gentile sig.ra Niego, va da sé che se lei decide di chiamare una città "Merdamiglia" (e in seguito i suoi abitanti)"Merdamigliesi" non si stupisca se qualcuno decide di insultarla...

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