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  • Oliviero Beha
     
    24
    set.
    2014

    Puntare all’articolo 18 per smontare il Pd

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    Matteo Renzi
     
    Matteo Renzi

    Non sfugge immagino a nessuno il valore simbolico e strumentale del famigerato art.18, preso da sempre a icona dello Statuto dei lavoratori da qualunque punto di vista. Non poter essere licenziati senza giusta causa, con un giudice che può reintegrarti nel posto di lavoro, non ha solo un importantissimo peso pratico per chi è nelle condizioni di goderne, peraltro sempre di meno come segnalano i dati in materia, ma è un totem in lontananza anche per chi non se ne può avvalere. È il solo fatto che ci sia che può tingere il diritto del lavoro di un colore o di un altro.

    Le polemiche su questo aspetto si sono affastellate negli anni, rivestendo sempre un contenzioso addirittura più politico che sindacale. Tra chi sosteneva che non si investiva più in Italia per colpa dell’articolo incriminato, chi diceva che non era importante (e dunque perché se ne parlava tanto?), chi lo voleva eliminare come retaggio dell’antica Roma – ma all’epoca c’erano schiavi e liberti… come oggi dunque? –, è da sempre il caposaldo di qualunque posizione sul lavoro, e sul diritto al lavoro. Del resto, che in un Paese senza meritocrazia e decerebrato da tanti punti di vista lavoro e salario/stipendio si siano divaricati, abbiano preso a un bivio due strade diverse, è cosa stranota e ormai vecchia. Ma a questo lieve dettaglio non si fa cenno quando si discute del mercato del lavoro, o del diritto al lavoro. E invece ne sarebbe un aspetto cruciale. Provate ad associarlo alla formula con la quale si vorrebbe sostituire il reintegro eventuale nel posto di lavoro con un indennizzo: di nuovo denaro e lavoro scorporati, stavolta per legge.

    Ce ne sarebbe abbastanza per insistere nell’analisi di questo benedetto art. 18, come del resto ci sono nuove avvisaglie che si è intenzionati a fare da parte del governo e dell’opposizione situata ben dentro l’attuale maggioranza, se appunto non esigesse tutta l’attenzione possibile l’aspetto strumentale della faccenda. Prendiamo l’ultima esternazione all’americana di Renzi in proposito: “Serve un cambiamento violento” recita da oltreoceano richiamando l’eco del Colle. Poiché ritengo che fino a quando sarà possibile nella vita e nella vita politica le parole siano importanti e non sostituibili né interscambiabili, magari al di là delle stesse intenzioni psicolinguistiche del premier devo prenderlo sul serio. “Cambiamento” e va bene, da oltre 200 giorni (e anche prima di Palazzo Chigi) non si parla d’altro. Ma poi c’è l’aggettivo “violento” immediatamente riferibile al Jobs Act, alla ferma posizione sul lavoro, dunque ovviamente all’art.18.

