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  • Oliviero Beha
     
    27
    nov.
    2014

    La democrazia come “fenomeno secondario”

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    renzi-salvini

    Raramente capita alla politica, specie a “questa” politica, di dire una parola definitiva sulla situazione, tenendo sempre conto che soprattutto in politica le parole sono degli autentici massi. Anche se fanno a gara a farli sembrare palloncini gonfiati. È successo nel commento all’andamento delle ultime elezioni in Emilia-Romagna e in Calabria da parte del premier: l’astensione, ha detto, è un “fenomeno secondario”. Naturalmente si esprime così perché il suo partito pur vincendo ha perso molti voti. Il punto non è però questo, e neppure la vittoria relativa a destra della Lega di Salvini. Nel mirino c’è proprio la maggioranza degli aventi diritto al voto che non l’hanno esercitato, in una percentuale straniante. Non è davvero sorprendente. Probabilmente buon ultimo nella fila, proprio qui una settimana fa parlavo di “estrema unzione della politica”, della voragine ormai dilatata tra il Palazzo delle istituzioni e il Residence dei partiti da una parte, e la Piazza o la strada dall’altra.

    La questione riguardava anche il M5S, nella contraddizione della doppia anima di lotta e di governo che la gente percepisce confusamente e di conseguenza fatica a distinguere. Di qui le contestazioni al M5S (che vengono da loro attribuite solo ai “nemici” del Pd, e magari fosse così, saremmo ancora in un recinto identificabile…) nella sua versione “politica” anche se non politicante, e una bella raffica di insulti che il web mi ha poi recapitato. Ben mi sta. Guai a chi non tifa nel Paese in cui si è calcistizzato tutto. Peccato che poi le urne diano responsi non troppo lontani da quella “estrema unzione”, che viene epigrafata da Matteo Renzi con il suo “secondario” riferito all’astensionismo.

    Se dobbiamo prenderne atto, siamo costretti anche a trarne una serie di deduzioni che attengono alla logica e non al politicismo d’occasione. Se la Repubblica italiana ha una forma di governo democratica, essa non può prescindere dal voto come sua attuazione pratica. Se non votare è secondario, ne discende che sia secondaria la democrazia. Il che può essere tranquillamente oggetto di discussione. Abbiamo avuto il ventennio fascista, ci siamo immersi nel berlusconismopiù impuro, nulla vieta che si voglia trangugiare anche la medicina del renzismo e del suo “partito della nazione” che però appunto considera marginale l’andare a votare. La democrazia sarebbe dunque esemplarmente un lusso che oggi, visti i tempi, non ci possiamo più permettere, anche alla luce del disastro combinato in passato dalla “nostra” democrazia leggermente stracciona. Non solo: in questo senso il valore del non voto, che ha riguardato in questa tornata molti italiani in più di quelli che invece hanno votato, viene spogliato di ogni suo significato politico. Ci sarà pure chi non ha votato per mandare un segnale comunque, giusto o sbagliato che sia, no? Niente, si sono astenuti per niente. E le Regioni, l’istituto che dovrebbe far discutere per l’importanza che ha assunto negli anni (pensiamo solo alla spesa sanitaria nazionale che ne assorbe quasi tutto il bilancio)? Nulla, non contano, non è “primario” che non abbiano votato per l’amministrazione di esse. E potrei continuare…

    Se è prioritario che abbia vinto in ogni caso Renzi e perso Berlusconi, con Salvini all’arrembaggio sulle navi degli immigrati, e non che si stia dissolvendo un’idea democratica della politica e con essa il Paese, forse l’estrema unzione è già stata data. E non mi si venga a dire che “quelli fanno il loro mestiere di parte”, etimologicamente inteso: l’aver ballato sul Titanic mentre affondava non viene considerata oggi la migliore delle opzioni, con l’aggravante che questa classe dirigente rimedia sempre un posto in elicottero per alzarsi in volo prima del naufragio.
    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    andrea barsotti .
    27/11/2014 alle 20:16
    La parola democrazia è antitetica al movimento 5 stelle. Oggi ne abbiamo avuto l'ennesima riprova. Grillo e Casaleggio si comportano come Luigi XIV: "L'Etat c'est moi" Le regole debbono essere rispettate ....dagli altri....ma se serve cacciare coloro che rompono si possono bypassare. E la gente comune dovrebbe votare un simile movimento? Per vedersi sopraffare dall'arroganza? Siete più pericolosi di coloro che ci stanno governando!!!
    marina brezza .
    27/11/2014 alle 16:55
    Caro Oliviero, giusto il richiamo alla necessità di votare, diritto dovere in una democrazia...ma oggi siamo, tanto più in Italia, nelle "democrazie del declino" dove il voto da "liquido" tende a diventare aeriforme, come è gradito a coloro che stanno al potere. In Italia abbiamo fortunatamente, non si sa come né perché, un movimento veramente propositivo che ha conquistato il 25% alle ultime elezioni politiche...ma che sta perdendo forza e anche vistosi consensi. Io credo che, tenendo conto naturalmente della non preparazione iniziale a gestire il loro stare in parlamento, oltre alla cortigianeria della maggior parte degli operatori mediatici, osceni nell'informazione omissiva o denigratoria dei 5 stelle, aggiunti a certi problemi interni su cui sorvoliamo...una delle cause di questo infiacchirsi del movimento è da ricercarsi senz'altro nel fatto che pochissimi sono gli intellettuali, le persone colte gli operatori onesti, anche della classe media, che appoggiano pubblicamente i 5 stelle... che ci devono pur essere nella nostra società che esprime e fa fiorire d'altra parte tanti volontari tante iniziative valide di aiuto ai cittadini che spesso sostituiscono parzialmente l'assenza dello Stato. Molti rifiutano, quasi vergognandosi di riconoscere che questo movimento, data la sua storia recente e il successo elettorale pur in diminuzione, potrebbe essere la base su cui costruire quell'alternativa al renzismo che sembra non esserci. Come fare per unire e far fare azione comune a quei pochi che sono dalla parte dei 5 stelle?
    cesare .
    27/11/2014 alle 16:10
    Buongiorno Oliviero, come sempre le sue parole sono fonte di riflessione. La sua lucida e chiara esposizione mette in luce le ombre di questo periodo. Non so se ne usciremo , penso a mio nonno che ha fatto 8 anni da fuggiasco e partigiano per darmi la possibilità oggi di poter vivere in una nazione democratica. Anni di rischi di lotta in cui in gioco c'era la vita di un giovane , mi rifiuto di non andare a votare , è un diritto che la mia famiglia ha pagato a caro prezzo. Sono a forte disagio in questi tempi , non mi frega nulla dei partiti ma contano le idee e le persone ed a oggi il 5 stelle ( per me ) è l'unica cosa che mi apre un piccolo spiraglio di luce in questo tunnel. Chi non vota fa un danno a se ed agli altri ....danneggia tutti .....
    guido perazzi .
    27/11/2014 alle 14:17
    infatti Renzi insieme agli altri MINISTRI-fattorini, intendono nel loro programma ... EMARGINARE la DEMOCRAZIA ... e ci stanno riuscendo, in attesa della MARSIGLIESE ....

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