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  • Oliviero Beha
     
    03
    set.
    2014

    Mille giorni, forse meno: renzismo senza limitismo

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    passodopopasso

    Non so come saremo né dove saremo allo scadere dei 1000 giorni renziani, nel maggio 2017. Come è d’uopo nella comunicazione, un principe della stessa come il Presidente del Consiglio va per cifre tonde, al contrario dei negozianti che nelle vetrine ti piazzerebbero un “a soli 999 euro/i”. Ed ammetto di essere affascinato dalla verve mediatica di un giovane rottamatore, o già ex rottamatore, come il Matteo. Così mentre i giornali parlano del sito “passo dopo passo” dedicato dal premier ai citati 1000 giorni di governo, tento invece l’avventura virtuale sul suo sito personale, www.matteorenzi.it, curioso come un Alì Babà.

    Ma all’apriti Sesamo l’home page è ancora fisso sui 100 giorni, ormai passati da un pezzo, e sulla vigilia delle elezioni europee. Spero in un suo video fulminante, e invece aprendo quello della “svolta buona” c’è la sua conferenza stampa di insediamento a Palazzo Chigi, opportunamente preceduta dalla pubblicità (mi pare uno shampoo per capelli, forse un messaggio subliminale, forse una metafora, forse no). Mi ritiro in buon ordine un po’ deluso dal sito personale di un politico che manda tweet con la rapidità e la frequenza con cui i pistoleri del west estraevano la Colt dalla fondina. Ma può accadere, è arduo stare appresso a tutto quando tutto è comunicazione.

    Qualcuno nota con giudizio che risalendo nel tempo, prima del Cavaliere non più Inarrestabile e ora Cesanobosconato che ha costruito sulla sua straordinaria mediaticità (aiutata dall’aspetto proprietario nel ramo non del tutto trascurabile…) vent’anni di supremazia, c’era stato il Duce, un autentico maestro. Ma i mezzi di comunicazione di massa erano molto diversi da oggi, e Mussolini ha sempre usato la comunicazione per la politica. Oggi l’impressione fortissima che dà Renzi, e naturalmente un po’ tutti di rincorsa, è quella della politica come mezzo per fare comunicazione. E per comunicare che? Essenzialmente se stesso. Intendiamoci: su questa strada il Matteo è stato spinto da una vera tragedia italiana che gli ultimi anni del confronto Berlusconi-Prodi e il grigio rigore truffaldino di Monti hanno spinto tra le sue braccia in manica di camicia, trasformando il tutto in tragicommedia con accenti di farsa.

    E mentre del passato Renzi non è correo come gli altri anche solo per ragioni di età e di immaturità di potere, è vero che oggi non ci viene in mente nessuno in grado di amministrare il tramonto accentuatissimo di uno Stato e di un popolo. Quindi per esclusione Matteo è quasi obbligato dal principio di realtà a pensare a sé: è o non è il migliore dei renziani, l’autentico prototipo del genere di fronte alla vecchia guardia? Dunque basta che resista sul piano della comunicazione per fare il suo. Anche perché sgusciando l’ostrica, non c’è nulla, almeno finora. E adesso glielo stanno dicendo in tanti, in troppi. Ha sostenuto che “la ripresa è come l’estate, prima o poi arriva”, e ci siamo giocati metereologicamente anche l’estate. Poi c’è stata l’epopea del gelato, da Della Valle che dice “non se ne può più dell’ultimo che arriva al bar e parla, con il gelato in mano” all’Economist che lo disegna affondando sempre con il cono, a lui stesso che benedice un Consiglio dei Ministri succiando il gelatino “per rispondere alle critiche”. Infine, tra le tante esternazioni , tra un gufo e una civetta, adesso afferma di non soffrire di “annuncite”.

    Così il sistema mediatico, prima prono e oggi supino, sta cominciando a dire che il re è nudo, ovvero che siamo di fronte a un pifferaio di Hamelin se non a un capitan Fracassa. Il bello è che questo contesto sempre meno politico e sempre più comunicazionale l’ha scelto lui fin dall’inizio, come uno che prima di un duello decide per la spada invece che per la pistola. Adesso forse gli piacerebbe cambiare arma, ma è impossibile: non mi invecchierà troppo presto?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Marina Brezza .
    05/09/2014 alle 07:22
    [...]E mentre del passato Renzi non è correo come gli altri anche solo per ragioni di età e di immaturità di potere, è vero che oggi non ci viene in mente nessuno in grado di amministrare il tramonto accentuatissimo di uno Stato e di un popolo. Caro Oliviero mi permetto una piccola osservazione su questo passo: non sarà correo di reati conclamati o di uomini indagati,processati o condannati, ma Renzi ha usufruito degli apparati, para-apparati della struttura strutturatissima del pd per arrivare al potere... e dunque ne eredita, in toto, se non altro le responsabilità, altro ché! a parte la sua condanna in primo grado per danno all'erario quando era presidente della provincia. Poi sul fatto che non ci sia nessun altro in grado di sostituirlo nall'amministrazione dell'italia in declino, mi rifiuto di pensarlo. Senz'altro non c'è tra i pluri paludati o pivellini dei partiti tradizionali, ma il movimento cinquestelle potrebbe benissimo trovare un esterno un indipendente in grado di svolgere questo compito, basterebbe lanciare l'idea ( il colonnello Rapetto, per dirne uno! saprebbe sicuramente cercarsi uomini di squadra validi per qualche ministero chiave...) Cordialmente.[...]
    giuseppe .
    03/09/2014 alle 22:23
    Credo invece che siamo fortunati ad avere Renzi. Al telegiornale di questa sera sono ricomparsi D'Alema e la Bindi. Ma per piacere!! Va bene, si, preferisco sognare con Renzi e mangiare il gelato.
    Dopp... .
    03/09/2014 alle 16:59
    Fra mille giorni se ne prenderà altri mille...ritornando sul duce...noto che Renzi ama parlare di " degrado" .., " moralità" .." Educazione da rilanciare nelle scuole" " non comanda l'Europa" ..attacca l'economist..più che rifarsi a Berlusconi..sembra di rivedere gli inizi proprio del duce( poi sappiamo come e andata a finire per l'Italia..siamo stati buttati in guerra e abbiamo dovuto ricostruire..ma questo e un film già visto)..che piaccia tanto agli intellettuali fascisti ma poi diventati comunisti( o viceversa) e una cosa normale e naturale...Renzi incarna le due anime del potere..quello plebiscitario e quello clientelare..la differenza enorme e che ieri il potere lo tenevi imponendoti con la forza e facendo la guerra col nemico..mentre oggi..lo tieni facendo il fesso sui social o le markette col " nemico"
    Massimo .
    03/09/2014 alle 15:24
    Credo che l'affermazione "Tra 1000 giorni potrete giudicarmi" sia un non senso". Anche perché ritengo verosimile che tra 300 giorni, rebus sic stantibus, ci saranno soltanto più macerie in questo scherzo di Paese.

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