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  • Oliviero Beha
     
    25
    dic.
    2014

    La posizione della missionaria

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    madre-teresa-calcutta

    Ho santificato la mattina di Natale (a proposito, auguri) leggendo un puntuto pamphlet del 1995, con Madre Teresa di Calcutta ancora ben viva, a firma di Cristopher Hitchens. Si chiama meravigliosamente “La posizione della missionaria”, è breve e stampato in Italia dalle edizioni Minimum Fax. Hitchens, scomparso prematuramente proprio tre anni fa dopo una battaglia anche saggistica di straordinaria “verità” contro il suo tumore, è/era un polemista e uno scrittore coi controfiocchi, nello stile espressivo e nel coraggio intellettuale grazie al quale se ne frega di ogni pregiudizio. Qui fa a fette Madre Teresa. Documentando perfettamente il lavoro della sua affettatrice mentale sempre in funzione. Ce ne fossero in giro, di intelletti come Hitchens… O forse sbaglio. Di teste così ce ne sono, mancano i cosiddetti attributi temperamentali e psichici che fanno di un intellettuale un uomo (una persona, anche una donna, of course) libero.

    o.b.

    Postato da Redazione
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    Andrea .
    31/12/2014 alle 15:47
    Non avrò tempo per leggere il libro (almeno prossimamente) e ho potuto consultare solo una sintesi su Wikipedia. Ne riporto i punti salienti corredati di alcune mie osservazioni [nelle parentesi quadre]. Il libro descrive Madre Teresa non come una benefattrice ma come un'opportunista dal punto di vista politico, che adottò le apparenze di una santa per raccogliere fondi per la diffusione di una ideologia religiosa intollerante, grazie al costante appoggio di molti partiti di destra come i teocon statunitensi, il dittatore haitiano Jean-Claude Duvalier ed il pregiudicato banchiere statunitense Charles Keating.[Il messaggio cristiano è rivolto a tutti, in particolare alle persone più lontane, dittatori inclusi (se no sarebbe una setta). Bisogna credere che anche le persone peggiori possano riabilitarsi, e il modo migliore è chiedere loro di prendersi cura degli altri. Anche donando soldi (difficile pretendere di più, in alcuni casi). Chiaramente madre Teresa non poteva rovesciare un dittatore da sola e il suo scopo nella vita era un altro.] Hitchens si sofferma ampiamente sulla manipolazione mediatica messa in atto a favore di Madre Teresa , che le consentì di diventare la donna più celebre e più influente del mondo [e dovrebbe essere colpa sua?]: sfruttando questa sua fama planetaria poté propagandare meglio le sue idee religiose contrarie all'aborto, al divorzio, ai rapporti pre-matrimoniali e all'uso dei preservativi [non sono idee di madre Teresa, ma idee Cattoliche. Criticare una persona per colpire qualcun altro è vile.], mentre invece si dichiarò sempre convinta del potere salvifico della sofferenza umana come espiazione dei peccati; infatti, Hitchens argomenta che Madre Teresa fu strumentale alla Chiesa Cattolica per il perseguimento dei suoi obiettivi politici e teologici [qualsiasi cristiano che vive il Vangelo persegue gli scopi della Chiesa (magari non di tutta, visto che nella Chiesa ci sono molte correnti, alcune molto mondane...).]. Hitchens critica Madre Teresa per avere usato contributi in denaro per aprire conventi in 150 paesi piuttosto che per la fondazione degli ospedali, per i quali le donazioni erano state effettuate [Al di là della polemica con molte associazioni pseudo-umanitarie o a favore della ricerca (le donazioni non vengono devolute per incrementare il numero di ricercatori, ma per comprare i mobili su misura dello studio del medico (ad esempio) che gestisce il gruppo di ricerca), madre Teresa poteva affidare i soldi a laici (=non religiosi) di fiducia o a persone da lei preparate e con l'obbligo di gestire i soldi non a scopi personali (=suore che fanno voto di povertà). Anche i laici più incorruttibili potevano (e possono) essere indotti in tentazione, alla vista di milioni di dollari, ma, a differenza delle suore di un ordine (umane anche loro), sono meno controllabili. Ergo, prima costruisci un convento che funziona anche centro di prima assistenza (vedi la Caritas) e poi il resto.]. Egli sostiene anche che non era amica dei poveri, e anzi si opponeva a misure strutturali per porre fine alla povertà, in particolare quella che avrebbe elevato la condizione sociale e culturale delle donne [mi immagino la polemica se avesse proposto di fondare scuole cattoliche (ovviamente, scuole cattoliche da soldi cattolici, come dovrebbe essere anche in Italia, ma...).]. Citando una conferenza stampa del 1981, quando le fu chiesto se insegnasse ai poveri ad accettare il proprio destino, Madre Teresa rispose: « I think the world is being much helped by the suffering of the poor people. » « Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente[e da chi aiuta i poveri sporcandosi le mani, aggiungo io (lei non l'avrebbe mai detto). Dopo mi pare ovvio, è una questione di opinioni: c'è chi preferisce una Chiesa ricca che ostenti la propria ricchezza o la usi per ottenere maggior potere e chi vorrebbe usare la ricchezza materiale della Chiesa per aiutare il prossimo più bisognoso. In Italia c'è chi pensa che un ricco imprenditore possa aiutare il proprio Paese più di un poveraccio qualsiasi che ha sempre lavorato onestamente. Madre Teresa predicava e si sporcava le mani, proprio quello che manca oggi: parlare, fare in prima persona e ottenere risultati (se no è annuncite).]