    Non si scherza con il lessico: ha detto proprio “violento”, volendo così manifestare la volontà di andare avanti a qualunque costo. Perché è un invasato anti-art. 18? Lo escluderei, Renzi sta dimostrando di essere tutto fuorché un invasato. Casomai si lascia trascinare dalla corrente della comunicazione e non vede o non vuol vedere le rapide davanti al suo kayak. E allora? E allora politicamente deve aver messo in preventivo che si spacchi il Pd, nel versante di sinistra o sinistro che sia, e magari si frantumi anche Forza Italia con Berlusconi stretto al patto del Nazareno e Fitto in libera uscita. Contando ovviamente sulla grana grossa della questione, cioè il far passare il tutto come la novità di estromettere da qualunque ponte o ponteggio di comando quella che chiama “la vecchia guardia”, cioè Bersani ma non Verdini: l’opinione pubblica esasperata dalla crisi e da tutti gli indicatori economici a capofitto potrebbe seguirlo. Si vedrà. Ma il paradosso è che, per l’ennesima volta, pur in una situazione drammatica la politica parlerà di una cosa mirando a realizzarne un’altra. Niente di nuovo, è solo la musica sul Titanic…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    26/09/2014 alle 16:19
    Renzi prendesse spunto dai presidenti del calcio italiano..che fanno lunghe riunioni per decidere dove portare i soldi clandestini delle scommesse e far finta che ci sia una competizione..i conflitti di interessi si moltiplicano sempre di più ma a nessuno frega niente...marketing si chiama..cioè vendere un mostruoso incestuoso vergognoso gioco facendolo passare come cosa sacrosanta, mantra della legalità e delle cose fatte bene( basta vedere cosa e diventato un giornale come la gazzetta dello sport..sembra un porcile che fa pubblicità ogni giorno a personaggi insignificanti ma che evidentemente meritano..)..l'importante e " tessere se stessi"..
    giorgio .
    26/09/2014 alle 10:00
    Togliti gli occhiali rossi, prenditi un buscopan e fatti una camomilla: vedrai che improvvisamente il mondo ti apparirà diverso e sopratutto smetterai di sognare Berlusconi (che in questi, come dici tu, 25 anni non era da solo a metterlo in quel posto alla gente, era in affollata compagnia diversamente colorata)svegliandoti meglio per evitare di scrivere cazzate in libertà.
    Luca .
    25/09/2014 alle 17:03
    E' una presa di posizione sul NIENTE.... Satana disse:"Parlatene male, purché parliate di ME"...!!! E' il modo di questi politicanti da quattro soldi, in mano alla mafia, di non fare provvedimenti veramente necessari, come la lotta all'evasione fiscale e contributiva, il conflitto di interessi, ecc per rimuovere il MACIGNO BERLUSCONIANO che tiene ferma l'Italia da oltre 25 anni....! CACCIAMOLI VIA A PEDATE E RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO BEL PAESE....! Se lo faremo subito, FORSE saremmo ancora in tempo!
    Franco Tremul .
    25/09/2014 alle 08:18
    Il PresidentedelConsigliodeiMinistri-SegretariodelPD ne ha fatte così tante di dichiarazioni ad effetto che è un po' difficile tenerne conto. Tuttavia a me pare di ricordare che al momento della sua investitura come Segretario del PD avesse dichiarato che l'Articolo 18 non si sarebbe mai e poi mai toccato. Lo ricordo solo io?
    giorgio .
    24/09/2014 alle 16:21
    Il tono dei commenti che sono venuti prima del mio non fanno altro che confermare una cosa: che la faccenda dell'articolo 18 è soltanto una questione di colore, di ideologia, di pelle. Nessuno che si sia soffermato sulla sostanza di questo articolo, non del tutto ben spiegata nemmeno da Beha, per il quale tuttavia nutro una sincera ammirazione, e sulla effettiva necessità di rimuoverlo o perlomeno di attenuarne le conseguenze. Vorrei volentieri scrivere un papiro noioso e lungo su questo argomento ma preferirei farlo se qualcuno parlasse di tutela dei lavoratori, di ragioni dei datori di lavoro, di alternative all'idea di Renzi, di qualcosa che facesse capire che non ci si limita a reiteratamente incriminare Berlusconi, a vedere rosso anche quando il rosso non va più di moda, a tranciare giudizi pseudo politici su un'operazione che se deve essere fatta lo deve essere a prescindere da chi si contenta e chi si scontenta politicamente. Brunetta ha espresso un concetto del quale è responsabile e può essere per questo censurato o non