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  • Oliviero Beha
     
    17
    set.
    2014

    Sulla Consulta magari consultiamoci un po’…

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    consulta

    Ebbene sì, non mi fa tanto effetto la coppia mentre scrivo invotabile per la Corte Costituzionale Violante-Bruno. Non disdegno affatto la rivisitazione sul web del discorso del 2003 dell’ex magistrato ed ex presidente della Camera, quando rinfacciò con uno straordinario vigore tutto quello che “avevamo fatto (il Partito, prima Pds e poi Ds, ndr)” per Berlusconi nel ’94, garantendogli questo mondo e quell’altro, conflitto d’interessi compreso: è altamente istruttivo per capire come siamo arrivati al patto del Nazareno. Né guardo troppo per il sottile, conoscendolo abbastanza bene, alla successiva disponibilità ecumenica dello stesso Violante, in improbabile odore di candidatura al Colle, nei confronti della controparte di destra, quando ammiccando a Fini avrebbe potuto sostenere senza sorridere che in fondo “Hitler era poco più che un simpatico imbianchino austriaco”.

    E vogliamo mettere in discussione la socievolezza di Donato Bruno, nei salotti romani, nei Palazzi, intorno ad essi, in tv dove ha sempre inalberato la sua “tendenza Previti”? Ma viva la faccia, due figure chiare e chiave nell’orizzonte odierno, comprensibili pedine di una scacchiera su cui giocano Renzi trimane e Berlusconi con una mano sola (a quanto pare più che sufficiente). No, quello che mi impressiona è l’assoluto disinteresse per la presentabilità e l’indipendenza dell’istituzione cui sono candidati. Un’ istituzione decisiva per i cosiddetti pesi e contrappesi della democrazia, esattamente come il Consiglio Superiore della Magistratura fa l’occhiolino a Montesquieu per la divisione dei poteri.

    La dimostrazione di ciò che banalmente dico è presto data. Nel gennaio di quest’anno per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, la Corte Costituzionale esprime un parere di incostituzionalità sulla nostra legge elettorale, l’orrendo Porcellum che invita il legislatore a “desuinizzare” (copyright di un promotore del ricorso, l’avvocato Emilio Zecca). E’ giudicata tale per tre aspetti, dopo tre elezioni fatte indebitamente con questa legge (peraltro ricopiata dalla legge della Regione Toscana, non so se rendo l’idea) nel 2006, nel 2008 e nel 2013, anche se tali elezioni sono in un’affermazione collegata della Corte “un fatto compiuto”, quindi ci teniamo senatori e deputati anche se eletti incostituzionalmente.

    Per ora come sapete la riforma di tale legge elettorale “porcata” non c’è stata, pur ripetutamente annunciata anche su stentorea sollecitazione del Capo dello Stato. Anzi, Calderoli, che ne è un primo motore, è tornato buono anche per la Riforma del Senato, dunque l’allevatore leghista è stato casomai gratificato invece che penalizzato dalla  sua lex suina. Ma mettiamo che il duo Violante-Bruno, emerso con i soliti criteri spartitori che hanno fatto infuriare il cittadino a 5 stelle Grillo, fosse stato nella squadra della Consulta all’epoca chiamata a giudicare della costituzionalità della legge. Con che qualità professionale e soprattutto con che tasso di autonomia e di indipendenza avrebbe potuto dare il suo voto tale duo? E’ questo aspetto che mi colpisce più di ogni altro, al di là delle persone: ovvero il fatto che l’idea di un’autonomia reale di un importantissimo organo di controllo da consultare per ogni incertezza della nostra democrazia paia remota anni luce dalla situazione attuale. Si è “ingenui” (alla lettera “nati liberi”) a porre la questione in questi termini? Eppure il premier ripete a ogni piè sospinto che vuole “cambiare verso” e lo twitta in continuazione verso il mondo intero. Gli sembra che sia un’autentica “novità” questo modo di agire (se c’è un patto con Silvio questi accordi ne sono i terminali)? Davvero ? Non è un’ulteriore spinta per la scesa (della Consulta, della democrazia, del Paese)?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    rosa .
    19/09/2014 alle 00:18
    Io spero che i cittadini italiani onesti vadano nelle piazze a leggere ad alta voce la costituzione italiana e i nomi di coloro che l'hanno voluta e scritta, da Giorgio La Pira a Pietro Nenni, da De Gasperi a Moro.. Spero che facciano di nuovo diventare la piazza una Agorà, il luogo in cuii cittadini greci discutevano di politica e decidevano di risolvere i problemi attraverso il confronto dialettico.Spero che i professori insieme ai loro studenti usino la scuola e tutti i luoghi pubblici,per discutere di democrazia alla maniera in cui Socrate discuteva di filosofia e di vita con i giovani del liceo. Le voci devono essere tante e sonore, devono arrivare alle stanze del potere.
    Emanuele66 .
    18/09/2014 alle 19:05
    Tutto ampiamente sottoscrivibile. Che vergogna lo spettacolo dell'informazione "ufficiale". Siamo dietro le sbarre ed ormai non ci facciamo più alcun caso.
    deughis .
    17/09/2014 alle 13:57
    BRAVO OLIVIERO! Oggi in Italia è difficile leggere od ascoltare parole intelligenti. Anche la satira è narcotizzata (vedi Crozza di ieri sera, inguardabile... naso di Landini a parte). Però vorrei dire a Oliviero BEHA che il più alto scandalo italiano è il Presidente della Repubblica, che sarebbe rimasto in carica solo qualche mese, giusto per obbligare Parlamento e Governo a confezionare una nuova legge elettorale (che probabilmente sarà peggiore della precedente) e che invece non fa nulla di efficace anzi incoraggia il "fancazzismo" di tutti, finta opposizione e giornalisti di regime compresi. deughis

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