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  • Oliviero Beha
     
    09
    set.
    2014

    Razzismo, omelie e segnali di fumo

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    Amichevole Italia-Olanda
     
    Amichevole Italia-Olanda

    Il calcio nazionale e internazionale approfitta della pausa della Serie A per parlare e far parlare di sé in modo contraddittorio. Non tratto qui dei veleni tra Juventus e Commissario tecnico, alias caso Chiellini: difficile trovare un modo più stupido di mettersi di traverso e di mancare di rispetto a tutti, che non sia quello di “ritirare” l’infortunato gigantone dalla comitiva azzurra, stasera impegnata nelle qualificazioni europee. Specie dopo che un comunicato ufficiale della Figc aveva dato il difensore come inabile e comunque arruolato, immagino “per fare gruppo”. La Juve si impunta e lo richiama. Bravi. Sembra tutto pensato per dar ragione a Marchionne, che effettivamente pagherà pure le tasse all’estero dando un pessimo esempio, ma quando si occupa degli eredi Agnelli è un degno successore di Valletta.

    Andrea è lì a giocare con le figurine, tra un Tevez, un Vidal e un Pirlo, Lapo Elkann crea tanto che in confronto il Padreterno è un miles gloriosus e infine adesso tocca a John detto Jaki subentrare a Montezemolo al volante dell’azienda Ferrari. Per carità, Luchino è uno dei più pagati e socievoli fancazzisti dell’ultima storia del Belpaese, e non si può dire che dove metta le mani fiorisca il successo. In confronto, per rimanere a paragoni alati, Attila era un apprendista. Solo che Luca Cordero (agnello, in spagnolo) così è sempre stato, nella filiera Gianni Agnelli-Luchino-Giovannino (Malagò) che tanto bene ha operato per l’Italia nelle ultime due generazioni: non si è mai nascosto, è stato sempre quello che appariva, dallo shampoo “Libera e bella” in poi. E come lo ha trattato quella stampa che oggi, sotto i colpi marchionneschi, lo sta facendo a pezzi? Adorandolo come una sorta di idola tribus, così come ha sempre roteato gli occhi con ammirazione nei confronti del suo dante causa, l’Avvocato: Gianni diceva “piove”, e una teoria infinita di giornalisti cortigiani, a libro paga, a libro, a paga, oppure per il raffinato piacere dell’adorazione esclamava “Gianni è anche meteorologo!!!”. Quindi Luca non è il peggiore di noi… prendiamone atto.

    Idem per il notissimo caso Tavecchio, il caso di un dirigente sportivo avanti negli anni ignorato dai media anche quando faceva cose buone per la sua Lega Dilettanti e poi sbeffeggiato per la frase tremenda sui mangiabanane, lontana dal suo modo di pensare ma troppo vicina al suo modo di esprimersi. Apriti cielo: invece che un discorso sul mondo del calcio a pezzi, è bastato trovare il banano espiatorio. Solo che poi ha vinto lo stesso le elezioni, e da qualche settimana la stampa ha iniziato a trattarlo sempre meglio.

    Perché se lo merita, obietterete, non fiori ma opere di bene con una Nazionale vincente all’esordio e una scelta, quella di Conte, certamente azzeccata per riempire immediatamente un buco nella scialuppa federale che ne imbarcava e ne imbarca da tutte le parti. Errore: Tavecchio adesso viene carezzato solo perché è il Presidente, e quindi qualunque forma di critica, necessaria prima durante e dopo a condizione che non sia in malafede o su commissione, si volatilizza in un amen. Effetto Montezemolo al contrario. Certo, il risvolto “razzismo”, che il neopresidente ha voluto affrontare da subito abrogando le norme sulle curve ovvero la “discriminazione territoriale” quasi a compensare l’infelicissima uscita sulle banane e gli extracomunitari, si riaffaccia subito e ha le sembianze del fratello di Mario Balotelli, Enock Baruawh, insultato in una partita di Eccellenza (cioè della Lega Dilettanti tavecchiosa) nel bresciano in modo orrendo. Ci risiamo, dunque, come è ovvio.

    E con banane, extracomunitari e intolleranza avremo a che fare sempre di più se non avverrà un cambiamento culturale che cominci dai bambini, nelle scuole e nelle scuole-calcio. Lo so, sembra un agevole pistolotto alla Renzi, ma come negare che le cose stiano così? Lo sa anche Tavecchio che ha parlato – udite udite, esattamente con gli stessi concetti e addirittura con le stesse parole di un famoso procuratore, Giovanni Branchini – di rose da restringere, di nazionalizzazione dei calciatori, di controllo dei curricula degli extracomunitari non potendo far nulla per i comunitari.

    Staremo a vedere, mentre nella moda della “annuncite” si inserisce anche il presidente della Lega B, Abodi, pronto a ridurre il numero delle squadre della sua serie a 20, naturalmente tra due anni… Nel frattempo buone notizie dal Brasile: il terzino ex mirabilia della Roma, Maicon (chi dimentica un suo gol d’esterno dalla linea di fondo mi pare nei Mondiali sudafricani, ma potrebbe essere in una Concaf?), non è stato cacciato dal ritiro della sua Nazionale per uno scherzo atroce a un compagno ubriaco a base di sodomie e altre storie inventate, scherzo/bufala secondo le ultime notizie, bensì perché l’ubriaco era lui al rientro in albergo dopo un’amichevole, alle 7 del mattino. Sono notizie che allargano il cuore e fanno bene a una cosa che da generazioni chiamiamo sport…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Commenti
    1
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    Dopp... .
    09/09/2014 alle 15:38
    Ma nella foto quello in maglietta arancione sta festeggiando col pugnetto pure lui per il gol fatto? Certo che tornare a bari con ranocchia e bonucci titolari..( come il killer che illumina di notte la stanza dell'omicidio per farla ammirare ai vicini)chi ci avrebbe mai scommesso sopra? Intanto gli allenatori non decidono nulla come sempre, sono solo mercenari usati dagli amici dei presidenti e vengono pagati( pure poco considerando il giro di miliardi di euro che fanno i presidenti) per prendersi gli insulti..me lo chiedo da anni ma perché non fare un genuino streaming in lega per vedere di cosa parlano i presidenti o che qualcuno in federazione(o magari un inquirente che viene da qualche procura) metta delle cimici e ci faccia ascoltare tutto il vermaio

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