. » [Madre Teresa] ha detto al giornale Ladies' Home Journal dell'aprile 1996 che la sua nuova amica Principessa Diana sarebbe stata molto meglio una volta liberatasi dal suo matrimonio...[1) Era un'amica che pagava e, quindi, garantiva materialmente pasti ai poveri assistiti da madre Teresa. 2) Carlo e Camilla non erano sposati secondo il rito anglicano? 3) A mio parere è probabile che Diana si sia confidata con madre Teresa, in quanto persona di fede e donna come lei, circa il suo matrimonio, che sarà stato pseudo-combinato o quasi (in tal caso è annullabile), e che sicuramente sarà stato un inferno per la "principessa triste". Piuttosto che una si suicidi perché sposata controvoglia, meglio il divorzio. Certo, c'è chi nella Chiesa direbbe il contrario, ma c'è anche chi, ateo, di sinistra, pro choice, pro divorzio, ecc... sostiene la guerra in Afghanistan e Iraq solo per combattere l'Islam...]. [Al di là di critiche ed osservazioni, penso che inchieste di questo tipo siano molto utili per smascherare il marcio che si nasconde (ma non sempre) dietro alle più rassicuranti apparenze. Grazie dottor Beha per aver pubblicizzato il volume di Hitchens.]
    Emanuele66 .
    30/12/2014 alle 22:47
    Ho finito di leggerlo appena adesso... effettivamente è un ottimo pezzo di polemica con grandi spunti di riflessione. Uno di essi è che l'ateismo può bendare gli occhi quanto la religione: per Hitchens ciò che è inspiegabile (forgive - perdonate - l'esortazione della suora di fronte alla strage di Bophal) non è di facile comprensione, mentre persino per un ex non pratican credentista come me è comprensibilissimo è la base della dottrina cioè: SUBITE E ZITTI (ufrighela al signur disen a Milan). Detto questo con Hitchens muore si un soldato dell'ateismo ma un generale dell'osservazione critica: è quest'ultimo che mi mancherà. Agnes Gonxha Bojaxiu alias madre Teresa di Calcutta ne esce (nel migliore dei casi) come una squilibrata che procurava di mantenere il dolore presente e la morte inevitabile per coloro che le si affidavano. Incoraggiata dalla acritica venerazione ottenuta anche per l'incompetenza dei primi reporter quando non per la loro complicità nella diffusione della menzogna globale sulla santità (retrospettivamente riconoscibile come pazzia lucida) la donna sembra si sia sentita riconfermata nella follia divenendo mero strumento di propagazione delle tesi più nocive della chiesa facendo da utile supporter per qualunque dittatore o malfattore sembrasse sostenerle - e si parla sempre del MIGLIORE dei casi. In effetti la lettura equilibrata della bibbia porterebbe alla stessa conclusione: metafore per pastori o folle guida per manipolare le menti? Che bisogno c'è di Santi, se l'insegnamento in se si presenta filosoficamente, eticamente e moralmente ineccepibile? La chiesa prende i giovani, LE CHIESE prendono i giovani, duttili: li prende quando hanno capacità di assorbire come spugne ciò che li plasmerà per molto se non per sempre... quando il loro cervello lavora dalle 5 alle 10 volte più velocemente di quello adulto e gli insegna IL DOGMA, cristallizandolo fino alla fase adulta: game over. Gli insegna sostanzialmente ad ubbidire e ripetere acriticamente anche in presenza di plateali contraddizioni (la teologia è una scienza? allora si evolve?) mentre la scienza avanza faticosamente per errori e correzioni conscia che il sapere si accumula, non discende dall'alto e senza che si possa porre in discussione. Se c'è un dio per definizione dovrebbe abbandonare chi afferma di parlare in suo nome a meno che questi non possa mandarti a morte o emarginarti o rinchiuderti. Come è avvenuto. L'osservazione circa il mondo romano fatta dallo storico Gibbons riportata da Hitchens - gli dei sono egualmente veri per il popolo - egualmente falsi per i filosofi ed EGUALMENTE UTILI PER I MAGISTRATI è veramente illuminante. Per molti non è una sorpresa: la paura della morte viene coltivata, l'illusione (se tale è: chi lo sa infatti, non torna per dircelo) di una vita ultraterrena viene sventolata come realtà ed il gioco è fatto. Educato da non pratican credentista porto il retaggio della ripetizione anche se la cronaca la logica e l'esperienza possono aiutare a superare la cosa, il condizionamento È FORTE: a rimanere inerti, ad aspettare, A SPERARE. Come togliere la speranza alle generazioni precedenti? Ci ho provato ma ho verificato che oltre che difficile è doloroso: rinunciare ad un premio per i deceduti, per i cari, ad un premio per se!!! Chi se ne frega se i cattivi finiscono nella spazzatura che ne è del premio per me e per il figlio morto, l'amato padre o madre? Il dolore è indescrivibile. In più c'è una constatazione pratica: la fede aiuta, davvero. Come un forte analgesico, una droga. E dà assuefazione. Chi ne è dipendente non può ammettere una vita senza di essa. Una semplice spiritualità una visione più grande della vita come "non solo" la nostra vita, non basta. Non può bastare. Allora le religioni tappano il buco, riempiono un bisogno. Come fa un buon marketing.
    Emanuele66 .
    27/12/2014 alle 20:27
    Cercherò il libro. Se si tratta di una analisi onesta, Hitchens ha molto coraggio (aveva) altrimenti sarà stato solo un'altra giornalista che cercava la notizia "uomo morde cane".

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