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    17
    nov.
    2014

    Diteci la verità o qualcosa che le somigli

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    Riceviamo & Pubblichiamo
    di Nicola Piccenna

    Luca e Marirosa morirono il 23 marzo del 1988 e questa è l’unica verità accertata da allora. Tutto il resto sono ipotesi, paure, pettegolezzi, chiacchiere e bugie. Un mare di bugie.
    Francesca Andreotta, sorella di Marirosa, dice di aver appreso della tragica morte dei due giovani il giorno 24 marzo alle 10. Glielo dissero amici di Matera che la raggiunsero a Napoli per avvisarla e per comunicarle che Marco Vitale, il suo fidanzato che si trovava a Roma per l’università, sarebbe passato a prenderla per accompagnarla a Policoro.
    Chiara Paltrinieri, che si definisce la migliore amica di Marirosa, ed il suo fidanzato -Vito Antonio Pascale- dicono di aver ricevuto dalla signora Giannotti (madre di Marirosa) l’incarico di andare a Napoli a prendere Francesca alle ore 6:00 di quel 24/3/1988. Dicono anche di essere arrivati a casa di Francesca alle 10:00 ma di non averla trovata perché già in viaggio per Policoro con Marco Vitale.

    Chiara dice che in macchina, oltre al fidanzato Antonio, c’era un suo amico Vincenzo Tortorelli. Antonio Pascale racconta che, oltre alla fidanzata Chiara, viaggiarono con loro due amici di cui non ricordava il nome.

    È verosimile che Francesca che abitava in un appartamento dotato di apparecchio telefonico abbia saputo solo alle 10 del 24 marzo 1988 della morte di sua sorella Marirosa avvenuta nella serata del 23 marzo? È verosimile che Marco Vitale, parte da Roma intorno alle 6 del mattino per passare a prendere Francesca a Napoli e non le dice niente? È verosimile che Antonio Pascale, Chiara Paltrinieri ed uno o due altri amici partono da Policoro per andare a prendere Francesca a Napoli senza avvisarla o senza avvisare Marco Vitale? E chi sono gli amici di Matera che vanno a Napoli solo per avvisare Francesca che Marirosa è morta e che Marco Vitale passerà a prenderla? Alle 10 di quel 24 marzo, Francesca era ancora a casa, come dice lei, o era già partita per Policoro, come dicono la sua migliore amica (Chiara Paltrinieri) ed il suo fidanzato Vito Antonio Pascale?
    Tutte domande che erano state sollevate dal capitano dei Carabinieri Salvino Paternò in un documento inviato alla Procura di Matera quasi vent’anni fa e che aspettano ancora una risposta.

    Perché la morte violenta e tragica di due giovani ragazzi non è una proprietà privata, nemmeno dei familiari che più di tutti hanno sofferto il dramma di quella scomparsa. È un fatto che interessa l’intera società che non può dimenticare questi suoi figli, meno ancora se a pretenderlo sono degli assassini che ancora oggi camminano impuniti.

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    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
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    homofaber .
    17/11/2014 alle 22:50
    La Verità purtroppo non esiste, la governiamo noi

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