condiviso, ma ciò deve essere riservato anche a chi come Bersani, D'Alema, Cuperlo, Civati, Fassina, Bindi e rottami vari apertamente rema contro Renzi e non ha la forza ed il pelo per togliersi dal PD ed andare altrove a fare un nuovo (anzi vecchio) partito. Comodo dire peste e corna di questo o quell'altro e non scendere nei dettagli di una questione che volere o volare deve essere come già detto perlomeno rivista. Sindacalisti, politici, pseudo esperti teorici e basta, non sanno nemmeno cosa vuol dire lavoro dipendente così come non sanno nemmeno cosa vuol dire gestire un ufficio personale alle prese con problemi che mai hanno affrontato. Ma va là.....
    Bruno Amore .
    24/09/2014 alle 14:46
    Democristiani di cielo, di terra, di mare, unitevi. Questo mi pare dovrebbe essere il motto di Renzi se avesse il coraggio di scandirlo. E seppure non mi sento di fargli credito di tanta arguzia politica, io questo vedo nel suo manovrare con B e con la parte "moderata" del paese, che vuole stare tranquilla e che ai bisognosi in qualche modo si provvederà. Com'ha sempre detto la DC.
    REBYJACO .
    24/09/2014 alle 14:15
    Quante parole sprecate, per RENZI, abolire l'articolo 18 è come una "prova" di forza per dimostrare all'Europa che conta la SUA serietà e la volontà di poter guidare il cambiamento. Senza l'abolizione, dimostra di essere un Bersani qualsiasi, scoglionato e capo dell'indecenza di qui ci accusano. I 40 Senatori(li chiamerei ladroni) che si oppongono a Renzi, sono i rifiuti inquinanti della politica nata dopo Tangentopoli guidata da Berlusconi, da una parte e Dalema, Finocchiaro e la "CUPOLA" PD, dall'altra. I risultati di questo saccheggio sistematico a cui è stato sottoposto il PAESE negli ultimi trent'anni, è frutto di questi politici che oggi vedono tramontare il loro AFFARISMO e arricchimento sulla pelle dei cittadini. TUTTI, temono il cambiamento perché, TUTTI, hanno partecipato alla spartizione dei pani e dei pesci, cominciando dagli editori e imprenditori che negli ultimi anni, hanno trasferito all'estero, centinaia di MILIARDI DI EURO. QUESTO è QUELLO CHE VEDONO NEL MONDO CIVILE. Questo è ciò di cui ci accusano, derubare il PAESE e farla franca mentre si va a piagnucolare contro l'EURO, e la Merkel. Distruggiamo i Bersani e complici, i Dalema e accoliti, poi, poi, potremo cominciare a lamentarci di Renzi ma, fino ad allora, il cancro, sono questi politici "briganti"
      Bruno Amore .
      24/09/2014 alle 14:59
      Da questa tirata pro Renzi si dovrebbe arguire che il Ns è politicamente vergine. Cosa non vera poiché è in politica dal momento in cui mise i calzoni lunghi. E non può essere il frutto sano dell'albero politico marcio del passato, perché il frutto è figlio dell'albero dal quale cade.
      MAURIZIO PASTORELLI .
      24/09/2014 alle 16:12
      CARO SIG.REBYJACO VORREI FAR PRESENTE QUANTO SEGUE: 1)NELLA VOTAZIONI DI MAGGIO 2013 IL PD NON E' STATO IL PRIMO PARTITO IN ITALIA,MA SOLO SOMMANDO I VOTI DELL'ESTERO. 2)IL P.D.ALLA CAMERA E IL SENATO E' COMPOSTO IN MAGGIORANZA DA ON. E SEN. APPARTENENTI ALLA COSI' DETTA MINORANZA,CHE E' DIVENTATA MINORANZA GRAZIE A DELLE PRIMARIE 2014 DA BARZELLETTA E DAL COLPO DI "PARTITO" RENZIANo-DEMOCRISTIANO.SPERIAMO CHE IL SIG. RENZI CADrA PURE LUI SUL ART.18 COSI ANDREMO A VOTARE E VEDREMO IL SUO 42% del 60% aventi diritto quanto sara'
    marcello .
    24/09/2014 alle 14:15
    grazie Oliviero per la tua onestà intellettuale.. :-) Sentire Brunetta dire a Renzi di non stare con la vecchia guardia (Bersani & co) mi fa disgustare.... lui sarebbe il nuovo? lui e Verdini? Sacconi? Avrei preferito essere uno da "bar"... avrei vissuto più serenamente questa fase cosi scellerata della società, della politica e dell'economia... E poi sentire Renzi dire: lo facciamo per Marta che non ha la maternità? che cribbio c'entra con l'art. 18? ma siamo cosi stupidi da pensare che è necessario togliere per poi non dare? i diritti non sono una torta! E Squinzi? che ha la faccia come il ... ma fa il suo gioco, quello del "sindacato" degli industriali, ossia dire che non si investe in Italia per colpa dell'art. 18? ma dai, non si può sentire, in un paese con mafia, corruzione endemica, evasione mostruosa, giustizia ingolfata e infrastrutture inesistenti... DISGUSTOSI!

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